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Ottaviano, dal 2 dicembre aperto al pubblico il piano nobile di Palazzo Mediceo

Un intervento di restauro – grazie a fondi del Ministero delle Infrastrutture –  ha restituito splendore agli affreschi del ‘700 e a tutto il «piano nobile» del Palazzo Mediceo di Ottaviano, bene confiscato alla camorra e rientrato nella disponibilità del Comune. Tre anni di lavori e finalmente sarà aperta al pubblico l’ala più bella e più significativa dal punto di vista storico e artistico, ma prima si terrà la cerimonia inaugurale riservata unicamente alle istituzioni e alla stampa, venerdì 1 dicembre, con la presenza del governatore Vincenzo De Luca, del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, del procuratore aggiunto di Nola, Stefania Castaldi, del questore Antonio De Jesu, del già procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, del presidente del tribunale di Nola, Luigi Picardi e del comandante provinciale dei carabinieri di Napoli, il colonnello Ubaldo Del Monaco.

Soltanto dal giorno successivo il pubblico, che comincerà ad affollare i giardini e le scuderie del palazzo per l’apertura dei «Mercatini del Castello» promossi da Comune e Pro Loco e gemellati con i mercatini di Bolzano, potrà accedere alle stanze restaurate e ammirare i colori degli affreschi tornati vividi e i particolari della riqualificazione del piano nobile, mai finora aperto ai visitatori. L’ala era un tempo la residenza padronale, con camini in ogni stanza e pareti decorate, abitata dalle famiglie, nobili o meno, che vi si sono avvicendate. Sono sale ampissime che ora potranno ospitare eventi, convegni, conferenze, mostre, spettacoli, eventualmente – c’è un progetto in itinere – un museo multimediale, tutto gestito direttamente dal Comune in tandem con le associazioni. «Dopo l’esperienza positiva dei mercatini al Castello – dice il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso – aggiungiamo quest’altro tassello al pieno recupero del Palazzo Mediceo, restituendolo definitivamente ai cittadini».  La storia del castello, restato nelle mani della famiglia dei Medici di Ottaviano fino al 1874 ma fondato probabilmente in età longobarda ospitando nel corso degli anni illustri feudatari, è segnata da una macchia ormai lontana: negli anni ‘80 la camorra riuscì a impadronirsene, acquistandolo dai Capece Minutolo per 270 milioni di vecchie lire tramite una società che faceva capo al boss della camorra Raffale Cutolo. Nel 1991 il Castello fu confiscato e dopo quattro anni affidato al Comune di Ottaviano. «Questa città non è più terra di camorra da molto tempo- continua il sindaco Capasso – ci siamo finalmente scrollati di dosso una nomea ingiusta e che negli anni, anche grazie all’impegno di altri amministratori, è ormai distante». Il piano terra del palazzo di via Salita del Principe è sede, dall’aprile 2008, del Parco Nazionale del Vesuvio, concesso dal Comune di Ottaviano in comodato d’uso. Una rivincita che ora è completa perché quelle stanze che hanno probabilmente ospitato summit di camorra negli anni bui della Nco saranno patrimonio della città intera, il palazzo che per un certo periodo è stato simbolo del potere criminale nel vesuviano, diviene luogo di bellezza e rilancio. Del resto, il Castello e i suoi giardini avevano ispirato composizioni di Gabriele D’Annunzio, ospitato al palazzo con una delle sue amanti, ma anche Giacomo Leopardi nelle sue «La Ginestra» e «Il tramonto della luna».  Da sabato 2 dicembre torneranno dunque anche i mercatini natalizi, con cento espositori, concerti, cori, rappresentazioni teatrali e spettacoli con strade illuminate da giochi di luce: il Castello sarà aperto ai visitatori dalle 18 alle 23 dei giorni feriali e fin dalle 10 del mattino nei festivi.

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