Il primo cittadino è imputato di aver offeso gravemente la reputazione del comandante della polizia municipale con una frase pronunciata in diretta web
Il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, è stato rinviato a giudizio dal gip del tribunale di Nola, Lucio Aschettino, per diffamazione aggravata nei riguardi del comandante della polizia municipale, Luigi Maiello. La prossima udienza è stata fissata a febbraio davanti al giudice monocratico Rossana Ferraro.
L’accusa
Russo è sotto processo per aver detto durante una trasmissione in diretta web, nell’aprile del 2022, cioè quando non ricopriva cariche politiche, che «Maiello è andato a sequestrare al clan Moccia per fare un favore ad un altro clan: è contenuto nell’interrogatorio di un pentito». Il riferimento è al periodo in cui Maiello, da responsabile della municipale nel comune di Afragola, promosse una serie di operazioni contro il clan Moccia.
Il secondo procedimento
Un altro procedimento giudiziario per diffamazione a carico di Russo, riguardante sempre frasi su Maiello, risale a luglio. E’ un avviso di conclusione indagini firmato dal pm della procura di Nola, Aurelia Caporale, che punta sugli attacchi lanciati da Russo al dirigente dei caschi bianchi durante i comizi tenuti nella campagna elettorale per le comunali del maggio 2023. Attacchi con cui il candidato sindaco, poco dopo eletto per la settima volta alla guida della città, definì Maiello «uno sceriffo senza cervello che si è inventato la camorra e il sacco edilizio».
Le inchieste
Il dirigente della polizia municipale è il principale artefice di due inchieste a Pomigliano. Una ha portato alla chiusura per infiltrazioni della camorra di tutte le aziende di pompe funebri di Pomigliano, Casalnuovo e Castello di Cisterna, colpite da un’interdittiva antimafia della prefettura confermata dalla magistratura amministrativa; l’altra, coordinata dalla procura di Nola, è culminata con il sequestro di numerosi cantieri per un totale di 300 appartamenti.



