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E’ la storia di una tragedia sfiorata. Martedi, a mezzogiorno, è crollato l’intonaco dal solaio di una classe della scuola elementare Enrico De Nicola. La pioggia di calcinacci ha investito i bambini della quinta A. Uno di loro, un alunno di dieci anni, è rimasto lievemente ferito a un braccio. La madre, Veronica Romano, ha pubblicato sui social la foto della ferita occorsa al figlioletto durante il crollo: graffi ed escoriazioni. “Mio figlio – racconta la mamma – mi ha detto che ha sentito uno scricchiolio e poi gli sono venuti addosso i calcinacci: è stata un’esperienza terrificante. Ma non ho pensato di portarlo in ospedale perché ho visto che per fortuna stava bene, nonostante la piccola ferita al braccio”. Da paura le sequenze della scena consumata sotto gli occhi degli insegnanti atterriti. E come per un’ironia della sorte i calcinacci sono caduti mentre i bimbi cantavano in coro un inno augurale per la nuova stagione scolastica. Quindi il rumore sordo, il solaio che sembrava precipitare su quelle testoline innocenti. La scuola è stata chiusa subito. Ci sono infiltrazioni nel soffitto causate dalle piogge della scorsa primavera. Le lezioni riprenderanno lunedi. Ma gli alunni del plesso di via Benevento, un edificio moderno, saranno costretti a fare le rotazioni perché due classi sono inagibili, la quinta A e un’altra vicina. C’è rabbia. La notizia del crollo è stata tenuta nascosta per giorni. Solo l’ex segretario cittadino del Pd, Giovanni Nappi, ha rotto il silenzio, mercoledi, con un comunicato web. Nel frattempo gli operai inviati dal Comune stanno lavorando per rimettere in sesto la scuola. Ma la gente è adirata, sia nei riguardi del sindaco che del Comune nel suo complesso. “Hanno parlato di assenza di segnalazioni di pericolo da parte nostra ?!? – scrive, indispettita, Loredana Trombetti, un’insegnante della scuola e Nicola – Ma se sono anni che segnaliamo infiltrazioni dal solaio e dai lucernari, macchie di umido, distacco di intonaci. Noi insegnanti le relazioni le facciamo e l’ufficio di dirigenza protocolla e trasmette all’ufficio comunale preposto. Poi, però, il niente !!!”. Da brivido le testimonianze di molti genitori, inviperiti per un comunicato giudicato troppo bugiardo sull’accaduto, un post apparso ieri su una pagina Facebook molto vicina al sindaco. “Io ero lì – racconta la mamma di una bimba della quinta A, la signora Teresa D’Alise – l’intonaco che si è staccato dal soffitto aveva il diametro di un metro. Sotto c’erano i bambini seduti. I calcinacci sono caduti sui banchi e i bambini di scatto sono scappati. Mia figlia era seduta proprio lì sotto e un suo compagno è stato preso di striscio. Se quei calcinacci fossero caduti sulla loro testa…non oso pensarlo. Come fate a minimizzare un fatto del genere? Sono bambini: non avete cuore ?”. Sui ritardi nella diffusione dell’allarme la signora D’Alise riferisce che “un dipendente del Comune, venuto mercoledi a visionare la scuola, ha detto che dovevo stare zitta essendo una mamma e che non dovevo parlare, che non avevo voce in capitolo”.