La procura di Napoli muove i primi passi sul caso della donna obesa morta di ictus: non entrava nella tac dell’ospedale.
La procura di Napoli ha acquisito la cartella clinica di Rosa Sessa, la donna di Ponticelli, 44 anni, colpita da un ictus e morta dopo cinque giorni di agonia senza che i medici le potessero praticare cure adeguate. Questo perché nel grande ospedale napoletano non esiste una tac in grado di accogliere le persone obese oltre i 150 chili di peso.
E purtroppo i 200 chili di Rosa l’hanno praticamente condannata a non poter ottenere una diagnosi esatta del suo male. Per la donna parenti e amici avevano anche trovato la macchina adatta, un apparecchio per la tomografia assiale computerizzata capace di accogliere grandi obesi. Impianto che si trovava nella clinica convenzionata Pineta Grande, a Castel Volturno. Ma il trasferimento nella struttura sanitaria casertana non è mai avvenuto. Rosa è stata ricoverata mercoledi 6 maggio ed è morta in ospedale il lunedi mattina successivo, 11 maggio. Non è finita.
La gestione del Cardarelli non è riuscita a risparmiarle un’ultima scena raccapricciante, il cui video ha fatto il giro del web. Subito dopo il decesso non è stato infatti possibile trasferire con un’ambulanza il corpo senza vita di Rosa dalla rianimazione dell’emergenza all’obitorio dell’ospedale. Due portantini sono stati costretti a trascinare su un letto a rotelle il cadavere della povera donna. Lo strazio è durato centinaia di metri, all’aperto, in mezzo ai padiglioni del Cardarelli. I portantini hanno dichiarato davanti alle telecamere che oltre all’ambulanza non era disponibile neanche una barella adeguata.
Intanto il pubblico ministero della procura di Napoli, Stefania Di Dona, ha acquisito la cartella clinica di Rosa e il materiale audiovisivo relativo alla vicenda. Del caso si sta occupando lo studio legale Pisani attraverso l’avvocato Gennaro Demetrio Paipais. I legali hanno annunciato un esposto al ministero della sanità sulle gravi condizioni in cui versa il Cardarelli. Parenti e amici di Rosa sostengono che la donna non abbia ricevuto le cure dovute dagli infermieri del reparto di medicina d’urgenza.
(Fonte foto: Rete internet)









