Home Attualità Madonna dell’Arco, una mostra e un libro fotografico sul pellegrinaggio dei Battenti

Madonna dell’Arco, una mostra e un libro fotografico sul pellegrinaggio dei Battenti

119
0
CONDIVIDI

Scatti che immortalano i momenti del grande pellegrinaggio del Lunedì in Albis, che ritraggono volti, speranze, dolori, ringraziamenti dei fujenti attraverso le immagine suggestive di Leandro Felicioni e Francesco Graziuso. Il libro fotografico, curato dal rettore del Santuario, padre Alessio Romano, sarà presentato domani, venerdì 6 settembre, alle 19, nello stesso luogo, l’antico refettorio domenicano del chiostro, dove si inaugurerà anche la mostra fotografica e dove saranno esposte le antiche tavolette votive recuperate dal Nucleo Operativo dei carabinieri per la tutela del patrimonio. Alle 21 sarà poi proiettato il docufilm «Anatomia del Miracolo» (leggi qui) con la presenza della protagonista, Giusy Orbinato. Gli appuntamenti si inseriscono nel calendario di eventi per la 145esima Festa dell’Incoronazione della Madonna dell’Arco (leggi qui)

 

Padre Francesco La Vecchia

La prefazione del libro fotografico, che sarà possibile trovare presso la Sala Offerte del Santuario Mariano, è firmata dal priore provinciale padre Francesco La Vecchia. «Questa pubblicazione, che presento con infinita gratitudine agli autori – scrive il priore –  vuole essere il tentativo di uscire da un approccio semplicemente virtuale che rischia di coinvolgere non solo la vita di ciascuno di noi ma anche la nostra fede».

padre Alessio Romano, Rettore del Santuario di Madonna dell’Arco

Tra le numerose pubblicazioni mancava, difatti, quella che riuscisse a rendere con l’immediatezza di immagini suggestive, quel che significa per Madonna dell’Arco il Lunedì in Albis. «Credo che le suggestive fotografie di questo volume traducano in immagini le parole che padre Tommaso Tarantino usò in una sua omelia – dice padre Alessio Romano – e ci aiutino a conoscere i “battenti” della Madonna dell’Arco». Ed eccole, le parole di padre Tarantino: “Qui si viene per lanciare un urlo! Qui si viene per gridare! Qui si viene per far esplodere finalmente dal cuore il grido della povera vita umana stritolata ogni giorno. Madonna dell’Arco è il luogo dove la vita umana porta all’aperto le sue malattie, i suoi dolori, le sue angosce, i suoi terrori. Qui l’urlo di dolore dell’umanità si materializza, si concretizza. Ecco: diventa pietra, diventa tavoletta, rito, manifestazione pubblica; diventa testimonianza nei secoli.”

Si contano circa 400 associazioni di Battenti per un totale di 60.000 iscritti. Tutti fanno voto di andare al Santuario il Lunedì in Albis a piedi, portando una o più bandiere con il nome dell’Associazione e l’anno di fondazione. La testimonianza delle numerose tavolette che vanno dal 1500 al 1700 testimoniano come le numerose “congregazioni” di battenti, così come le chiama il Domenici, venivano in modo cospicuo dall’ambiente nobile e dalla borghesia. Negli ultimi anni si è stimato che circa 400mila persone affollano in quel giorno il Santuario per rendere omaggio alla Madonna dell’Arco.

La regista con le tre protagoniste di Anatomia del Miracolo

Dopo la visita alla mostra e la presentazione del libro, si potrà assistere alla proiezione di «Anatomia del Miracolo» un film del 2017, presentato al Festival di Locarno e al Festival dei Popoli che nel 2018 ha ricevuto il prestigioso premio de les Étoiles de la Scam. Ha girato in Italia e all’estero. Nel film, prodotto in Francia con il titolo originale di «Le Bleu miraculeux», documentario con la regia di Alessandra Celesia, ci sono tre personaggi femminili che non si incontrano mai. Un’antropologa, Giusy, che ha studiato a fondo i culti mariani e che narra la sua disabilità e la sua vita all’ombra del Santuario di Madonna dell’Arco; la transessuale Fabiana, devotissima alla Vergine, a capo di un’associazione di fedeli alla Madonna di giorno e prostituta di notte; e infine Sue, pianista coreana che vorrebbe diventare madre e che ha smarrito la strada ma tenta attraverso la musica di comprendere i significati di una cultura lontanissima dalla sua. Ogni personaggio è una metafora delicata ma la protagonista è lei, la Vergine dell’Arco.