Tremila nuovi appartamenti, nuovi alloggi da realizzare in parte come “riempimento” dell’area già urbanizzata. Ma le nuove case saranno in maggioranza costruite, in regime di edilizia convenzionata, all’interno di quella che sarà una sorta di corona urbana della città, una mezzaluna che si svilupperà da sud est a nord ovest. Sarà composta da 60 aree edificabili. Previsti anche un quartiere residenziale “attrezzato” accanto alla nuova variante orientale e centri commerciali e di servizi. Superficie totale impegnata della futura città “satellite” a ridosso della cintura urbana: 686.909 metri quadrati. E’ tutto contenuto nel nuovo piano regolatore di Acerra, adottato l’altro giorno dalla giunta del sindaco centrista Raffaele Lettieri. Si torna dunque a costruire ad Acerra, terzo comune più vasto della provincia, dopo Napoli e Giugliano, ma con le aree agricole libere più ampie. Si torna quindi a cementificare in modo consistente nel Napoletano, dopo circa una dozzina d’anni di quasi totale blocco delle attività edilizie ad Acerra. Ma qui saranno necessari altri due passi: il voto del consiglio comunale e il parere della Città Metropolitana. L’iter si dovrà completare entro un anno. Nel frattempo sono scattate le norme di salvaguardia. C’è un giallo però. Il primo cittadino non ha votato il provvedimento. Non ha votato nemmeno il preliminare del piano, a dicembre. Su quest’aspetto della vicenda ieri Lettieri non ha rilasciato dichiarazioni. Ma l’opposizione polemizza. < Il sindaco ancora una volta, ogni qualvolta si è deliberato su questo, è assente per una precisa scelta. C’è un conflitto d’interessi: lui ha il dovere di spiegare alla città i caratteri e la natura di questo conflitto >, stigmatizza Pasquale Marangio, del coordinamento cittadino del Pd, ex assessore all’ambiente ed ex consigliere comunale per diversi anni. < Ci opporremo con tutte le nostre forze a questo nuovo sacco di Acerra immaginato per i profitti di qualche costruttore. Sarà necessario vigilare sulle dinamiche di questo nuovo strumento e i collegamenti con la politica locale >, aggiunge il leader ecologista Alessandro Cannavacciuolo. Lettieri sostiene invece che si tratta di un piano che pone al centro verde e servizi e che rispetta l’agricoltura. < ll Piano – fa scrivere il sindaco – prevede la riduzione della quantità di insediamenti residenziali del 30/40% rispetto allo strumento redatto nel 2008 e poi adottato dal commissario prefettizio nel 2012 senza approvazione definitiva. Inoltre – rassicura il sindaco – ci sarà un minor consumo di suolo per insediamenti residenziali e abitazioni e una maggiore tutela per le zone agricole peri-urbane, per consentire il mantenimento dell’uso agricolo dei suoli >. Il primo cittadino cita il Puc mai partorito dal Comune perché bocciato nel 2012 dalla Regione, che ne sanzionò la strategia ambientale. In realtà sono stati due gli strumenti urbanistici con cui sono state realizzate le nuove costruzioni ad Acerra: il piano regolatore, risalente al 1982, e la variante al piano regolatore, del 1998 ma poi concretizzata nella prima metà degli anni duemila con il rilascio di una serie di concessioni edilizie che portarono alla realizzazione di 2200 sottotetti abusivi, in gran parte non condonabili ma “regolarmente” abitati. A ogni modo molti sottotetti e molte alloggi realizzati durante le ultime speculazioni ad Acerra risultano disabitati.






