Kim Curvy, l’imprenditrice della moda oversize femminile che spopola sui social

0

 

 

Su Tik Tok è conosciuta come Kim Curvy ma nella vita reale si chiama Antonella Martucci ed è seguitissima durante le sue dirette dove vende i capi oversize femminili da lei stessa indossati. È infatti proprio questo aspetto che l’ha resa nota sui social, dove tante donne curvy aspettano le seguitissime dirette serali della modella per vederla indossare i suoi capi e per poi acquistarli online.

“Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui dovrai vivere” scrive Kim sui social, la coraggiosa imprenditrice che qualche anno fa ha scelto di lasciare la sua professione di parrucchiera per diventare la portavoce del mondo curvy, delle donne che devono sentirsi sempre belle in qualsiasi circostanza, e tante lo fanno indossando i suoi capi in pronto moda. Una storia di successo che si esprime attraverso i numeri, infatti gli account di Kim superano le 500mila visualizzazioni al mese con 5000 account connessi per ogni diretta, tanti i capi venduti e tante le clienti soddisfatte.

Diciannovenne di Boscoreale muore travolto da auto guidata da giovane senza patente

I carabinieri della stazione di Castellammare di Stabia sono intervenuti in via Ripuaria per un incidente stradale.
Un 19enne di Boscoreale, in sella ad uno scooter insieme ad un amico, si sarebbe scontrato con un’auto.

Il 19enne è morto sul colpo, il passeggero è stato portato in ospedale per accertamenti, non in pericolo di vita. Le 4 persone in auto sono rimaste illese.

Alla guida dell’utilitaria, secondo una prima ricostruzione, ci sarebbe stata una 26enne senza patente. E’ stata denunciata per omicidio stradale.
Un 51enne risponderà invece di favoreggiamento personale, per aver dichiarato falsamente di essere alla guida durante lo scontro.
I veicoli sono stati sequestrati, la dinamica dell’incidente da ricostruire. La salma sarà sottoposta ad autopsia

“I Sapori della Tuscia” – Viaggio Enogastronomico attraverso le Sagre e Feste di Paese” il nuovo libro di Antonio Castello

Una Guida per turisti golosi e curiosi un viaggio enogastronomico attraverso le Sagre e Feste di Paese che si svolgono in provincia di Viterbo, tante le curiosità: l’origine degli strozzapreti e dei caciocavalli.

 

Consultare la guida sarà come partire per un viaggio che vi porterà a scoprire le eccellenze agroalimentari di un territorio abitato da millenni da vari popoli come gli Etruschi, ricca di prodotti certificati e riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali”  così Vincenzo Peparello Presidente DMO Expo Tuscia illustra l’ultimo libro del giornalista e scrittore Antonio Castello:  “I Sapori della Tuscia – Viaggio Enogastronomico attraverso le Sagre e Feste di Paese”, ufficialmente presentato a Viterbo, nel corso del Salone dell’Enogastronomia Laziale “Assaggi”. Un viaggio enogastronomico attraverso le Sagre e Feste di paese che si svolgono in provincia di Viterbo, una vera Guida indispensabile per turisti golosi e curiosi che vogliono “trascorrere una vacanza in una delle regioni più belle ed esclusive d’Italia – continua Peparello – per conoscere le sue specialità, i suoi oli, i suoi vini pregiati ed esclusivi diventando straordinari ambasciatori o semplici amanti di cose buone”. Come ogni regione d’Italia, anche la Tuscia, che regione non è se non intesa come parte di una vasta zona del Lazio, ha i suoi prodotti tipici che si distinguono per particolarità, gusto e preparazione. Antonio Castello prima di iniziare a scrivere la guida si è posto la domanda di quale potesse essere il filo conduttore per descrivere i prodotti e i piatti che caratterizzano il territorio. La risposta che ne è scaturita è stata “parlare di prodotti tipici indicando dove questi si possono degustare, ovvero in occasione delle Sagre e delle Feste che caratterizzano il calendario degli eventi folcloristici di tutte le località della Provincia“, ha precisato Castello. Notevole poi il lavoro di scelta fra le manifestazioni  più significative dato il grande numero di eventi. Nel volume ne sono riportate circa centocinquanta, passando in rassegna tutti i 60  paesi della Provincia di Viterbo; basti pensare che, in base ad una recente statistica dell’unione nazionale delle pro loco, nel nostro paese le sagre di qualità sono 20.000. Andare ad una sagra consente di fare un’esperienza con la famiglia e gli amici  in un contesto di allegria e spensieratezza, andando alla scoperta di quei prodotti e quei piatti della gastronomia locale che sarebbe anche difficile trovare. Queste manifestazioni devono essere programmate per promuovere un prodotto direttamente correlato alla cultura e alle tradizioni del territorio e non solo per motivi economici, devono quindi essere innanzitutto “autentiche”. La differenza fra sagra e festa popolare si fonda sul contesto religioso: le sagre erano innanzitutto dei momenti di comunione tra uomini e sacro in cui si celebra un santo patrono e da cui deriva il termine sagrato delle chiese. Le feste popolari hanno carattere locale e cadenza annuale e  si svolgono in un paese per celebrare un avvenimento. Il volume è colmo di curiosità di ogni genere, per fare un esempio, la sagra degli strozzapreti, che si tiene a Soriano nel Cimino a fine giugno, trae il nome dal fatto che la località era frequentata da molti preti a seguito della dominazione dello Stato Pontificio, essi erano soliti imporre tasse e costumi molto rigidi. Gli ecclesiastici erano particolarmente ghiotti di un tipo di pasta a quadrettini, il popolino in romanesco scherzosamente augurava loro di strozzarsi per l’ingordigia. Singolare poi il nome di caciocavallo, sembra derivare dall’uso di appendere le forme fresche di pasta, legate a coppie, a cavallo di una trave per farle essiccare.

 

Il nuovo volume di Antonio Castello si va ad aggiungere alle altre numerose pubblicazioni dell’Autore tra le quali figura una interessante trilogia sul folclore italiano: “Almanacco dei Giorni di Festa” (editore Vallardi), sulle feste religiose in Italia; “Viaggio nel Tempo” (Rievocazioni Storiche) e “Maschere e Coriandoli” (Carnevali d’Italia), quest’ultime pubblicate entrambe dall’editore Ceccarelli di Acquapendente.  “I Sapori della Tuscia”, invece, passa in rassegna i prodotti tipici e la gastronomia di una provincia, il Viterbese, elevando le Sagre e le Feste a protagoniste indiscusse di un certo modo di gustare i veri sapori e profumi della gastronomia locale. Tuttavia, nella convinzione che una Sagra, oltre che a promuovere un prodotto o un piatto, non possa essere avulsa dalla storia e dalle particolarità del luogo nel quale si svolge, l’Autore non si limita a descrivere le manifestazioni che i Comuni, le Associazioni e le Pro-loco promuovono nel corso dell’anno, ma fornisce anche, per ogni singola località, informazioni sulle attività economiche prevalenti, sulla gastronomia, sulla storia del luogo e sulle sue principali attrattive turistiche, nella convinzione che il turismo enogastronomico rappresenti oggi non solo e soltanto un “turismo di piacere gustativo”. L’Autore, profondo conoscitore di queste realtà, essendosi cimentato in passato in analoghe esperienze (“Sapori e piaceri d’Italia” Editrice Sallustiana e “Guida alle Sagre Enogastronomiche del Lazio” edito dall’ARSIAL e dalla Regione Lazio), ritiene che il valore autentico di una Sagra enogastronomica non debba mai perdere di vista tre elementi essenziali: il luogo, con tutte le sue potenzialità; la storia dell’uomo che lo abita e la tradizione del prodotto che si celebra. Rispetto alle sue precedenti pubblicazioni però, in questa Guida, l’Autore restringe l’ambito geografico: non più un paese (l’Italia), non più una regione (il Lazio), ma solo una parte di quest’ultima, la Tuscia, che si identifica oggi con la provincia di Viterbo, una delle poche che può ancora vantare una vocazione prevalentemente agricola. Dagli oli ai vini, dai formaggi all’ortofrutta, dalle carni ai prodotti da forno, l’Autore, attraverso le Sagre e le Feste che ivi si svolgono, presenta le punte di diamante della produzione agricola del territorio. Eccellenze sempre più riconosciute a livello nazionale, una ricchezza che continua a crescere in qualità e valore. Nel momento in cui il turismo enogastronomico contribuisce a sviluppare un importante business, questa Guida si pone come elemento imprescindibile per quanti nel corso dell’anno visitano questo incantevole e affascinante angolo d’Italia, nel quale l’uomo è protagonista della sua storia e dove i sapori sono quelli naturali che solo una agricoltura di qualità sa esprimere. Cosa ci si aspetta di trovare, in definitiva, nella Guida “I Sapori della Tuscia. Viaggio enogastronomico attraverso le Sagre e Feste di paese” ?  tutte le più importanti Sagre Enogastronomiche della Provincia di Viterbo, divise per comuni; le coltivazioni e le attività agroalimentari prevalenti; i prodotti tipici; molte curiosità per viaggiare attraverso il folclore e le tradizioni della Tuscia e allora…che il viaggio abbia inizio e che la strada ci faccia battere il cuore!

Antonio Castello

www.antiquaresedizioni.it

 

 

Marigliano, “Risonanze filosofiche. Il Festival”: al via la sesta edizione

Riceviamo e pubblichiamo. 

 

 

L’associazione Oltremarigliano in questa sesta edizione del festival “Risonanze filosofiche”  accende i riflettori su un problema che contrassegna la nostra società dal punto di vista non solo psichico ma anche politico: la solitudine che non è solo legata a problematiche psichiche, ma è anche l’effetto di una società che ha attivato un progressivo processo di atomizzazione delle persone. Individui lasciati al loro destino impoveriti del fondo umano sociale comune: la creazione di rapporti sociali. Nel capitalismo, interessato esclusivamente ai beni di consumo, c’è poco spazio per le comunità e i beni relazionali, ma molto per la solitudine di tutti noi.

Laboratori e focus con esperti e docenti universitari che metteranno al centro l’interazione con i più giovani, con gli alunni delle scuole dell’hinterland, coinvolto in un programma che promette di affrontare il tema lanciato dall’associazione “Oltremarigliano” sotto ogni aspetto: da quello della psiche a quello delle relazioni sociali che si esprimono in ogni forma.

L’evento apre i battenti il 31 maggio con la presentazione che si terrà nel Castello Ducale di Marigliano ed alla quale seguiranno gli eventi in programma nei giorni 1 – 2 – 7 – 8 giugno 2024.

Risonanze filosofiche gode del patrocinio del Comune di Marigliano e del contributo della Città Metropolitana di Napoli.

Prevista anche una trasferta a Pompei, dove alla presenza del sindaco della città mariana Carmine Lo Sapio, del primo cittadino di Marigliano Peppe Jossa, del direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, della presidente dell’associazione “Oltremarigliano” Rosa Anna Quindici e della dirigente scolastica del liceo “Pascal” Filomena Zumboli, si terrà una tavola rotonda con gli studenti delle scuole di Marigliano, Nola, Pompei, Sorrento e Somma Vesuviana.

L’appuntamento é per le ore 10 del 7 giugno e si terrà nel Parco Archeologico di Pompei.

 

 Francesco Prudente, ideatore di “Risonanze Filosofiche. Il Festival”:

“Abbiamo costruito negli anni una “nuova vocazione” cittadina, una vocazione filosofica, che si unisce a quella del jazz. Marigliano negli anni sta diventando la città del jazz e della filosofia, grazie allo sforzo di un collettivo “ostinato” che ha realizzato negli anni una comunità di ricerca. Il tema di questa sesta edizione del festival, “Solitudini e Comunità”, racchiude il nostro modo di stare al mondo. Il problema relativo alla solitudine non può essere compreso pienamente senza un’attenta analisi della società contemporanea. Infatti nella società degli individui, la natura relazionale della persona umana tende a scomparire”.

 

Rosa Anna Quindici,  presidente associazione “Oltremarigliano”:

“Quest’anno l’Associazione Oltremarigliano ha scelto il tema “Solitudini e Comunità” perchè  tocca profondamente la nostra esperienza umana. Il contrasto tra solitudine e comunità ci spinge a riflettere su come viviamo, come ci relazioniamo con gli altri e come possiamo trovare un senso di appartenenza in un mondo che spesso ci fa sentire isolati.

Parleremo anche della solitudine di tante donne che subiscono violenze, sopraffazioni e morte con Maria Andaloro ideatrice di “Posto occupato”.  Una novità di quest’anno: il festival si sposterà per una mattinata anche a Pompei, perché ci piace andare Oltre!”

 

Peppe Jossa, sindaco di Marigliano:

“La profondità e l’attualità  dei temi selezionati rendono l’evento culturale un’occasione per riflettere sul percorso individuale di ciascuno e su quello che compiamo collettività. Nell’era del consumismo dei pensieri, delle idee e dei valori, stimolare la discussione ed il confronto,  ma soprattutto sollecitare le nuove generazioni ad interrogarsi, a guardarsi dentro ed intorno rappresenta un contributo importante non solo alla crescita ma anche all’individuazione di modelli positivi.

Risonanze filosofiche con il suo format contemporaneo e smart continua ad affermarsi come punto di riferimento del panorama culturale e come “pensatoio” di menti giovani e vivaci. Dici filosofia e pensi a Marigliano ed per questo che  sosteniamo  con convinzione un’iniziativa che pur essendo consolidata ogni anno si rinnova con proposte mai autoreferenziali e stantie”.

 

 

Le ricette di Biagio: ravioloni alla ricotta. Ma “’o ricuttaro” è un brutto mestiere, a Napoli

0

La ricotta è un latticino che ha fatto la storia della cucina mediterranea. Ma a Napoli è diventata la spugnosa metafora di commerci e mercanti di basso rango: la “ricotta”, che ha ispirato pittori importanti e Pasolini regista, non meritava questo oltraggio. “La ricotta” nel celebre quadro di Vincenzo Campi “I mangiatori di ricotta” (1580).

 

Ingredienti (per 6-8 persone): kg.2 di farina; gr.200 di carne di manzo; gr.100 prosciutto crudo; 1 pizzico di cannella e 1 pizzico di noce moscata; gr.50 di parmigiano grattugiato; 6 uova; gr. 150 di ricotta; 1 litro di brodo; gr. 50 di burro; sale. Fate con le uova e con la farina una pasta consistente; dividetela in diverse porzioni e in ognuna mettete un ripieno composto dalla carne trita, dal prosciutto tagliuzzato, dalla ricotta stemperata in due rossi d’uova, dalla cannella e dalla noce moscata grattugiata. Dopo aver salato il tutto, congiungete le due estremità dei ravioloni e pareggiate con una forchetta, per evitare che si aprano. Fateli bollire per poco tempo nel brodo, scolateli e fate sgocciolare bene. Metteteli in un piatto di portata tenuto in caldo, fate uno strato di ravioloni, stendete sullo strato un velo di parmigiano grattugiato. Aggiungete altri due strati. Sul terzo strato lasciate colare il burro liquefatto.

 

E’ probabile che già gli Egiziani conoscessero la ricotta e la vendessero ai marinai greci, che poi la fecero conoscere anche ai popoli dell’Italia meridionale. Ulisse nella grotta di Polifemo trova certamente la ricotta e Virgilio, nelle “Georgiche”, attribuisce la scoperta del latticino ad Aristeo, figlio di Apollo e di Cirene. Ricotta e asparagi sono raffigurati in un affresco nella Casa dei Vettii a Pompei (vedi immagine in appendice). I proprietari della splendida casa sono Aulus Vettius Conviva e Aulus Vettius Restitutus che avevano fatto fortuna con il commercio del vino .La struttura molle di alcuni formaggi, e della ricotta in primo luogo, e la persuasione che il cacio fermentato fosse il diabolico alimento di cafoni e villani fecero sì che l’atto di mangiar formaggi e anche la ricotta venisse abbinato all’ immagine della voracità famelica, della cucchiaiata  ingorda: il tutto è stato luminosamente rappresentato dal quadro di Vincenzo Campi (vedi immagine in appendice), in cui il bianco della ricotta è una macchia aggressiva di colore straniante tra i rossi e i bruni delle facce   “villane”, dei grugni stravolti dei mangiatori. Uno di essi, quello accanto alla donna, è una mascherina diabolica che “smiccia” le generose poppe della “vaiassa”: a ricordarci i molti significati che ha sempre avuto la parola “ricotta”. C’è chi pensa che la “ricotta” sia diventata metafora della prostituzione femminile perché suggerisce l’immagine del seme maschile. Ma a Napoli la metafora nacque in modo diverso, e cioè dal costume diffuso tra i camorristi del primo Ottocento di procurare il danaro a sé e agli amici chiusi in carcere attraverso periodiche “recovete”, “raccolte” di danaro sottratto alle prostitute, che dei camorristi avevano bisogno e avevano paura. Il termine napoletano “recoveta” divenne, attraverso opportune trasformazioni, “ricotta” e “ricuttaro” fu colui che sfruttava le prostitute, colui che faceva “’a ricotta”. Piacque ai Napoletani la parola – anche il suono suggeriva qualcosa di brutto – e perciò la estesero a indicare tutti gli uomini che valgono poco, che per campare sono capaci di qualsiasi vigliaccata. La ricotta – il latticino- fu salvato e conquistò una buona fama quando incominciò ad essere accettato sulla mensa dei ricchi e soprattutto quando delle suore geniali lo usarono per le pastiere di Pasqua. “La ricotta” si intitolò un mediometraggio che Pasolini girò nel 1963: un capolavoro, che merita un articolo a parte.

(immagine di copertina, fonte: Sale&Pepe)

 

Il Maggio dei Libri a Cisterna, ospite il prof. Ferdinando Di Dato

Proseguono gli incontri con gli autori della quattordicesima edizione de Il Maggio dei Libri, evento organizzato dalla Pro Loco Castrum di Castello di Cisterna, dall’amministrazione comunale e promosso dal Ministro della Cultura. L’importante evento ha visto la presenza del prof. Ferdinando Di Dato con il suo libro: “Genesi, ascesa e caduta del fascismo”.

 

 

Ieri, 24 maggio, si è tenuto il secondo incontro de Il Maggio dei libri, infatti, la Cripta dell’Abbazia di San Nicola di Castello di Cisterna ha ospitato la presentazione del libro “Genesi, ascesa e caduta del fascismo” del prof. Ferdinando Di Dato, docente di Storia e Filosofia nel Liceo classico-scientifico “V. Imbriani” di Pomigliano d’Arco”. L’evento, moderato dalla prof.ssa Fiorella Chirollo e presidentessa della Pro Loco Castrum, ha visto la partecipazione della prof.ssa Margherita Romano, di Gennaro Romano ed infine ma non per importanza, gli studenti e le studentesse del Liceo Imbriani e Liceo F. Durante di Frattamaggiore.

 

Dialogo con l’autore

L’autore ci spiega che il libro è stato redatto per fornire una visione chiara e sintetica di un periodo della storia d’Italia complesso e scottante, il quale oltre ad avere una sterminata bibliografia presenta una pluralità di interpretazioni. Il lavoro del prof. Di Dato è frutto di un duro impegno verso un argomento estremamente complesso che il più delle volte viene affrontato da personaggi della politica o dai giornalisti. Secondo Di Dato, è importante dare voce a chi affronta con un metodo euristico le fonti, a chi presta attenzione alle singole sfumature, a chi interpreta i documenti senza alcuna strumentalizzazione.

 

Ripetutamente la storia si ripete

“La storia però non ha mai un percorso lineare e univoco e per questo si può dire che c’è sempre il pericolo che questi avvenimenti possano ripresentarsi sotto facce e forme nuove”, scrive il prof. Ferdinando Di Dato. Sì, perché non è necessaria la marcia su Roma o una legge che legittimi in maniera eclatante la censura o un’altra che sbatta in galera chi non sposa gli stessi valori… Il fascismo ha continuato ad aleggiare nel Paese talvolta in maniera più evidente talaltra più subdola.

 

 

Sangue nel Vesuviano, 19enne accoltellato al volto dopo lite

Ancora violenza tra giovani nel napoletano.

 

La scorsa notte a San Sebastiano al Vesuvio un 19enne di San Giorgio a Cremano, è stato accoltellato in faccia. All’Ospedale del Mare gli hanno dovuto applicare trenta punti di sutura al volto, con operazione già programmata per oggi, altri 7 sulla spalla. È in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita.

 

Sull’accaduto le indagini sono affidate alla Polizia di Stato, stando alle prime risultanze si sarebbe trattato dell’epilogo di una banale discussione tra ragazzi.

Alle forze dell’ordine il 19enne ha raccontato di un litigio che sarebbe avvenuto in piazza Luigi Capasso con un coetaneo a lui sconosciuto; secondo la sua versione ci sarebbe stato un battibecco rapidamente degenerato in aggressione e l’altro avrebbe tirato fuori il coltello avventandosi su di lui e sferrando diversi fendenti al volto.

 

“Aspettiamo di capire le dinamiche dell’accaduto ma è già piuttosto chiaro, dato gli episodi di violenza incontrollata ed immotivata che continuano a susseguirsi, che viviamo in un territorio senza più regole dove bande di ragazzi girano indisturbati per strada armati di coltelli ed anche di pistole. Basta un nonnulla per far scattare la follia che spesso diventa omicida. Dobbiamo ricordare le tragedie di Francesco Pio Maimone e di GioGiò Cutolo? Quante altre vittime innocenti dovremmo piangere?

 

Servono più controlli ed agenti, pene più severe anche per i minori, ma soprattutto occorre sradicare la mentalità criminale e camorristica la cui propaganda, soprattutto attraverso i social media, forgia le menti dei giovani delle realtà difficili che già si trovano al bivio tra bene e male. I ragazzi che emulano le gesta di boss, camorristi e narcotrafficanti diventano più pericolosi ed incontrollabili degli stessi clan in quanto agiscono, non per strategia criminale, ma per puro istinto e per sete di gloria di potenza.

 

Rieducazione quindi, che non può che passare attraverso lunghe pene detentive, senza sconti, ed intervenendo sulle famiglie dalle quali, quando si parla di minori, dovrebbero essere allontanati se l’ambiente familiare è legato alla criminalità.”- queste le parole del deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

 

Terzigno, 6 lavoratori in nero nell’azienda: multa da 100mila euro al titolare

0

Sicurezza sul lavoro e lavoratori in nero. Carabinieri impegnati nei controlli alle aziende del napoletano

Controlli per la sicurezza sui luoghi di lavoro a Villaricca per i carabinieri della locale stazione che, insieme al personale dell’Asl Napoli 2 Nord hanno ispezionato diversi cantieri edili.
Durante le operazioni sono stati denunciati i rappresentanti legali di due imprese edili con un cantiere aperto in corso Italia. Tra le diverse sanzioni accertate, oltre all’omessa sicurezza del rischio caduta dall’alto, sono stati trovati 2 lavoratori in nero dei 4 presenti. L’attività è stata sospesa.

Lavoro sommerso anche a sud di Napoli. A Terzigno, infatti, i carabinieri della locale stazione insieme al Nucleo ispettorato del lavoro di Napoli e al nucleo carabinieri “parco” di Boscoreale hanno denunciato il titolare di un’azienda tessile. Nello stabilimento di via Fermi i militari hanno trovato 6 lavoratori extracomunitari tutti mai assunti regolarmente. Per l’imprenditore una sanzione pari a quasi 100mila euro e l’attività sospesa.

Forza Italia, Nunziante nominata responsabile delle Politiche Sociali

0

Napoli. Concetta Nunziante nominata responsabile politiche sociali di Forza Italia.

La dott.ssa Concetta Nunziata è stata nominata responsabile del dipartimento Politiche sociali di Forza Italia per le dieci municipalità di Napoli. Questo rappresenta un significativo sviluppo nell’ambito delle politiche sociali del partito. Questo incarico è stato attribuito grazie all’impegno e al supporto del consigliere Massimo Scherillo, che ha lavorato diligentemente per rafforzare la presenza e l’influenza del partito a livello locale.

“La dott.ssa Nunziata, nota per la sua dedizione e competenza nel campo delle politiche sociali, porterà avanti il lavoro per migliorare i servizi e le iniziative rivolte alle comunità locali. La sua esperienza e il suo approccio innovativo sono visti come elementi chiave per affrontare le sfide sociali che Napoli e le sue municipalità stanno affrontando”. Dichiara Massimo Scherillo che ha giocato un ruolo cruciale in questa nomina, riconoscendo l’importanza di avere una figura qualificata e motivata alla guida di un dipartimento così delicato e strategico.

In conclusione, la nomina della dott.ssa Concetta Nunziata rappresenta una svolta importante per Forza Italia a Napoli. Si auspica che sotto la sua guida, il dipartimento Politiche sociali possa sviluppare iniziative efficaci e concrete a favore dei cittadini, contribuendo così al miglioramento delle condizioni di vita nelle dieci municipalità della città.

Maiello torna come dirigente, Comune fa chiarezza: ecco perchè è stata sospesa la decadenza

0

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Comune di Pomigliano d’Arco sul caso Maiello

Si comunica che con ordinanza n.21/24 il TAR della Campania ha provvisoriamente sospeso il provvedimento di decadenza da dipendente comunale del Sig. Luigi Maiello con la seguente motivazione: “Considerato che la natura del provvedimento impugnato, incidente sulla continuità del rapporto di lavoro di parte ricorrente – unica sua documentata fonte di reddito – è suscettibile di arrecare grave pregiudizio ad interessi aventi rilievo fondamentale, afferendo al sostentamento del lavoratore e della sua prole e che, non essendo oggetto di contestazione condotte integranti fattispecie di falso documentale o dichiarativo (bensì la validità di atti e contratti già da lungo tempo nella disponibilità dell’Amministrazione), occorre, nella comparazione dei contrapposti interessi, dare prevalenza ai primi”.

Per questo motivo in attesa della discussione e del giudizio di merito che il TAR della Campania ha fissato nel mese di gennaio 2025, il Sig. Maiello tornerà a ricoprire presso il Comune di Pomigliano il ruolo di dirigente del settore “Anagrafe-Stato Civile”.