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Il rettore del Santuario di Madonna dell’Arco, padre Alessio Romano

 Quattro tavolette ex voto provenienti dal Santuario di Madonna dell’Arco e una bandiera dell’associazione che porta il nome della Vergine, partiranno tra qualche giorno alla volta di Marsiglia per essere ammirate nella mostra «Voyages imaginaires. Picasso et les Ballets russes, entre Italie et Espagne» a cura di Sylvain Bellenger, Luigi Gallo e Carmine Romano, realizzata dal Mucem di Marsiglia e dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, organizzata da Electa. La mostra sarà aperta al pubblico dal 16 febbraio al 24 giugno 2018, nell’ambito del progetto Picasso – Méditerranée, iniziativa del Musée national Picasso di Parigi.

Così, nel giro di pochi mesi, padre Alessio Romano, rettore del Santuario domenicano di Madonna dell’Arco, ha dato il suo assenso per esporre preziose tavolette votive proprietà del convento, in prestigiosi musei d’Europa. Qualche mese fa, nove ex voto partirono alla volta di Cambridge, per essere esposte al Fitzwilliam Museum di Trumpington Street nella mostra «Madonnas and Miracles; the holy home in reinassance Italy». Stavolta la destinazione è la Francia, precisamente il Mucem di Marsiglia, Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo inaugurato nel 2013, luogo di incontro e scambio nel quale le mostre sono anche spunto di dibattiti su grandi temi sociali. «Sono stato più che felice della richiesta – spiega padre Alessio – il nostro Santuario gode di notevole considerazione all’estero e vanta la più grande raccolta di ex voto al mondo, siamo lieti che almeno in piccola parte possano essere ammirati in mostre prestigiose».

Quanto agli ex voto esposti, rappresentano momenti di vita popolare. Uno dei quattro, “Vita Giudiziaria” è un acquerello su carta incollata su tela e raffigura il portone d’ingresso di un carcere sul quale svetta la Madonna dell’Arco circondata da un nembo e la moglie di un carcerato che prega; il secondo è un olio su legno raffigurante un infermo e una donna che prega la Vergine inginocchiata ai piedi del letto; il terzo, ancora un olio, è il “racconto” di un incidente avvenuto nei campi e diviso in due parti: un uomo colpito da un ramo e poi disteso sul letto con accanto un sacerdote, mentre i familiari invocano la grazia della Vergine; infine, sempre un olio, la quarta tavola riproduce una sala d’ospedale nella quale un uomo affetto da idropisia viene sottoposto ad un’operazione chirurgica, sullo sfondo l’immagine della Madonna. Tutte potranno essere ammirate nella mostra di Marsiglia che è il prosieguo della «Parade» di Napoli realizzata dal Museo di Capodimonte nella primavera scorsa, relativa al centenario del viaggio di Picasso a Napoli e alla genesi del sipario per lo spettacolo Parade del 1917. Nell’evento, frutto di una lunga ricerca di Carmine Romano, saranno presentate una serie di scoperte e suggestioni sulla forte influenza che avevano avuto i modelli d’arte popolare e teatrale, nella realizzazione, da parte di Picasso, di scenografie e costumi per i Balletti dell’impresario russo Sergej Diaghilev. All’epoca, i cartelloni teatrali, così come molti ex-voto, erano sovente realizzati, con simili tecnica e materiali, dagli stessi artisti, chiamati Pittazzari o Pittatutto, considerati di rango inferiore, che con l’utilizzo di un linguaggio semplice e diretto, popolare diremmo oggi, raccontavano l’evento miracoloso o lo spettacolo teatrale. Questo modo semplice e immediato di raccontare per immagini, esemplificato dal personaggio ritratto nel dipinto di Gaetano Gigante “Festa della Madonna dell’Arco” – anch’esso nella mostra –  mentre spiega ai fedeli le storie relative ai miracoli della Madonna, è utilizzato ancora oggi dai battenti nelle processioni del Lunedi di Pasqua, attraverso l’utilizzo di bandiere istoriate, una delle quali, proveniente dal Santuario di Madonna dell’Arco, sarà presentata assieme al dipinto di Gigante nella mostra di Marsiglia.