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La tomba del vicebrigadiere Mario Rega Cerciello al cimitero di Somma Vesuviana

La notte del 26 luglio scorso, il vicebrigadiere Mario  Cerciello Rega, militare di Somma Vesuviana in servizio a Roma, perdeva la vita per mano di Finnegan Lee Elder, reo confesso dell’omicidio. Elder, insieme a Gabriel Natale Hjorth, l’altro giovane turista americano che quella notte ebbe un corpo a corpo con il carabiniere Andrea Varriale, confessò subito l’omicidio.

Ma la vicenda non è semplice anche per tutto ciò che da quel momento è accaduto: dalla foto incautamente diffusa dove si vede Hjort bendato fino alle bugie. Proprio per una bugia è indagato Andrea Varriale il quale aveva in un primo momento sostenuto che, come Cerciello Rega, non aveva con sé la pistola d’ordinanza, per poi cambiare versione. Ora un fascicolo è stato aperto anche per il comandante della stazione dei carabinieri di piazza Farnese, il comandante Sandro Ottaviani, indagato dalla Procura per falso: dichiarò infatti che quella stessa sera Andrea Varriale aveva riconsegnato l’arma. E lo scrisse nero su bianco in una relazione di servizio, mentre il carabiniere ha poi raccontato ai magistrati di essere uscito dalla caserma senza pistola.

Il vicebrigadiere Mario Rega Cerciello

L’inchiesta su entrambi sta andando avanti. Nel frattempo sono stati resi noti, pubblicati da Repubblica, i video (e le foto) trovati sui cellulari sequestrati a Elder e Hjort: nei filmati i due californiani si danno ad ogni tipo di eccesso. Sparano, assumono cocaina e mangiano ravioli conditi con lo Xanax, potentissimo ansiolitico.