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Ricette false a Pomigliano, il Riesame: «Medico deve rimanere agli arresti»

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Respinta dai magistrati l’impugnazione dei difensori contro la custodia cautelare

 

Il quadro indiziario è stato giudicato dal Tribunale del Riesame di Napoli particolarmente articolato e corposo. Inoltre pare che i giudici non vogliano correre il rischio di un eventuale inquinamento delle prove visto che l’inchiesta della Guardia di Finanza di Napoli e della procura di Nola è ancora in corso. Fatto sta che il Riesame ha deciso che Vincenzo Circiello, il cui nome è rimbalzato agli onori delle cronache sin dal momento dell’ordine di custodia cautelare, deve restare agli arresti domiciliari, misura restrittiva emanata dal gip del Tribunale di Nola il 12 dicembre scorso.

Circiello, medico di base a Pomigliano nonché promotore politico di una lista civica di maggioranza e marito di un consigliere comunale della coalizione che sostiene il sindaco Raffaele Russo, è considerato dagli inquirenti il promotore di un’associazione a delinquere finalizzata a truffare il sistema sanitario nazionale attraverso la prescrizione di ricette false intestate a ignari pazienti. Molte di queste ricette sono state sequestrate dai finanzieri durante le perquisizioni.

L’inchiesta

Oltre a Circiello sono indagate altre 16 persone, altri due medici di base di Pomigliano, uno dei quali è in pensione, alcuni farmacisti, uno dei quali è il responsabile della farmacia municipalizzata, di proprietà del Comune, e poi ancora informatori farmaceutici, infermieri e i responsabili di due laboratori diagnostici della città. Sono stati tutti sospesi dalle funzioni dall’autorità giudiziaria. Nell’ordinanza di custodia cautelare è stato scritto che le ricette false venivano intestate anche a ignari pazienti ammalati di cancro. Inoltre, secondo quanto ha riferito la Guardia di Finanza, dalle intercettazioni è emerso che i medici coinvolti avrebbero voluto approfittare dello scoppio della guerra in Ucraina per prescrivere medicinali da inviare nel paese invaso dalla Russia. Ma di questi medicinali, sempre in base a quanto sostengono i militari, non è stata trovata traccia. Non  sarebbero mai giunti a destinazione.

 

 

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