Giovane, determinata, dalla scuola di danza di Somma Vesuviana, diretta da Angelo Parisi, fino al serale di Amici. Nietta, con costanza e impegno, sensibilità ed energia, punta sempre più in alto.
Il serale di mercoledì scorso ha chiuso l’ultima edizione di Amici 2016 con la vittoria meritatissima di Sergio Sylvestre, Big boy, voce potente, maestosa. Tensione, lacrime, gioia, successi. Di quei momenti di quelle emozioni, ci racconta una delle ballerine professioniste di questa edizione, la giovane interprete, viso da attrice e corpo cesellato dalla danza, un intreccio di dolcezza e determinazione. Nietta Dalmini da Somma Vesuviana e la scuola “Percorsi di danza” del maestro Angelo Parisi, è approdata tra le file dei danzatori del talent di canale 5, e terminata questa esperienza è già pronta per nuove importanti opportunità.
Chi è Nietta Dalmini?
«Premetto che non mi piace molto parlare di me, son riservata e credo che sia proprio questo il motivo per cui ho iniziato a danzare. Per me la danza è più che una passione, è un modo per esprimermi e per esternare emozioni che spesso tendo a nascondere».
Ci sono stati momenti in cui hai pensato di non farcela?
«Si… Adesso, dopo aver superato quei momenti, so che è inevitabile che accada nella vita di un sognatore. Quando dedichi la maggior parte del tuo tempo ad una passione e dai tutto te stesso ogni giorno per superare nuovi limiti, tendi a pretendere sempre più e di conseguenza hai l’impressione di non essere abbastanza forte o bravo. Ricordo che sono rimasta chiusa in casa per giorni, non volevo vedere nessuno, figuriamoci parlare…Ero arrabbiata con me stessa e avevo addosso il peso della sensazione di aver fallito. Io ho avuto la fortuna di avere una persona che mi ha aiutato a ritrovare il coraggio di riprovarci ed è la persona che in quel periodo ho odiato di più perché non mi spiegavo come potesse continuare a credere in me nonostante io non l’avessi ripagata in alcun modo: mia madre».
Come è iniziato il tuo percorso nella danza?
«Ho cominciato i miei studi a 10 anni nella scuola “Percorsi di Danza” di Angelo Parisi nel mio paese. Sin dal primo giorno mi sono appassionata a questa disciplina anche grazie alla professionalità degli insegnanti che mi hanno guidata con cura e pazienza nel mio percorso artistico. Se finora ho raggiunto qualche obiettivo è anche merito loro e gliene sarò sempre grata».
Ci racconti come è stato lavorare al Serale di Amici, quanto emozionante (per noi moltissimo) comporre i quadri del maestro Peparini?
«Lavorare ad Amici è stata un’esperienza bellissima, fuori dal comune. Danzare e interpretare le idee di Giuliano Peparini per me è stato emozionante e motivo di orgoglio, non potrò mai ringraziarlo abbastanza».
C’è stato un momento più entusiasmante? Un balletto che hai sentito più intenso rispetto ad un altro?
«Sicuramente Profumo, un quadro tratto dal romanzo noir di Suskind. Racconta di un profumiere dotato di un olfatto particolarmente acuto che vuole creare un profumo capace di generare amore in chiunque lo usi e per realizzarlo commette omicidi di giovani donne. Era quindi importantissimo tirare fuori l’inquietudine di questo romanzo e soprattutto renderlo vero».
Progetti per il futuro?
«Per i prossimi mesi, prima di godermi l’estate, ho ancora spettacoli e progetti da realizzare. A settembre conto di ritrasferirmi a Roma e continuare il percorso con la danza e perché no, aprire nuove strade nell’ambito della fotografia».
(Fonte foto: rete internet)








