Cinque raid in due mesi, nolano si specializza nei furti di bici

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NOLA – Era diventato il terrore dei proprietari delle biciclette a pedalata assistita della penisola sorrentina, tanto da essere accusato di cinque colpi messi a segno nel breve volgere di soli due mesi. Oggi la svolta, con i carabinieri della compagnia di Sorrento che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, nei confronti di un uomo originario di Nola. L’accusa è di furto aggravato.

I fatti sono relativi ai furti di cinque biciclette a pedalata assistita avvenuti a Sorrento il 10 gennaio e il 9 febbraio scorsi, a Sant’Agnello il 14 gennaio, a Piano di Sorrento il 7 marzo e a Meta il 16 marzo. I militari dell’Arma si sono avvalsi dei filmati di videosorveglianza delle zone interessate, la cui analisi ha consentito di ricostruire le fasi dei furti e acquisire elementi utili per l’individuazione del presunto autore dei reati.

Stando a quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, l’uomo avrebbe seguito sempre lo stesso modus operandi, introducendosi il più delle volte in aree cortilizie facilmente accessibili, avvalendosi dell’uso di arnesi idonei allo scasso per forzare i sistemi di chiusura dei mezzi a due ruote.

Gli inquirenti hanno anche verificato che, in occasione dei furti commessi a Piano di Sorrento e Meta, l’indagato (del quale non sono state fornite le generalità) avrebbe raggiunto il luogo del furto nonostante avesse ricevuto il foglio di via obbligatorio per tre anni da entrambe le città. L’uomo è stato portato nel carcere di Poggioreale.

 

Ordigno di guerra trovato in un cantiere edile, blindata zona di Acerra

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ACERRA – Nella mattinata di ieri, è stato trovato un residuato bellico sul territorio del Comune di Acerra, in un’area di cantiere per la costruzione di immobili per civile abitazione, nella zona di via Volturno.

Si è provveduto subito alla sospensione dell’attività lavorativa e alla messa in sicurezza dell’area, in attesa dello svolgimento delle operazioni di bonifica e brillamento da parte del 21° Reggimento del Genio Guastatori dell’Esercito Italiano con il coordinamento della Prefettura, assicurando la pronta assistenza sanitaria per gli operatori.

Si è inoltre provveduto a disporre la vigilanza fissa da parte delle Forze dell’ordine e della Polizia locale, a tutela della pubblica e privata incolumità, presidiando l’area di cantiere e le vie di accesso alla zona.

Camorra negli interessi dell’ospedale, blitz della Dda contro 11: 8 spediti in carcere

I Carabinieri dei Nucleo Investigativo di Napoli stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 11 soggetti gravemente indiziati – a vario titolo – di associazione di tipo mafioso e di trasferimento fraudolento di valori, commessi con la finalità di agevolare l’organizzazione camorristica denominata “clan Contini”, facente parte del sodalizio denominato “Alleanza di Secondigliano”, operante nei quartieri di San Giovanniello, di Borgo San Antonio Abate, di Ferrovia, Vasto-Arenaccia, Stadera-Poggioreale e Rione Amicizia.
Il provvedimento restrittivo in questione scaturisce a seguito di una vasta attività di indagine avviata nel dicembre 2021, da cui sarebbero emersi:
–       l’attuale struttura verticistica del “clan Contini” che si occupava della gestione delle scelte strategiche ed economiche del clan, e dei rapporti con le altre consorterie criminali;
–       l’intestazione fittizia di due società di noleggio auto a soggetti prestanome, all’uopo reclutati e remunerati, al fine così di sottrarsi ad eventuali provvedimenti di sequestro;
–       i rapporti di condizionamento del clan nella gestione funzionale di una struttura ospedaliera della città ricadente nell’area di influenza dell’organizzazione criminale.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

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Otto indagati destinati alla custodia cautelare in carcere, dei quali uno risulta già detenuto per altra causa, e tre agli arresti domiciliari; verrà, altresì eseguito il sequestro delle quote e del compendio aziendale di due società di noleggio auto, quale misura cautelare reale.

“Napoli, un paradiso abitato da diavoli”: il primo a dirlo fu Michel Guyot De Merville

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La “sentenza” divenne famosa grazie a Goethe e a B. Croce. Un “colorato” elenco di diavolerie dei Napoletani. Il De Merville (1696-1755), che credeva di essere un valente autore drammatico, fu sonoramente bocciato sia dal pubblico francese che dalla critica. Forse il suo libro più importante è proprio quel “Voyage historique d’Italie” in cui scrisse la “sentenza” su Napoli, che egli visitò tra il 1717 e il 1721. Correda l’articolo l’immagine di un quadro su Napoli di Salomon Corrodi.

 

Dunque, perché quello di Napoli è un popolo di diavoli? “Perché – scrive il francese – tutte le prigioni della città sono piene di delinquenti, poi perché non passa un giorno senza che si senta parlare di qualche furto o di qualche omicidio, infine perché non vi è una settimana in cui qualche napoletano non venga impiccato. La sola occupazione di questo popolo, continua il francese, pare sia quella di imbrogliare il prossimo, soprattutto i viaggiatori stranieri: e per realizzare l’obiettivo hanno portato a perfezione l’arte della recitazione e sanno condire ogni loro discorso con belle sentenze moraleggianti: “coloro che credete siano le persone più oneste, più sante e, in una parola, le migliori sono invece i truffatori più scaltri.”. Perciò, predica questo gentiluomo, non giocate mai con i napoletani, né a carte, né a qualsiasi altro gioco con i soldi: perché i napoletani sono inarrivabili imbroglioni, e se vi accorgete dell’imbroglio, non smascherateli apertamente, non protestate, accontentatevi di perdere i soldi e di salvare la vita; questi imbroglioni sono pronti anche a mettersi in dodici contro uno. Non è facile sfuggire alle trappole dei napoletani, anche perché sono aiutati, nei loro inganni, dalle “donne di piacere: a Napoli ce n’è un numero incredibile. E quello che è peggio è che esse sono a tal punto graziose e seducenti che bisogna essere pieni di virtù per non finire sugli scogli.”. Ai donnaioli impenitenti il Mezzacalzetta consiglia di andare da queste terribili signore con pochi soldi in tasca, e di non andarci mai in inverno: “correreste il rischio di prendere il raffreddore”, perché quelle, se non trovano i soldi, vi portano via anche la camicia, e le più violente vi faranno firmare a forza delle obbligazioni che sarete costretti a pagare, se volete restare in città. Il De Merville chiarisce che non parla di queste cose per esperienza diretta, – ci mancherebbe -, ma per averle apprese da testimoni degni di fede. E questi testimoni gli hanno detto e garantito che molte di queste donne così belle e seducenti sono afflitte dalle “malattie veneree”, dalla sifilide che a Napoli chiamavano “mal francese”. Un tempo queste signore erano obbligate a farsi visitare ogni tre mesi da un dottore che, accertate la buona salute e l’assenza delle “veneree”, rilasciava idonea certificazione: poi, di tanto in tanto, passavano i poliziotti a controllare che le carte fossero in regola. Il francese esorta i lettori a non invidiare medici e poliziotti che avevano, diciamo così, mano libera sulle belle signore e potevano godere di esse gratuitamente. I dottori che, vinti dalla bellezza e dai gratuiti “servizi”, falsificavano il certificato e dichiaravano sane le signore che sane non erano correvano il rischio di essere condannati a morte dal tribunale; e venivano uccisi dai “protettori” delle signore se, accertata la presenza della velenosa infezione, decidevano di certificarla. Ma “oggi”, dice il francese, il problema non esiste più, perché non c’è più controllo. “Oggi”, garantisce questo nemico di Napoli, il mestiere più diffuso in città è quello del “falso testimone”. “Questo mestiere è divenuto ormai talmente pubblico che nessuno si vergogna di ammettere: sì, faccio il falso testimone”. Racconta la Mezzacalzetta che un giorno, a Napoli, un piemontese venne portato davanti a un giudice perché un napoletano, sostenuto dalle dichiarazioni di due “falsi testimoni”, lo accusava di non voler restituire all’accusatore una notevole somma di danaro che gli doveva. Il piemontese, che conosceva i costumi napoletani, non negò di aver ricevuto la somma, che non aveva ricevuto: ammise invece di averla ricevuta, ma dichiarò che l’aveva restituita tutta intera: confermarono la sua dichiarazione quattro “falsi testimoni” che egli aveva ingaggiato. E il napoletano andò in carcere per tentata truffa. Il prudente Mezzacalzetta dichiara che questo ritratto che lui fa dei Napoletani “si limita solo al popolo, senza coinvolgere le persone dell’alta società, che, poiché ad esse nulla manca, pensano solo a divertirsi e a trascorrere il tempo nel miglior modo possibile”. Oggi in quale partito sarebbe schierato? Sullo splendore paradisiaco di Napoli il De Merville non dice nulla che non sia già stato detto da altri visitatori: qualche riflessione originale egli la fa sulla luce del sole, che conferisce al rosso, al giallo e all’azzurro dei toni che non è possibile trovare in nessun’altra città.

Gori, pubblicato il bilancio di sostenibilità 2023: le radici dell’impegno costante

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Il racconto dell’impegno sostenibile di Gori: dalla progettazione alla realizzazione di un obiettivo, con responsabilità, entusiasmo ed efficienza. Il Bilancio di Sostenibilità Gori 2023, disponibile al download su www.goriacqua.com, risponde a questa precisa ambizione: raccontare i risultati ottenuti ma, soprattutto, trasmettere l’impegno che anima l’azienda, a servizio di 1.500.000 abitanti, ovvero del 25% della popolazione campana. La narrazione parte proprio dai progetti messi in campo negli ultimi anni, evidenziando gli interventi realizzati e i traguardi futuri:

  • 14 milioni di metri cubi di acqua recuperata rispetto al 2022 grazie al maxiprogetto Azioni per l’Acqua, finanziato con fondi React-Eu e PNRR, che mira alla tutela della risorsa idrica con opere di digitalizzazione della rete acquedottistica;
  • portati a depurazione i reflui di  ulteriori 110.000 abitanti con gli interventi compresi nel programma “Energie per il Sarno”;
  • 142 milioni di metri cubi di acqua depurata grazie al progetto “Rinascita Verde”, volto a trasformare gli impianti di depurazione in vere e proprie fabbriche verdi.

“Il Bilancio di Sostenibilità è la promessa di un impegno verso il territorio, mantenuta anche grazie alle nostre persone che hanno contribuito al raggiungimento dei risultati conseguiti e alla loro divulgazione. Ascoltando le esigenze della comunità e coinvolgendo tutti gli attori sociali e istituzionali in campo, abbiamo creato una dimensione sostenibile partecipata e condivisa, animata da dialogo e collaborazione, volta alla creazione di valore condiviso” dichiara il Presidente di Gori, Sabino De Blasi.

La sostenibilità caratterizza da sempre l’impegno di Gori. Tutte le azioni che stiamo portando avanti, anche attraverso le sinergie attivate con Regione Campania, Ente Idrico Campano, Amministrazioni Comunali, associazioni e cittadini, puntano ad impattare positivamente sul territorio gestito, portando innovazione nelle infrastrutture e nel contatto con l’utente finale. Naturalmente, mettere in pratica i modelli di economia circolare vuol dire coniugare queste esigenze con il fabbisogno di investimenti. In tale ottica, nel 2023 il nostro investimento pro-capite è più che raddoppiato rispetto al 2022, grazie soprattutto all’impulso dei fondi europeicommenta l’Amministratore Delegato di Gori, Vittorio Cuciniello.

Il Bilancio di Sostenibilità, redatto da Gori per il quinto anno consecutivo, è uno strumento di trasparenza che mettiamo a disposizione dei nostri stakeholder. Esso rende immediatamente misurabili le nostre azioni, poiché ci consente di analizzare i dati dal punto di vista storico e di migliorarci costantemente. In questo documento è presente anche la nostra visione strategica. Nel 2023, in particolare, abbiamo deciso di soffermarci sugli impatti che gli elementi primigeni hanno sul nostro operato: Acqua, Terra, Aria e Fuoco, sono risorse da salvaguardare ma soprattutto “radici” del nostro impegno ”sottolinea Mara De Donato, Responsabile Comunicazione e Corporate Social Responsibility di Gori.

E proprio con l’obiettivo di illustrare le radici del proprio operato, intese anche come legame territoriale che connette l’azienda al contesto in cui opera, Gori sarà presente il 12, 13 e 14 giugno al Green Med Expo & Symposium, presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, durante la tre giorni dedicata alle organizzazioni del Mezzogiorno e al loro rapporto con i temi ESG. Durante l’intera manifestazione, presso lo stand dedicato all’Ente Idrico Campano, sarà possibile consultare il Bilancio di Sostenibilità Gori 2023, con gli interventi e gli impatti di maggiore rilevanza su cui l’azienda è al lavoro.

 

Europee 2024, Lello Topo secondo per voti dopo la Meloni. La soddisfazione di Di Palma e Coppola

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Europee 2024. Il secondo candidato più votato in Campania dopo la Meloni è Lello Topo, appoggiato in campagna elettorale anche a Somma  dal Consigliere Comunale  Antonio Coppola e da Giuseppe Di Palma.

Secondo i dati riportati da Fanpage.it, i risultati delle elezioni Europee 2024 in Campania, a scrutini ultimati, confermano che il Pd in regione resta il partito più forte, con un numero di preferenze in linea col dato nazionale; lo stesso non si può dire per il M5S, che in Campania si distanzia nettamente dal 9.99% incassato a livello nazionale. Il candidato più votato è Giorgia Meloni (177.946 preferenze, Fratelli d’Italia), subito dopo Lello Topo (114.483, Partito Democratico) e la giornalista Lucia Annunziata (108.607, Partito Democratico).

La vittoria di Lello Topo

In particolare, hanno contribuito alla vittoria di Topo anche il Consigliere Comunale di opposizione di Somma Vesuviana Antonio Coppola e Giuseppe Di Palma, i quali hanno lavorato attivamente nel corso della campagna elettorale del loro candidato. Questo rappresenta un importante traguardo per la politica sommese. Infatti, il gruppo di Coppola ha già un riferimento sovracomunale in Regione, ovvero Mario Casillo. Ora ci sarà un ponte anche in Parlamento Europeo tramite la figura di Lello Topo.

Le parole di Di Palma

C’è grande soddisfazione per il  trionfo elettorale di Lello Topo da parte di Coppola e Di Palma. Quest’ultimo in un post su Facebook ha affermato: “In una campagna elettorale particolare perché venuta all’ indomani di un terremoto politico che ha sovvertito il responso delle urne, gli elettori di somma vesuviana premiano la nostra squadra capitanata dal consigliere comunale Antonio Coppola ed i suoi riferimenti sovracomunali: Mario Casillo e Lello Topo. I nostri amici, i nostri elettori a cui va il mio affettuoso ringraziamento, ci hanno ancora una volta rinnovato la loro fiducia in maniera incondizionata e questo è per me, che vivo la politica in maniera passionale, motivo di orgoglio e commozione. Queste sfide, questi risultati non si raggiungono se non c’è una squadra che lavora all’ unisono”.

Le dichiarazioni di Coppola

Queste, invece, le dichiarazioni del consigliere comunale Antonio Coppola dopo la vittoria di Topo: “ Il brillante risultato elettorale conseguito dall’ On. Topo a Somma Vesuviana, che lo vede recordman assoluto di preferenze, è la naturale conseguenza di un impegno politico profuso quotidianamente dalla squadra che condivide la mia linea politica.
Siamo sicuri che con l’aiuto dell’ On. Mario Casillo e del neo europarlamentare Raffaele Topo ci saranno maggiori strumenti di connessione tra la Comunità europea e i comuni campani e, in particolar modo, quelli del nostro circondario”.

Brusciano, tutto pronto per il dibattito sul tema dei diritti dei bambini reclusi con le loro madri

Riceviamo e pubblichiamo. 

“Senza Colpe. Bambini in carcere” questo il titolo del libro di Paolo Siani, che
domani 12 giugno ispirerà un dibattito sul tema dei diritti dei bambini reclusi con le loro
madri, che si terrà nell’aula consiliare intitolata dall’amministrazione comunale alla memoria di Giancarlo Siani, un anno fa. Insieme a Paolo a parlare di questo delicato tema, il sindaco Giacomo Romano, l’assessore alla cultura che ha fortemente voluto e promosso l’evento, la giornalista Monica Cito, l’assessore alle politiche sociali, Alfonso di Palma, il garante dei diritti dei minori in carcere Samuele Ciambriello, il garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Regione Campania, Giovanni Galano, l’artista fotografa Anna Catalano che ha realizzato un meraviglioso documentario fotografico sui bambini in carcere, la presidente dell’Unicef Campania, Emilia Narciso, il preside del circolo didattico Dante Alighieri di Brusciano, Antonio Gaita e la giornalista Filomena Carrella che modererà l’incontro.

“Per me e per tutti noi della amministrazione comunale – ha affermato il sindaco Giacomo Romano – è sempre una grande gioia poter incontrare il “nostro” caro Paolo Siani. Nostro non soltanto perché lo sentiamo fratello nell’amore per Gianfranco, ma per quei valori e quegli ideali che egli stesso incarna e che suscitano in me sentimenti di stima e grande affetto. La sua smisurata sensibilità di pediatra, di padre, di uomo con un grande senso di giustizia, lo ha portato a scrivere un libro che ci interroga su una difficile realtà troppo ignorata: la vita dei bambini, prigionieri senza colpe. I figli minori di 10 anni, delle donne detenute, hanno il diritto di crescere senza essere privati dell’amore materno, ma hanno anche il diritto di vivere senza essere privati della libertà, di poter crescere in un ambiente sereno adatto alle loro esigenze. Ancora una volta è la politica a dover dare risposte. Bisogna creare spazi e modi di detenzione alternativi, che siano a misura delle madri detenute e dei loro bambini. È civiltà. È umanità. È diritto di ogni bambino”

Somma Vesuviana, il Luxury Salon Parrucchieri conquista due premi al Barber Match 2024

Somma Vesuviana. Primo premio doppio per il “Luxury Salon Parrucchieri” al Barber Match 2024 che si è tenuto a Paestum.

Grande successo per il “Luxury Salon Parrucchieri” di Somma Vesuviana. Il salone diretto dal giovane hairstylist sommese Raffaele Alaia ha partecipato al Barber Match 2024, Campionato Nazionale che si è svolta presso l’Hotel Ariston di Paestum il 9 e il 10 giugno. Si tratta di un evento a cui partecipano ogni anno barbieri, titolari o dipendenti di salone provenienti da tutta Italia e che gareggiano in diverse categorie: modellatura barba, moda commerciale da salone, freestyle curly, razor Fade e fast Fade.

Per il salone di Alaia ha partecipato alla competizione Luca Alaia, il quale è riuscito a classificarsi al primo posto nella categoria “Razor Fade”, confrontandosi con tanti colleghi di diversi saloni italiani. Primo premio anche per Antonietta Gallo, la quale, invece, ha trionfato nella categoria Make-up. Grande soddisfazione, dunque, per i due stylist per questo riconoscimento di notevole importanza: “Ringraziamo il nostro trainer e titolare Raffaele Alaia per i consigli e per la splendida opportunità di prendere parte al concorso nazionale Barber Match 2024”.

Caivano, suocero del boss si avvicina armato a Don Patriciello, fermato

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Caivano. La minaccia della criminalità organizzata allunga ancora su don Patriciello la sua ombra, stavolta armata. Lo ha riferito la presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo. 

Sono diversi i sospetti che il prete napoletano anticamorra possa essere nuovamente finito nel bersaglio del ‘sistema’ di Caivano, dopo quanto accaduto domenica scorsa, quando al termine della messa si è avvicinato al parroco il suocero del boss Domenico Ciccarelli, con un coltello in tasca.

L’uomo è stato per fortuna fermato dagli agenti della scorta di don Patriciello, il quale si vede assegnato una protezione personale proprio perché già finito più volte nel mirino della malavita locale per il suo impegno di promozione della legalità nel quartiere difficile del Parco Verde di Caivano.

Il settantaquattrenne fermato, che a quanto si apprende sarebbe affetto da uno stato psicologico precario e già in passato sarebbe stato protagonista di gesti simili, non è riuscito ad avvicinarsi durante il saluto ai fedeli perché bloccato e poi allontanato dagli agenti per essere identificato. Poco dopo, più distante, l’anziano avrebbe però estratto un coltello che aveva in tasca per lasciarlo cadere e per questo gli agenti della volante della polizia hanno sequestrato l’arma e denunciato l’uomo dopo averlo portato in commissariato.

L’episodio non ha lasciato indifferente la politica. Ad esprimere solidarietà al prete è stata anche la premier Giorgia Meloni per la quale “il suo lavoro per portare legalità e speranza a un territorio martoriato dalla criminalità avrà sempre il sostegno del governo e – aggiunge – mio personale”.

Così come per la presidente della commissione antimafia, Chiara Colosimo, ciò che “don Maurizio sta portando avanti è fondamentale per strappare quelle terre alla criminalità organizzata e noi saremo sempre al suo fianco in questa battaglia per la giustizia e la libertà”, ha detto la parlamentare che proprio recentemente era stata in visita nella cittadina napoletana.

“È una situazione delicata che sto seguendo minuto dopo minuto – spiega prefetto di Napoli, Michele di Bari – . La sera stessa ero da don Maurizio Patricello. Noi lì siamo nel diritto di dire che Caivano ormai, anche dagli indici di delittuosità che abbiamo, è un territorio che è frequentato soprattutto dalle forze di polizia. Certamente l’episodio che è accaduto a don Maurizio Patriciello ci impone una riflessione sulla sicurezza di questa persona impegnatissima, non a caso personalmente gli sono vicino quasi tutti i giorni”. E sul possibile rafforzamento della scorta al parroco, il prefetto ha detto: “in questi casi c’è una sensibilità”.

Il clan caivanese dei Ciccarelli ha stabilito da anni il suo feudo proprio al Parco Verde, un luogo considerato da molti una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa e nei mesi scorsi al centro di episodi drammatici che hanno visto protagonisti soprattutto i minori. Solo lo scorso ottobre le donne del clan si erano riunite di fronte alla chiesa di San Paolo Apostolo, dove esercita don Patriciello, minacciando di occuparla e chiedendo uno incontro con lui. Solo l’intervento dei carabinieri ha portato all’allontanamento del gruppo.

Fonte notizia: ANSA.IT. 

Ottaviano, 18 giugno arriva il camper-ambulatorio AISC per la prevenzione delle malattie cardiovascolari

Riceviamo e pubblichiamo. 

PROSEGUE IL TOUR DEL CAMPER-AMBULATORIO AISC PER LA NUOVA CAMPAGNA DI 18 TAPPE PER LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI E PER LA CONOSCENZA DELLO SCOMPENSO CARDIACO
DA ROMA IL CAMPER RAGGIUNGERÀ JESI, POVE DEL GRAPPA, MASER, PADOVA, PAVIA, CHIVASSO, BOLOGNA, LATINA, OTTAVIANO, BARI, MATERA, REGGIO CALABRIA, CATANIA
È partito il giorno mercoledì 5 giugno dall’ Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma il camper protagonista del tour autunnale dell’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci AISC APS, per toccare 14 città, rientrerà nella Capitale il 17 e 25 giugno ed in data 18 giugno 2024 il camper raggiungerà la Casa di Cura Clinica Trusso ad Ottaviano.
Il camper che a bordo avrà medici e infermieri attraverserà l’Italia per dare informazioni sullo scompenso cardiaco, sulla prevenzione primaria e le opzioni terapeutiche, effettuare test preliminari e ricevere una visita gratuita con la valutazione di alcuni semplici parametri biochimici che individuano eventuali fattori di rischio.

Martedì 18 giugno, dalle ore 15.00 alle 18.00, il camper-ambulatorio AISC sarà presente davanti la Casa di Cura Trusso di Ottaviano in Via San Giovanni Bosco. Saranno promosse visite gratuite con gli specialisti della Casa di Cura e dell’AISC. Per info e prenotazioni contattare i numeri 081.3387550/591 oppure il numero Whatsapp 081.3387259.
Nell’ambito del sistema sanitario, le malattie cardiovascolari quali lo scompenso cardiaco, rappresentano situazioni cliniche meritevoli di grande attenzione sia per il numero dei soggetti che ne sono colpiti sia per le gravi ripercussioni sulla sanità pubblica nazionale e regionale. Lo scompenso cardiaco colpisce l’1.5% della popolazione italiana (oltre 1 milione di persone), ogni anno le malattie cardiovascolari uccidono più di 4,3 milioni di persone in Europa e sono causa del 48% di tutti i decessi (54% per le donne, 43% per gli uomini). Lo scompenso cardiaco rappresenta la causa più comune di ricovero tra gli ultra 65enni e rappresenterà la terza causa di decessi in tutto il mondo.
“Le campagne di awareness che intercettano i cittadini sul territorio, nella loro quotidianità, nei luoghi di lavoro e di vita, si sono rivelate molto gradite e hanno un ruolo fondamentale al fine non solo di migliorare la consapevolezza delle persone che ogni giorno si trovano a fronteggiare questa patologia, ma anche per promuovere una maggiore conoscenza nella popolazione generale allo scopo di intercettare la malattia nella sua fase inziale e migliorarne la prognosi. L’attenzione ai sintomi, l’aderenza alla terapia, uno stile di

vita corretto, l’informazione sull’evoluzione della patologia devono essere un patrimonio dei pazienti e di tutti coloro che di loro si prendono cura per evitare situazioni di emergenza e quindi di ospedalizzazione” – evidenzia il Prof. Salvatore Di Somma, Direttore del Comitato Scientifico AISC APS. “Le precedenti edizioni del tour hanno contribuito anche a recuperare una parte delle visite di controllo rimandate a causa della pandemia, ma soprattutto hanno intercettato casi che non sapevano di essere ad alto rischio. Quella tra medici, infermieri e volontari è una collaborazione necessaria in previsione del 2026 quando dovrà completarsi la presa in carico domiciliare di almeno il 10% dei pazienti over 65 con scompenso. Tale aumento della gestione territoriale dello scompenso cardiaco vedrà anche l’implementazione dei sistemi di telemedicina, per cui le associazioni di pazienti saranno fondamentali.
Per questo, AISC – Associazione Italiana Scompensati Cardiaci, ha fortemente voluto questa nuova edizione del tour nazionale.
Il TOUR ITINERANTE AISC assume particolare rilevanza in Campania in quanto regione ad altissimo rischio cardiovascolare. I dati dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare mostrano una maggiore prevalenza nella popolazione campana che nel resto del paese di ipertensione arteriosa, di diabete e di sindrome metabolica, associata a stili di vita e fattori di rischio comportamentali connessi all’insorgenza delle malattie croniche (quali sedentarietà, eccesso ponderale e fumo). A questi si aggiungono i gravi ritardi fatti registrare nelle politiche sanitarie di prevenzione primaria. “Particolare interesse riveste infine la campagna di prevenzione Aisc – secondo il responsabile della Clinica Trusso di Ottaviano, dott Antonio Cerciello – nel trattamento delle malattie cardiovascolari nella medicina di genere”.

 

 

Per informazioni contattare la segreteria dell’Associazione ai seguenti contatti:
e-mail: segreteria@associazioneaisc.org
cell: +39 338 7473575 /+39 331 2238375
www.associazioneaisc.org

TAPPER DEL TOUR:
05/06 Roma, Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma
06/06 Jesi, Ospedale Carlo Urbani
07/06 Pove del Grappa, Piazza del Comune
07/06 Maser, Centro Medico Enne sede Istituti Filippin
08/06 Maser, Centro Medico Enne
10/06 Padova, Azienda Ospedaliera di Padova
11/06 Pavia, Istituto Clinico Universitario Convenzionato Città di Pavia
12/06 Chivasso, Ospedale Civico di Chivasso
13/06 Bologna, Ospedale S. Orsola- Malpighi
14/06 Latina, Ospedale Santa Maria Goretti
17/06 Roma, Clinica Ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I
17/06 Roma, San Pietro Fatebenefratelli mattina
18/ 06 Ottaviano, Cardiomed- clinica Trusso
19/06 Bari, Ospedale Mater Dei Hospital
20/06 Matera, Azienda Sanitaria di Matera
21/06 Reggio Calabria, Casa di Cura Policlinico Madonna della Consolazione
22/06 Catania, Azienda Ospedaliera per l’Emergenza Cannizzaro
25/06 Roma, Casa della Salute Santa Caterina della Rosa