Con le recenti valutazioni quadrimestrali gran parte degli studenti italiani ha conseguito l”insufficienza in condotta. Tutti scostumati i giovani italiani?
AI LETTORI
Con questo “pezzo” Raffaele Scarpone avvia da oggi la collaborazione col nostro giornale. L”autore –un docente- è una sorta di maître a penser (non me ne voglia se così lo definisco) nel panorama dei salotti regionali e meridionali. Avrà il duro compito di esaltare (e dunque di evidenziare) costumi e abitudini della classe dirigente (politici e imprenditori, ma anche intellettuali di varia specie e natura) e dei “comuni” cittadini.
Sarà un po” l”animatore della nostra “Terza Pagina”; un provocatore culturale che analizzerà il corpo collettivo della cittadinanza usando uno schema classico ma efficace: quello dell”epistola, della lettera. Una modalità di racconto a voce alta di tutto quello che ci provoca la gastrite.
Caro Direttore,
Si dice che Joseph Goebbels, ministro della propaganda nazista, fosse solito dire: “ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Una delle bugie ripetuta negli ultimi tempi, in modo esponenziale, si riferisce alla scuola italiana. Da circa un anno –cioè da quando si è messo mano ad una poco chiara e, perciò, non meglio definita riforma- qualcuno tenta di convincere l”universo mondo che la scuola italiana ha bisogno di essere morigerata -dissanguandola, martoriandola, rinsecchendola-, perchè solo così può migliorare (sic!). Ebbene, con questa bugia ripetuta un milione di volte, sono state introdotte procedure “innovative” riguardanti il maestro unico, il tempo pieno, la valutazione, il voto in condotta per la riduzione del bullismo ed ancora altre amenità del genere.
Sono di questi giorni, caro direttore, i risultati delle valutazioni quadrimestrali delle scuole italiane. Le statistiche dicono che il 72% degli studenti iscritti alle scuole superiori (sono ben 35.000!) – di questi oltre una metà nelle scuole del sud- hanno conseguito l”insufficienza in condotta. Allora mi sono chiesto: cosa è cambiato, all”improvviso, che ha fatto emergere numeri così preoccupanti? Mi sono dato una risposta, pensando che, in queste percentuali allarmanti, entra molto la voglia giustizialista che anima i docenti; è un modo, quello di mettere il 5 in condotta, per governare, forse, il dissenso o la mala educazione di giovani ipercinetici e senza valori, ricattarli (in senso buono: “migliora il comportamento e sarai promosso”), educarli quasi come animali in cattività.
Ma mi sono messo anche dalla parte dei giovani col 5 in condotta. Mettersi dal punto di vista degli altri, sarebbe un esercizio da fare sempre. Mi sono, perciò, interrogato: quali modelli, hanno questi giovani, da essere condizionarti in modo tanto negativo? E, certo, si dirà “Il grande fratello”, “Vacanze di Natale” o “Uomini e donne”. Ma anche altro; molto altro! Credo che, tempo fa, sia stato Paolo Crepet a parlare dei giovani come di una generazione “in mezzo alla palude”. Ed in quella palude sono stati spinti da adulti (ir)responsabili (genitori, politici, professionisti, artigiani, preti) del saccheggio edilizio, della distruzione del verde, dell”estinzione di molte razze di animali, dell”enorme valore dato alla corruzione. I giovani, i nuovi barbari, hanno ereditato, così, un patrimonio in sfacelo!
Tornando alla scuola ed ai 5 in condotta, perciò, penso che si debba riflettere sui modelli (interni ed esterni alla famiglia) che hanno questi giovani. Ed allora la lista diventa lunga. Le ultime cronache parlano della condanna di un tale avvocato Mills (corrotto, con denaro, dal nostro presidente del consiglio), delle telefonate Berlusconi-Saccà (un contrattino alla televisione di Stato in favore di qualche attricetta), del rinvio a giudizio dell”onorevole Mastella (mi pare concussione, che significa approfittare del proprio potere, per ricevere favori per sè o per accoliti), di ministri della Repubblica che hanno dileggiato la Costituzione ed il tricolore (le esternazioni dei leghisti del nord non si cancellano con facilità!), dell”innovazione dello sciopero virtuale (ma i sindacati, le lotte operaie, lo statuto dei lavortori?), dell”introduzione delle ronde di Stato (sembra di essere tra i fotogrammi di un film americano), di un nuovo ricorso al nucleare (a che servono i referendum?).
Qualcuno si è chiesto: ma come mai non succede mai niente a questi signori, protagonisti di simili vicende? Delle due l”una: o si è tutti masochisti o si è tutti incantati dal mito della furbizia, del trasformismo, delle minacce, della violenza, del ricatto, dell”imbroglio, della raccomandazione, delle bustarelle, della corruzione. E se si costruiscono case dove, non si possono costruire (zone a rischio sismico, greti di fiumi, spiagge, parchi naturali), se si conquistano posti di lavoro immeritati (nomine in enti, a volte per diritto ereditario, altre per “appartenenza”), se si cambia maglietta ad ogni competizione elettorale (si è coniugati più col potere che con la difesa di valori ideologici), se si riesce anche a negare che siano esistiti i campi di concentramento ed i forni crematori (il vescovo Williamson, gli storici negazionisti, i mazzieri di destra), allora, direttore, perchè i giovani si dovrebbero preoccupare di quel 5 in condotta? Essi sono intelligenti, molto intelligenti.
Sanno che alcuni loro professori siedono in cattedra grazie a forti raccomandazioni, che alcuni dirigenti sono diventati tali solo per contiguità (politica, sindacale, padronale), che alcuni politici (di destra, di centro, di sinistra) calpestano ideologie e valori in nome del potere. Insomma, una sagra del vantaggio, dell”interesse personale; di un comportamento da 5 in condotta. Anzi da 4. O, forse, da 3!
Ma, poi, quei soliti noti sono tutti immancabilmente promossi (o prosciolti o salvati o eletti o rieletti in altre liste). E che vuoi, direttore, che i giovani del 5 in condotta queste cose non le sappiano, non le capiscano?
Vada come vada, alla fine, champagne per tutti!






