“Nei giorni scorsi, la Direzione sanitaria degli Ospedali riuniti dell’Area Nolana ha emesso l’ennesimo provvedimento di blocco dei ricoveri nei reparti di Pneumologia e di Medicina dell’Ospedale di Pollena. Spiegazioni ZERO, COME SEMPRE.” Dichiara il Segretario Aziendale Uil Fpl del nosocomio Mario Coppola.
“Oramai, sembra evidente l’effetto di un declino deciso a tavolino che potrebbe condurre alla definitiva chiusura di un Ospedale che rappresenta, dall’anno 1993, l’unico punto di sanità pubblica ospedaliera per un bacino di utenza che supera i 400.000 abitanti” prosegue il sindacalista.
“Per la Direzione Sanitaria, questo è un Ospedale da sfruttare come riserva di personale. Basta che un dipendente faccia domanda di trasferimento che immediatamente viene disposto il suo trasferimento verso altra destinazione, senza neanche raccogliere il nulla osta favorevole del dirigente preposto alla struttura.” Incalza il Segretario Coppola. “Così come è accaduto di recente nel Reparto di Medicina o, nelle scorse settimane, al Psaut”
“5 Milioni di euro di finanziamento regionale per completare i lavori all’Apicella, sbandierati ma mai utilizzati. Perché non sono stati ancora approvati i progetti definitivi? A chi appartiene la volontà di impedire il rilancio di un struttura storica e vitale per il territorio?” afferma il Segretario Territoriale Uil Fpl, Salvatore Altieri.
“Qualcuno ha forse paura che un Ospedale ampliato e funzionale non si possa isolare e relegare ad un ruolo più che secondario, come succede adesso?” prosegue il Segretario Territoriale.
“Nei prossimi giorni, chiameremo a raccolta intorno a questa grave problematica le forze politiche e sociali del territorio e, nel contempo, rivolgiamo un appello alla Direttrice Generale della Asl Na 3 sud, Dott. Costantini, affinché si faccia carico in prima persona di affrontare quanto accade di negativo nei confronti dell’Ospedale di Pollena e che, qualora fossero provate, punisca con determinazione le inefficienze determinate da una cattiva gestione che indebolisce l’immagine e la consistenza dei servizi sanitari a cui i Cittadini hanno diritto.” Concludono Altieri e Coppola.
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