sabato, Aprile 25, 2026
19.6 C
Napoli

Le ricette di Biagio: polli alla cacciatora. I polli “profeti” degli antichi Romani…….

Dietro il Municipio di Ottaviano c’è un cortile, che veniva chiamato “il cortile dei pullieri”, e che era una “scuola” della sapienza popolare. Già per gli antichi Romani i “polli sacri” potevano dare segni utili a  prevedere il futuro, soprattutto durante le campagne militari. Il ruolo del “pullarius” e la tragica sorte di un “pullarius” bugiardo durante la campagna contro i Sanniti. Il menù dei “tagliaboschi” di Ottajano. L’articolo è corredato da un’incisione di Enrico Leutemann, “I polli sacri” (1866).

 

Ingredienti: cosce e petto di pollo, 1 spicchio d’aglio, olive nere, mezzo bicchiere di vino bianco, pomodori pelati, olio, peperoncino, basilico e sale. In una padella, nell’olio riscaldato, mettiamo la pelle del pollo, che toglieremo e metteremo da parte dopo che è diventata croccante.  Disponiamo in padella le parti del pollo, facciamole rosolare da entrambi i lati, versiamo il vino bianco e alziamo la fiamma in modo che evapori. Quando giudichiamo perfetta la cottura delle parti di pollo, togliamole dalla padella, dove metteremo aglio, peperoncino e olive nere. Dopo alcuni minuti aggiungiamo basilico e pomodori – che schiacceremo per liberare la polpa -, spargiamo il sale e facciamo cuocere per una decina di minuti. A questo punto, rimettiamo nella padella le parti di pollo e lasciamo cuocere per dieci minuti, a fiamma bassa. Il pollo alla cacciatora va in tavola ben caldo (fonte foto: napolimilionaria.it).

 

Trascorsi la fanciullezza e la prima giovinezza nel cortile che sta dietro il Municipio di Ottaviano, e che era noto come il cortile dei “pullieri”, perché vi abitavano e vi lavoravano due famiglie impegnate nella preparazione e nel commercio delle carni di pollo e di tacchino. Da anni questa attività è cessata, ma per me quello rimane ancora il cortile dei “pullieri”: è il fascino delle memorie, e non è, come sospetta qualche amico, una maliziosa allusione al luogo comune che anche in politica “si spennano polli”.. In quel cortile c’erano due meravigliose Maestre della sapienza popolare, zia Ninetta e zia Speranza. E ricordo che zia Speranza prestava una grande attenzione al chiocciare delle galline, e dal timbro e dalla durata della “voce” e dal movimento di certe galline le cui piume avevano colori particolari, e da come si comportavano davanti al pasto traeva presagi negativi e positivi, conditi da lunghe riflessioni che meritavano di essere trascritte. Gli aruspici dell’antica Roma deducevano i loro auspici da uccelli, diciamo così, nobili: falchi, aquile e avvoltoi signori dell’aria. Ne osservavano, nei tempi più antichi, solo la direzione del volo, poi incominciarono a studiare l’appetito di questi uccelli e i moti dei frammenti di cibo che cadevano dall’alto. Infine i Romani decisero che anche i polli potevano dar segni importanti per capire il futuro: e i “polli sacri” divennero protagonisti di questi riti soprattutto durante le operazioni militari, nelle ore che precedevano la battaglia. Il “pullarius” apriva le gabbie in cui questi polli venivano trasportati, spargeva davanti a loro il mangime e il comandante in capo, che svolgeva anche il ruolo dell’augure, osservava il movimento degli animali e ne traeva gli auspici. Ci garantisce Columella che i Romani conoscevano tre razze di polli: quelli da cortile, i selvatici e gli africani, ma nessuno ci dice tra i polli di quale razza venissero scelti i “polli sacri”. E’ facile capire l’importanza del “pullarius”: egli doveva far sì che, aperta la gabbia, le galline si lanciassero immediatamente verso il cibo e questo segnale positivo confortasse l’animo dei legionari pronti per la battaglia. Nel 293 a.C., durante la campagna contro i Sanniti, nell’imminenza di uno scontro, il “pullarius” riferì al console Papirio Cursore che i presagi erano ottimi: era una clamorosa bugia, perché in realtà i polli, usciti dalle gabbie, non avevano toccato il mangime. Pur avvertito da un ufficiale sospettoso, Papirio Cursore continuò i preparativi della battaglia. Ma la fortuna e gli dei vollero che un giavellotto, lanciato a caso da un sannita, trafiggesse proprio il “pullarius” bugiardo. E il condottiero romano ringraziò gli dei che avevano punito l’empio “pullarius” e avevano chiaramente manifestato ai Romani la propria volontà. Si legge in un documento del maggio 1922, custodito tra le carte del Comune di Ottajano, che ai diciotto “operai” incaricati di tagliare gli alberi in una selva del Vallone della Giumenta – una selva di proprietà del Comune – toccavano, ogni giorno, pane, vino e porzioni di “baccalari”, o di “formaggi”, o di “pollo in salsa di pomodoro”.

 

In evidenza questa settimana

Ottaviano, Simonetti si presenta alle elezioni con 6 liste: ecco tutti i candidati

OTTAVIANO – È ufficiale la squadra che sosterrà la...

Somma al voto, centrodestra con 6 liste: ecco la coalizione di Granato

Somma Vesuviana. Con la presentazione ufficiale dell’intera coalizione, Antonio...

San Vitaliano in Buone Mani, ecco la lista a sostegno di Raimo

San Vitaliano. È stata ufficializzata la lista “San Vitaliano...

Il Napoli rompe due tabù: le goleade in casa e KDB

Il Napoli travolge la Cremonese con un netto 4-0...

Il punto di vista, Vincenzo Nocerino: “Somma Vesuviana immobile davanti alla crisi  della democrazia”

Riceviamo dall' avv. Vincenzo Nocerino e pubblichiamo   A Somma Vesuviana...

Argomenti

Ottaviano, Simonetti si presenta alle elezioni con 6 liste: ecco tutti i candidati

OTTAVIANO – È ufficiale la squadra che sosterrà la...

Somma al voto, centrodestra con 6 liste: ecco la coalizione di Granato

Somma Vesuviana. Con la presentazione ufficiale dell’intera coalizione, Antonio...

San Vitaliano in Buone Mani, ecco la lista a sostegno di Raimo

San Vitaliano. È stata ufficializzata la lista “San Vitaliano...

Il Napoli rompe due tabù: le goleade in casa e KDB

Il Napoli travolge la Cremonese con un netto 4-0...

Volla, la Regione Campania approva un progetto: in arrivo fondi per la Polizia Locale

Riceviamo e pubblichiamo   Per sicurezza urbana si intende un bene...

Parlare bene sui social: come costruire relazioni autentiche

Sui social oggi passano relazioni, opinioni, lavori, discussioni: è...

Related Articles

Categorie popolari

Adv