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Nola, il ricordo di Giordano Bruno l’eretico impenitente

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Nella fredda mattinata del 17 febbraio del 1600 il filosofo nolano Giordano Bruno veniva arso vivo a Roma. Spettò alla venerabile Arciconfraternita di San Giovanni Decollato il compito di confortare l’eretico impenitente durante il tragitto dal carcere di Tor Di Nona a Campo dei fiori. La Città di Nola ricorderà il filosofo con la deposizione di una corona di alloro ai piedi della sua statua.

 

Nel Cinquecento, e ancor più nel Seicento, si diffuse in tutta Italia la moda di confortare i condannati a morte per salvare la loro anima. Moltissime confraternite si specializzarono nell’assistenza ai prigionieri e il compito di portare il conforto divenne un’onorevole, quanto impegnativa, opera umanitaria. I condannati venivano aiutati ad affrontare la prova finale con sicurezza come dei bravi cristiani, con la pura convinzione che un valido pentimento potesse condurre l’anima direttamente in paradiso. Nel 1488 fu fondata da alcuni fiorentini a Roma la fratellanza di San Giovanni Decollato, chiamata anche della Misericordia, che aveva l’ufficio, conservato sino al 1870, di accompagnare all’estremo supplizio i condannati e si avvaleva del Trattato utilissimo per confortare i condannati per via di giustizia di Pompeo Serni. Generalmente la sera avanti dell’esecuzione capitale la Compagnia era avvisata dall’autorità giudiziaria per recarsi nelle carceri a prendere in consegna il condannato, che aveva il dovere di confortare sino all’ultimo momento. I corpi dei giustiziati, che assistiti dai confratelli morivano in pace con Dio, venivano sepolti nei sotterranei del Chiostro adiacente alla Chiesa, mentre gli eretici, impenitenti, erano accompagnati al cimitero dai confratelli imploranti per le loro anime il perdono del Signore. Famoso è rimasto il grande archivio della Compagnia di San Giovanni Decollato, dove sono documentati i bruciamenti di alcuni eretici tra cui spicca la figura del nostro filosofo nolano. Al volume 15, carta 87, il documento attesta gli ultimi momenti precedenti all’atroce morte: Giordano Bruno di Nola (17 febbraio 1600) Giovedì a dì 16 detto Giustizia di un eretico impenitente bruciato vivo – A hore due di notte fu intimato alla Compagnia (San Giovanni Decollato) che la mattina si dovea far giustizia d’un in Ponte, et però alle 6 hore di notte radunati li confortatori e capellano in Sant’Orsola, et andati alla carcere di Torre di Nona, entrati nella nostra cappella e fatte le soliti orationi ci fu consegnato il sottoscritto a morte condennato videlicet. Giordano del quondam Giovanni Bruni frate apostata da Nola di Regno eretico impenitente; il quale esortato da nostri fratelli con ogni carità e fatti chiamare due padri di San Domenico, due del Gesù, due della Chiesa Nuova e uno di San Girolamo, i quali con ogni affetto et con molta dottrina mostrandoli l’error suo, finalmente stette sempre nella sua maledetta ostinazione, aggirandosi il cervello e l’intelletto con mille errori et vanità, et anzi perseverò (sic) nella sua ostinatione che da ministri di giustizia fu condotto in Campo di Fiore e quivi spogliato nudo e legato a un palo fu bruciato vivo, accompagnato sempre dalla nostra Compagnia cantando le letanie e li confortatori sino al ultimo punto confortandolo allassar(sic) la sua ostinazione, con la quale finalmente finì la sua misera et infelice vita. Nel giorno dell’anniversario della sua morte, Domenica 17 febbraio, la Città di Nola lo ricorderà alle ore 11:00 con la deposizione di una corona di alloro presso la statua nella piazza a lui dedicata. L’iniziativa vedrà la partecipazione degli alunni delle scuole cittadine. Il pomeriggio, invece, a partire dalle ore 17.00, il Commissario Prefettizio di Nola, Anna Manganelli, renderà omaggio a Giordano Bruno a Campo de’ Fiori a Roma nell’ambito dell’iniziativa “Nel nome di Giordano Bruno. Laicità, dignità, democrazia” organizzata dall’associazione romana Libero pensiero presieduta da Maria Mantello.