Sant’Anastasia, al via alla sanificazione nelle zone periferiche

Riceviamo e pubblcihiamo

Un nuovo intervento di sanificazione delle strade, il quinto, è stato programmato dal Responsabile del Servizio Ambiente ing. Antonio Cantalupo per mercoledì 29 aprile dalle ore 8:30 alle 12:00 circa e interesserà alcune zone delle periferie.

Tenuto conto della situazione attuale relativa ai contagi per il nuovo virus ed alle persone in quarantena, al fine di mettere in atto tutte le misure di contenimento della diffusione del virus “Covid-19, con questo adempimento il Comune darà maggiore priorità ed interesse a quelle non sanificate negli interventi fino ad oggi effettuati.

Le strade interessate sono: via Costanzi (tratto inferiore)/via Sellaro Piccolo; via Castiello/via Caduti sul Lavoro; via Dante Alighieri; via Romani; via Eduardo De Filippo; via Archi Augustei; via Starza; via delle Gemme/via Santa Chiara; via del Ciliegio/via del Pruneto; via Piccioli ed altre strade in presenza di abitazioni.

La disposizione firmata dal Responsabile del Servizio Ambiente amplia il servizio aggiungendo alle due precedenti – già fatte nelle strade periferiche del paese – una terza sanificazione che sarà attuata da un mezzo specifico per detta attività, con tre uomini, un autista e due operatori a terra con la freccia.

Non sono esclusi altri interventi nei prossimi giorni, ma va rammentato che secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) il ricorso alle sanificazioni di strade, marciapiedi e piazze per tutelare la salute pubblica va fatto con interventi non frequenti e non invasivi al fine di evitare effetti controproducenti e nocivi per l’ambiente e le falde acquifere, nonché per gli stessi operatori.

Gli interventi straordinari che l’Ente sta attuando hanno, quindi, valore di integrazione e non di sostituzione delle modalità con cui normalmente si provvede alla pulizia stradale.

Come già noto è raccomandato ai cittadini delle strade interessate dalla sanificazione di evitare uscite e spostamenti, se non per motivi urgenti ed essenziali, al fine di agevolare il lavoro.

Inoltre i cittadini di Sant’Anastasia sono esortati a collaborare, evitare passeggiate, evitare di entrare in contatto diretto con le persone, evitare di sostare nelle piazze e, specialmente se anziani, restare il più possibile a casa con i propri familiari.

 

M5S, Ciarambino: “Ospedale Apicella svuotato per farne Covid center, oggi è un presidio fantasma”

La denuncia della capogruppo regionale Ciarambino e del deputato Di Sarno a margine di una visita nel presidio

“Svuotato di ogni sua specialità per essere destinato a ospitare pazienti Covid, già ristrutturato e adeguatamente attrezzato, l’ospedale Apicella di Pollena Trocchia, riferimento fondamentale nelle terapie oncologiche e pneumologiche nel territorio di riferimento della Asl Napoli 3 Sud, oggi è ridotto a una scatola vuota. Un paradosso in una fase emergenziale gravissima, effetto dell’improvvisa decisione di spostare il Covid center all’ospedale di Boscotrecase. La conseguenza è che in un presidio attrezzato e funzionale come l’Apicella, non uno dei 72 posti letto previsti dall’atto aziendale è attualmente occupato e la maggior parte dei reparti sono completamente vuoti”. E’ quanto denunciano la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle e responsabile nazionale sanità Valeria Ciarambino e il deputato M5S Gianfranco Di Sarno, a margine di una visita al presidio di Pollena Trocchia.

“Per effetto di una maldestra pianificazione, un ospedale di eccellenza e a vocazione oncologica come l’Apicella, oggi è di fatto una struttura praticamente svuotata di tutte le specialità di cui disponeva. Un’opera di smantellamento che ha prodotto una lista di attesa infinita di pazienti che avrebbero dovuto svolgere interventi e prestazioni diagnostiche oncologiche fondamentali in uno dei pochi presidi della regione che non ha fatto registrare alcun contagio, dunque assolutamente sicuro. Né si comprende perché in quest’ospedale siano state interrotte prestazioni indispensabili, come ad esempio gli interventi sul tumore al seno, sebbene non rientrino in nessuna di quelle sospese dalle ordinanze regionali. Non consentiremo che l’emergenza diventi l’occasione per chiudere definitivamente un presidio essenziale e nei prossimi giorni chiederemo un incontro al direttore generale”, ha concluso Ciarambino, che sulla questione ha depositato un’interrogazione alla giunta regionale, mentre un’interrogazione parlamentare sarà presentata in questi giorni a firma del deputato Di Sarno.

Napoli, auto di rapinatori travolge l’auto della polizia.Morto un agente di 37 anni

Un poliziotto di 37 anni è morto, la scorsa notte a Napoli, perché travolto, a bordo di un’auto di servizio, da una vettura che procedeva contromano in calata Capodichino. Il collega che era con lui ha riportato solo lievi ferite.

La pattuglia del Commissariato Secondigliano era stata allertata per un tentato furto alla filiale della Credit Agricole in via Abate Minichini. I rapinatori stavano fuggendo percorrendo calata Capodichino in senso vietato di marcia quando hanno travolto l’auto della polizia.

Nell’impatto l’agente, napoletano, ha perso la vita mentre il collega è stato medicato sul posto dai sanitari del 118.

Arrestati i due rapinatori che risiedono nel campo rom di Giugliano in Campania.

(FONTE FOTO: ANSA.IT)

Torna il sereno nella RSA a Sant’Anastasia, Il dottor Antonio Coppola: “C’è stato l’intervento della Madonna dell’Arco”

Riceviamo e pubblichiamo

“Adottare in una casa di cura per anziani il protocollo utilizzato negli ospedali è stato un azzardo ma è andata bene. Mi ha confortato e supportato il prof. Franco Faella, noto infettivologo del Cotugno, richiamato in servizio dalla quiescenza, suggerendomi il protocollo farmacologico (l’antimalarico Plaquenil) più adatto per quella situazione. Sono certo, tuttavia, che è avvenuto un miracolo ad opera della Madonna dell’Arco. La residenza era un focolaio con molti infetti, posti in ospedale non c’erano, zero possibilità di avere assistenza e conforto dai familiari, era una situazione veramente tragica. Poi in poco tempo l’allarme è rientrato, gli anziani stanno tutti benissimo, gli operatori anche, i tamponi risultano negativi, solo tre casi di positività. Ripeto, c’è stato l’intervento della Madonna dell’Arco”.

E’ il convinto pensiero del dott. Antonio Coppola, nominato dall’ASL quale Commissario Straordinario, che ha preso in mano una casa di cura investita da una tempesta, che ha mietuto vittime, per traghettarla verso il sereno.

Un breve e chiaro messaggio di Alessandra P., figlia di una delle anziane residenti, postato sotto la foto della propria mamma Giuseppina C.no, dice tutto: “Il sorriso di mia madre (ma soprattutto le condizioni fisiche…sembra ringiovanita di 10anni) è la mia più grande vittoria. Che diventa sconfitta se penso a chi non ce l’ha fatta”.

La miracolosa Mamma dell’Arco, famosa nel mondo per le Grazie elargite a tanti che lo hanno testimoniato nel passato con i numerosissimi quadretti ex voto ed i doni alla Vergine esposti nell’apposito Museo tenuto dai Padri Domenicani, ha “guardato col Suo amore” la residenza degli anziani e, se di miracolo è azzardato parlare, sicuramente la Fede, oltre la chiara competenza, ha illuminato e guidato il dott. Antonio Coppola e tutti gli operatori nelle battaglie giornaliere contro il nuovo virus, fino a quella che si annuncia una vittoria definitiva.

Alla Rsa di Madonna dell’Arco il peggio sembra essere passato, tutti gli operatori (oss e infermieri) si sono negativizzati e  tutti sono di nuovo a lavoro nella struttura, così come hanno fortemente voluto; 35 ospiti su 38 si sono negativizzati, tutti stanno in buone condizioni generali e così si può considerare quasi del tutto spento uno dei focolai di infezione più grandi dell’ASL NA3 Sud, grazie alla prontezza e alla determinazione del Commissario Straordinario Stefania Rodà e della Direzione Strategica Aziendale, che alla prima richiesta di aiuto immediatamente affiancò la Rsa supportandola costantemente.

“Ringrazio il dott. Antonio Coppola per l’egregio lavoro che ha svolto e sta svolgendo a tutela della salvaguardia della salute degli anziani ospiti della casa di cura di Madonna dell’Arco. Con lui – dice il vice Prefetto Stefania Rodà – siamo sempre rimasti in contatto ed ogni giorno ho ricevuto da parte sua aggiornamenti puntuali”.

Nola, inseguimento nel centro cittadino, arrestato un 23enne per resistenza a pubblico ufficiale

Inseguimento nel centro cittadino anche contromano.  I Carabinieri arrestano 23enne
Non aveva mai conseguito la patente e quando i carabinieri gli hanno imposto l’alt ha accelerato ed è fuggito. I militari, quelli delle stazioni di Nola e Carbonara di Nola, si sono lanciati nell’inseguimento del fuggitivo partendo dal centralissimo Corso Tommaso Vitale e tallonandolo per molti chilometri anche nelle strade che l’uomo aveva imboccato contromano.
Simulando la resa A.I., 23enne di Saviano già noto alle forze dell’ordine, ha interrotto la marcia per poi ripartire a tutta velocità. Bloccato lungo Via Buonarroti, il giovane è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale  e sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.

Nola, L’iniziativa dello chef Buonincontri del “Bertie’s Bistrot”: 200 vaucher pizza ai meno fortunati

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Una gustosa pizza, appena sfornata, sulle tavole dei meno fortunati. Rigorosamente in modalità “delivery”. Succede a Nola. L’iniziativa porta la firma del giovane chef originario di Marigliano, Valentino Buonincontri, titolare del noto ristorante “Bertie’s Bistrot” di via dei Mille a Nola. Duecento i “buoni” messi a disposizione che, a partire dalla prossima settimana, andranno nelle case delle famiglie in difficoltà.
Le prime consegne saranno effettuate in contemporanea alla riapertura del ristorante, a seguito dell’ordinanza regionale del presidente Vincenzo de Luca.
“Non chiamatelo gesto di generosità – spiega Valentino – È un dovere morale nei confronti di quanti non riescono a mettere un piatto caldo a tavola. Questa emergenza ci ha messo in ginocchio e la ripartenza sarà dura per tutti ma non per questo dobbiamo privarci anche del coraggio. In questi due mesi – continua – tanti sono stati gli attestati di stima e di vicinanza dei clienti diventati nel corso degli anni parte integrante della famiglia del Bertie’s Bistrot. Il mio pensiero va a loro ma anche a quanti in questo momento non possono gioire della riapertura di pub, bar e pizzerie perché impossibilitati a fare anche un semplice ordine. Non è giusto. Arriveranno tempi migliori per tutti. Io intanto riparto dalla città di Nola mettendomi a disposizione di chi ha bisogno. Chiederò aiuto alla Diocesi ed alla Caritas per l’individuazione dei nuclei familiari. Andrà tutto bene”.

Prestiti garantiti dallo Stato ed erogati dalle Banche: l’han fatta facile, ma così non è!

Riceviamo e pubblichiamo il punto di vista di Nello Tuorto Jossa  su prestiti garantiti e banche…

Nello Tuorto Jossa (*)

Quello che sta accadendo in questi ultimi giorni, successivi alla pubblicazione del Decreto Legge 8 aprile 2020 n°23 recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese”, è davvero paradossale.

Sembra chiaro a tutti che ci troviamo a dover affrontare una crisi, di cui per molti versi non abbiamo colto ancora completamente la portata e vi è la necessità di attivare tutti gli strumenti idonei e necessari per evitare un disastroso collasso economico e sociale.

Il D.Lgs. n°23/2020 nel tentativo di dare delle risposte, impegnando risorse importanti a potenziare il Fondo centrale di garanzia, ha affidato il ruolo di intermediazione alle banche, generando però in tal modo una totale confusione nella vastissima platea delle microimprese (mi riferisco a quelle con meno di 10 dipendenti e con fatturato inferiore a 2 milioni di euro, cioè il 95% delle imprese iscritte alle Camera di Commercio d’Italia), le quali ritenevano di poter usufruire in tempi brevi delle risorse promesse (prestito fino a € 25.000,00 garantito al 100% dallo Stato).

La settimana scorsa però, l’edizione online de “Il Sole 24 Ore” pubblicava un articolo con il quale il “mondo delle imprese” lanciava un allarme rosso, evidenziando che per ricevere effettivamente quella “sperata liquidità” sarebbero trascorsi almeno 3 mesi.

Risulta a questo punto evidente l’inefficacia di un Decreto Legge con il quale il Governo non ha fatto altro che “passare la palla” alle banche, parte integrante di un meccanismo – il Sistema finanziario o Eurosistema – che dopo l’adozione delle varie stringenti regole: Basilea 1, 2, 3… è tra i più rigidi, pesanti e complicati al mondo, capace cioè di produrre un tasso di “esclusione finanziaria” – i cd non bancabili – che nel nostro paese ha toccato il 20% della popolazione attiva (10 milioni di persone).

Il Decreto ha fatto emergere, pertanto, i tanti limiti e le forti contraddizioni del nostro “Sistema finanziario” che non possono essere certamente nascosti da un semplice innalzamento del livello della garanzia concessa dallo Stato; perché poi gli Istituti di credito, per erogare materialmente il prestito, benché sia garantito al 100%, debbono comunque effettuare un’istruttoria completa e ponderata sulle “capacità di restituzione” dell’importo da concedere e quindi deliberare circa il “merito creditizio” del richiedente, così come è dettato loro dalle norme della vigilanza (Banca d’Italia), le cui regole sono rimaste invariate.

Insomma si sta generando un caos enorme tra le aspettative deluse di centinaia di migliaia di soggetti imprese e/o lavoratori autonomi potenziali destinatari del prestito e l’imbuto decisionale rappresentato dagli istituti di credito, chiamati ad intermediare tali ingenti risorse da erogare.

A questo punto potranno ottenere la concessione dei prestiti – secondo la valutazione discrezionale delle banche – solo quelle attività che risulteranno “sane” ante crisi Covid19. Mentre quei tantissimi soggetti economici che erano considerati dagli istituti bancari già in difficoltà prima dello tzunami virologico, pur potendo godere della garanzia statale del 100%, non saranno ammessi al finanziamento e saranno esclusi dal beneficio, col rischio reale che possano rivolgersi alle altre “forme di credito illegale” che è bene ricordare, sono sempre collegate alle organizzazioni criminali.

Nel Decreto “liquidità”, se si fosse voluto veramente assicurare maggiore efficacia al provvedimento e tempi brevi all’erogazione, andava prevista una deroga alle norme troppo stringenti che disciplinano le procedure creditizie, imposte alle banche sia dal Testo Unico bancario che dalla vigilanza della Banca d’Italia. Così purtroppo non è stato!

Bisogna porsi, poi, un’altra domanda: nonostante le tante “esclusioni” che saranno perpetuate dalle banche, le risorse stanziate saranno sufficienti per tutti?

In realtà, soprattutto per i prestiti da 25 mila euro, qualora tutti dovessero inoltrare la domanda, parliamo di una platea potenziale di 4 milioni e mezzo di soggetti, mentre allo stato attuale la disponibilità del Fondo centrale può soddisfare soltanto 200 mila imprese e/o lavoratori autonomi. Perciò se il Governo non prevede ulteriori stanziamenti, rispetto agli 1,7 miliardi di euro iniziali, in tanti rimarranno a bocca asciutta!

Infine non è giusto parlare – com’è stato fatto da alcuni – di prestiti totalmente gratuiti concessi ad un tasso dello 0% da restituirsi con il versamento di 72 rate mensili, perché al momento, pur rimanendo in realtà un enigma la quantificazione del tasso, è facile calcolarlo attraverso l’interpretazione della norma, dove il tasso di riferimento dovrebbe aggirarsi intorno all’1,2%, che scaturisce dalla somma del tasso fissato dalla Legge – pari allo 0,2% – con il tasso di rendimento dei titoli di Stato che viene rilevato mensilmente e che ad aprile era pari all’ 1,034%. Dunque non si tratterà di finanziamenti a tasso 0%, cosa che sarebbe potuta avvenire soltanto con una ulteriore copertura statale capace di sostenere il citato onere finanziario.

(*) Presidente di Finetica Onlus

Associazione iscritta nell’apposito elenco delle Organizzazioni antiracket e antiusura istituito presso la Prefettura di Napoli ai sensi del Decreto del Ministero dell’Interno 30 novembre 2015 n° 223; nonché iscritta nell’elenco speciale degli Enti gestori del Fondo di prevenzione dell’usura tenuto presso il Ministro dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro – ai sensi dall’Articolo 15 della Legge n° 108/1996; avente quale scopo principale quello di: prestare assistenza e accompagnamento per l’accesso al credito legale a persone e microimprese familiari in condizioni di vulnerabilità socio economiche, escluse dal Sistema finanziario legale e pertanto a rischio di cadere vittime dell’usura criminale.

Casalnuovo, il Covid a via Napoli preoccupa: un altro positivo. C’è anche un terapista domiciliare

 

Mentre Casalnuovo, 50mila abitanti alla porta nordest di Napoli, ancora non si è ripresa dal colpo dell’ultima tragedia, la morte per Covid19 di un piccolo imprenditore di 68 anni, il quarto deceduto in città a causa del virus, non si spegne la polemica sul focolaio di contagiati acceso in via Napoli, la strada in cui l’imprenditore defunto abitava con la sua famiglia. Anche suo figlio ha contratto il temibile virus. Ma per fortuna è tornato a casa, in via Napoli appunto, dopo essere stato anche lui ricoverato in ospedale. Non ha potuto dare l’estremo saluto al papà a causa dei divieti imposti a tutti dal contagio. Resta però alta la tensione. C’è stata gente che attraverso i social ha accusato sostanzialmente l’amministrazione comunale di non aver saputo gestire adeguatamente la diffusione del contagio in via Napoli. I dubbi sono puntati su una macelleria che si trova in quella strada. C’è chi sostiene che la famiglia del piccolo imprenditore morto frequentasse la macelleria, negozio il cui titolare ha già fatto registrare diversi casi di contagio in famiglia: i due suoceri (la suocera è morta di Covid19 proprio di recente), la moglie, un figlio e un commesso del suo esercizio commerciale. Rimasta contagiata anche tutta la famiglia di una domestica, la collaboratrice dei suoceri del commerciante di carni, il marito e i tre i figli, che vivono con lei in casa. Il terzo figlio è risultato positivo al tampone appena ieri sera.  Corre voce inoltre di un’altra collaboratrice domestica della famiglia del macellaio e del suo bambino, che risiedono ad Afragola. Sarebbero anche loro contagiati. Entrambi, mamma e figlio. Ma in questo caso non ci sono conferme. Poi c’è la questione della famiglia dell’imprenditore deceduto l’altro ieri. L’uomo abitava con moglie e figli, uno dei quali è rimasto appunto contagiato, sopra la macelleria. Il Comune però esclude in questo caso collegamenti con i contagi relativi alla famiglia del commerciante di carni.  “L’ultimo defunto non è collegato al caso della macelleria – fa sapere l’ufficio stampa del sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia – la persona poi deceduta non sapeva con esattezza come avesse contratto il virus. Ma era un imprenditore con parecchi contatti fuori Casalnuovo”. Dal Comune inoltre si precisa che “loro (lo scomparso e la sua famiglia ndr) non hanno detto di aver avuto contatti con la macelleria” e che “il palazzo in cui abitano non è lo stesso di quello in cui abitano i suoceri del macellaio”. Non è lo stesso palazzo, certo. A ogni modo l’edificio è attiguo a quello dei suoceri del macellaio, che peraltro abita loro accanto.  Ma il punto non è questo. C’è fame di verità e trasparenza da queste parti. Soprattutto di controlli stringenti e di conseguenti interventi mirati e tempestivi da parte di tutte le autorità preposte. Bisogna stare attenti. Insieme con il figlio della domestica che lavorava presso la famiglia del macellaio ieri è risultato contagiato un fisioterapista che faceva terapie a domicilio proprio a Casalnuovo.  Questo caso però è legato al focolaio scoppiato nella clinica Santa Maria del Pozzo di Somma Vesuviana. La paura del contagio resta quindi altissima. Non esiste ancora un vaccino né cure che garantiscano con certezza di avere salva la vita in caso di contrazione del virus. L’unica difesa resta la prevenzione. Ma questa è delegata anche al senso di responsabilità di ogni cittadino, che al minino sospetto di essere rimasto contagiato dovrebbe mettere in atto tutta una serie di accorgimenti in grado di garantire almeno la tutela della salute del prossimo. I cittadini della zona non si sentono tranquillizzati dalle rassicurazioni dopo un video apparso sulla pagina ufficiale Facebook della macelleria, video in cui si escludeva qualsiasi ipotesi di contagio. Solo qualche giorno dopo il filmato è stato eliminato dai social e sono venuti fuori i contagi. Che ora qui ammontano a 27.

Santa Maria del Pozzo, l’ad: “Accuse infondate alla nostra struttura, pronti a dimostrarlo”

L’amministratore delegato della Casa di Cura “Santa Maria del Pozzo” di Somma Vesuviana, avvocato Sergio Terracciano, interviene sui recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto la struttura. Di seguito la lettera alle testate giornalistiche, con preghiera di pubblicazione:

“La Casa di Cura Santa Maria del Pozzo respinge completamente le false insinuazioni e le errate informazioni relative alle condizioni di salute dei nostri degenti, poi ricoverati presso il centro covid di Boscotrecase.

Si precisa che la struttura è tra le pochissime, in Regione Campania, ad essere dotata di specialità medica, vulnologica e chirurgica dedicata esclusivamente al trattamento delle lesioni da decubito, con le quali purtroppo molti nostri pazienti arrivano già dalle precedenti degenze ospedaliere, spesso rianimazioni e terapie intensive, e quindi in condizioni di enorme gravità clinica.

Le prove relative alle condizioni cliniche gravi, comprensive di gravi lesioni da decubito già presenti prima del ricovero presso la struttura, sono ufficialmente e legalmente presenti nelle documentazioni in nostro possesso e sono a disposizione di chiunque, tra giornalisti e operatori della comunicazione, le voglia consultare, ovviamente nel massimo rispetto delle regole sulla privacy.

Inoltre, le gravissime calunnie relative al lavoro dei nostri operatori sanitari, relative ad un presunto “abbandono e scarsa igiene dei pazienti” sono completamente infondate, in quanto la clinica ha ben 420 dipendenti, dei quali circa  il 90% è esclusivamente dedicato alla assistenza quotidiana e qualificata dei nostri pazienti.

Di tali nostri operatori sanitari siamo davvero molto orgogliosi: si tratta di professionisti  molto competenti, grazie anche ai continui corsi di formazione periodicamente da essi effettuati, ma soprattutto  dotati di una grande umanità, che ripongono sempre nel loro modo di lavorare.

Aggiungiamo, infine, che la clinica viene assiduamente controllata nel suo operato dai funzionari competenti della nostra Asl.

Attendiamo quindi che tutte le competenti autorità, sanitarie e giudiziarie, svolgano le indagini che ritengono più opportune, riservandoci, nel mentre, di tutelare la nostra immagine di grande serietà e grande professionalità, ufficialmente riconosciute dalle istituzioni sanitarie di tutta la regione.

Ciò sarà fatto in ogni sede competente e con ogni possibile azione, compresa quella risarcitoria del danno”.

Festa di compleanno nel condominio: la municipale di Pomigliano multa mamme e nonni

Sanzionato nel rione della ricostruzione anche un gruppo di 7 persone che volevano prendersi gioco dei caschi bianchi. Identificati pure 4 minori negli assembramenti illegali   

 

Si parla di riaperture e per tanta gente che solitamente vive senza pensare sembra che ormai il tempo del Coronavirus sia più che superato, alle spalle definitivamente. Così venerdi pomeriggio un’intera famiglia, mamma, nonni, amici e parenti vari, ha pensato bene di appropriarsi indebitamente del giardino di un condominio popolare nel centro di Pomigliano per fare una festa di compleanno a una bambina. A ogni modo la polizia municipale è intervenuta per tempo ed ha sventato la festicciola comminando pure una serie di multe a quattro componenti della famiglia in questione, mamma, nonni e un amico, un giovane pregiudicato. Nella stessa giornata i caschi bianchi hanno circondato e sanzionato 7 tra giovani e meno giovani che nella 219 si prendevano gioco di loro assembrandosi a piacimento e insultandoli non appena li scorgevano. Sono anche stati identificati 4 minori. Nessuno aveva le mascherine. A questo proposito il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, ha annunciato che da domani saranno distribuite circa 24mila mascherine donate da anonimi benefattori.