Home Cronaca Opposizioni in Procura sul caso Moneta Casalnuovo: “Bonifica fantasma pagata 140mila euro”

Opposizioni in Procura sul caso Moneta Casalnuovo: “Bonifica fantasma pagata 140mila euro”

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<< Una bonifica fantasma con danaro pubblico speso male e in modo illegittimo >>. E’ la pesante accusa lanciata dall’opposizione sul caso “Moneta”, cioè su quello che doveva essere il primo parco pubblico di una città priva di piazze, capitale napoletana del cemento selvaggio. Primo parco pubblico il cui cantiere è stato chiuso due mesi fa, ufficialmente a causa dei continui intoppi ai lavori causati dai ripetuti ritrovamenti di amianto nel sottosuolo. Intanto il consigliere comunale di opposizione, Salvatore Errichiello, annuncia che su questo caso si recherà in Procura. << La magistratura – spiega – dovrà fare chiarezza sul perché il Comune abbia dato 135mila euro alla Nascap di Afragola, la ditta incaricata di bonificare l’area, e sul perché l’ente abbia pure pagato, per un totale di 2mila euro, i pochi dipendenti comunali coinvolti nella procedura di bonifica >>. Intanto però, secondo quanto ha certificato il 10 ottobre scorso il capo dell’ufficio tecnico del Comune, l’architetto Pietro D’Angelo, i lavori di bonifica dei circa 20mila metri quadrati del futuro (si spera) parco Moneta << sono stati eseguiti e ultimati >>. Lo assicura anche il professor Sergio Wirz, l’architetto che ha finora diretto i lavori per il parco. << La bonifica è stata fatta – garantisce Wirz – tutto l’amianto che c’era nel sottosuolo del cantiere è stato trasportato in un sito specializzato che si trova in Sardegna >>. Nove vasche di eternit contenenti, tra l’altro, liquidi chimici (liquidi che non si sa quale fine abbiano fatto) e una tubazione, anche questa di eternit, lunga 270 metri, avrebbero dunque preso la strada che porta nella grande isola delle vacanze da sogno. Ma appena l’altro ieri l’ufficio comunicazione del municipio ha detto che << un mese fa nel cantiere c’è stato un nuovo ritrovamento di amianto >>. A questo punto, quindi, la vicenda diventa di quelle quantomeno “intricate”. Nella denuncia che sta predisponendo Errichiello finirà pure la questione del ritiro, avvenuto a ottobre, della ditta, la Capriello di Napoli, che tre anni e mezzo fa era stata incaricata di realizzare il parco Moneta. << Perché l’amministrazione comunale non ha impedito il ritiro della Capriello e perché, quando ciò è avvenuto, non ha citato la ditta per danni ? Inoltre, visto che in quell’area è stato trovato tutto quell’amianto, quali provvedimenti sono stati adottati per tutelare la salute dei tremila alunni delle scuole dell’obbligo che si trovano proprio accanto al perimetro del cantiere ? >>, gli interrogativi del consigliere comunale. Nel frattempo è scattato un pericoloso conto alla rovescia. Il 31 marzo scadranno i termini previsti per l’utilizzo dei fondi europei destinati alla realizzazione del parco. Se la struttura non sarà pronta per quella data addio finanziamenti e, di conseguenza, addio parco, che per il momento è solo una spianata di erbacce e calcinacci. << Stiamo predisponendo la nuova gara d’appalto – replica però l’architetto Wirz – ce la faremo a realizzarlo entro marzo, rinunciando però alla costruzione della palazzina interna che doveva ospitare il nuovo comando della polizia municipale >>.