La provocazione punta a mettere in risalto le deficienze del nostro Paese. Dove ancora si spacciano per favori sacrosanti diritti o non si tiene conto di cosa scelgono le famiglie per la scuola dei loro figli. Di Raffaele Scarpone
Caro Direttore,
Sai com”è finito il processo a Muntazer-al-Zaid? Come, non conosci nemmeno chi è costui? Ma dai, è quel giornalista iracheno, che ha tirato una scarpa al presidente Bush, durante una conferenza stampa. E mentre tirava quelle scarpe, abilmente schivate dal suo bersaglio, gridava: “Questo è il bacio d”addio da parte del popolo iracheno”.
Beh, vuoi sapere, allora, la storia com”è finita? È stato giudicato colpevole di aggressione a un rappresentante di Paese estero: gli sono stati inflitti tre anni di carcere. Come dici? Ti dispiace per Muntazar ma non capisci cosa voglio dire? Niente, pensavo che se il gesto di tirare le scarpe a politici prendesse piede (trattandosi di scarpa non poteva che trattarsi di piede!) dalle nostri parti, sai che divertimento. Senza pensare, come tuo solito, alle alte cariche di governo; scendi più in basso, pensa, per esempio, ai tanti sindaci, assessori, consiglieri comunali, che, potrebbero meritare di essere fatti bersaglio con scarpe, stivali, pantofole, sandali, zoccoli!
Pensa agli amministratori che hanno consentito –ed ancora consentono- la distruzione sistematica del territorio; pensa a quelli che hanno dilapidato soldi pubblici con opere inutili o progetti di opere ritenute inutili (non parlo del ponte sullo stretto; parlo, che so, di pavimentazioni che si fermano, stranamente, davanti a certe proprietà, di monumenti che esibiscono in bella mostra il nome del sindaco in carica, di pilastri di cemento nati per sostenere improbabili edifici, megagalattiche opere sanitarie, scolastiche, industriali), a quelli che –addirittura- si sono appropriati dei soldi pubblici, a quelli che continuamente si difendono dicendo che “ci sarà stato pure qualche piccola distrazione –il mondo va così- ma pensate, ora, in cambio, avete l”acqua, la luce, il gas, le strade, la scuola”.
E come non ci abbiamo pensato! Ringraziamoli pure, questi grandi uomini, che con il loro illuminato contributo hanno donato al popolo il privilegio del progresso!
A volte, anzi, dobbiamo ringraziarli anche perchè ci consentono di respirare. Ma come cosa? Direttore, ci consentono di respirare l”aria. E, guarda, dalle nostre parti l”aria è preziosa. Lo sai che l”aria che si respira alla Solfatara, a Pozzuoli, ha lo stesso effetto del Viagra (è uno studio pubblicato su una rivista americana). Sì, hai capito bene! I gas sprigionati nella zona flegrea facilitano la vasodilatazione:con quello che segue.
Però, come si dice, Direttore, il Padreterno ha dato il pane a chi non ha i denti. Davide Caparini, parlamentare della Lega Nord, qualche giorno fa ha, infatti, presentato i risultati di una ricerca, in cui dimostra che i padani fanno un grande uso di Viagra, perchè il loro ritmo di vita e di lavoro fa diminuire il desiderio.
Quando, poi, si dice la sfortuna! D”altra parte, si è sempre detto: “Chi chiagne fotte a chi rire!”. Facci caso: chi è supponente ha sempre un sorrisetto stampato in faccia, però, ha disagio in camera da letto. Chi, invece, è condannato a piangere (per storia, per politica, per finanze, per disoccupazione, per l”aria) almeno fotte!
Direttore, cos”altro volevo dirti? Ah, la scuola è sempre nell”occhio del ciclone. Meglio, forse, dire che non si capisce niente. È vero, le famiglie hanno bocciato il piano Gelmini: solo un 3% ha scelto il modello delle 24 ore alle elementari (per capirci, quello del maestro unico); una percentuale altrettanto bassa ha richiesto il modello a 30 ore; tutto il resto ha fatto la richiesta delle 40 ore (90%!). Ma non c”è nessuna possibilità –al momento- che qualcosa possa essere rivisto. L”unica cosa certa è che a settembre prossimo la nostra scuola sarà molto povera. Non solo non ci saranno compresenze alle elementari, ma non ci saranno nemmeno molti contenuti, molte discipline e molte indirizzi di studio nelle scuole secondarie di I e II grado.
Un autentico tsunami si porterà via anni di sperimentazioni, innovazioni, ricerche. Si porterà anche qualcosa pari ad oltre trentamila posti di lavoro (riporto stime sindacali), se non di più. No, no! Non sono numeri effetto della crisi; sono una precisa scelta dell”attuale governo. Gli italiani devono essere ignoranti. Gli italiani non devono essere messi più nella condizione di pensare. Il pensiero è pericoloso.
Come al solito, Direttore, ti diletti in asseverazioni stucchevoli (cioè continui ad affermare cose noiose). Che significa, saremo tutti ignoranti! Pensi, forse, che non possa nascere anche in Italia un sito come quello francese (www.faismesdevoirs.com) destinato agli studenti più svogliati? Tu clicchi, invii le domande e nel giro di poche ore ti arrivano le risposte. Come si paga? Con carte prepagate in vendita nelle sale gioco. Così non devi necessariamente impegnarti nello studio; non devi nemmeno (necessariamente) andare a scuola (quella privata) e non devi temere nemmeno il maestro unico. In compenso avrai un sicuro avvenire: sindaco, assessore, presidente del consiglio. Qualcuno più fortunato potrà diventare anche ministro. Magari della pubblica istruzione.

