Denuncia incredibile. Preceduta da una conferenza stampa davanti allo stadio Collana.
Ascoltando e guardando Carmen (il nome è di fantasia perché lei è minorenne, ha 17 anni) la sua storia sembra di quelle incredibili. Carmen è appena una ragazzina, è piccola, molto piccola. E’ minuta, quasi uno scricciolo. Dimostra anche meno dei suoi 17 anni. Eppure secondo quanto ha raccontato ieri pomeriggio, alle due, dal microfono, a centinaia di ragazzi assiepati sotto il retro delle gradinate dello stadio collana, piazza Quattro Giornate, quartiere Vomero, la sua vicenda sembra di quelle da arancia meccanica. “Alle nove e mezza stavo rientrando a casa – ha detto – quando un tizio sulla quarantina, che già mi aveva infastidita il giorno prima, gli abiti e l’aspetto chiaramente da Casapound, mi ha bloccata premendomi un coltello sulla gola. Con il coltello mi ha provocato un taglio, per fortuna superficiale. Ma lui non si è limitato a questo: mi ha anche toccata in modo libidinoso. Nel frattempo tre suoi complici controllavano la strada”. Insomma: un incubo. Carmen ha aggiunto che è riuscita a scappare perché urlando ha attirato l’attenzione di alcuni passanti. Cosa che ha spinto gli aggressori ad allontanarsi in tutta fretta. La ragazzina ha poi annunciato che subito dopo la conferenza stampa all’aperto sarebbe andata dalle forze dell’ordine a sporgere denuncia. Carmen fa parte dei collettivi autonomi di sinistra che organizzano gli studenti delle scuole superiori della zona ogni qual volta c’è da mettere in piedi una mobilitazione di natura politica e sociale. Le sue compagne hanno aggiunto che domani, venerdì, ci sarà un corteo al Vomero puntato a mettere in evidenza quanto accaduto. Quel che è certo è che ci sono stati notevoli attriti negli ultimi tempi tra i ragazzi dei collettivi e i militanti di Casapound. Tensioni che si sono sviluppate attorno all’occupazione del liceo Pansini (si parla di striscioni dell’estrema destra stracciati dai giovani di sinistra) e a una serie di schermaglie via facebook condite da minacce piuttosto pesanti da parte dei militanti nazifascisti. Intanto i genitori degli studenti stanno osservando con preoccupazione l’evolversi degli eventi. L’appello è rivolto alle forze del’ordine, in particolare agli organismi investigativi, chiamati al difficile compito di prevenire il peggio.









