Caos a Castellammare di Stabia. La Città Metropolitana impone il trasferimento dell’Alberghiero in tempi strettissimi. Docenti e famiglie insorgono. Tutto rinviato, però, al 15 novembre dopo la mobilitazione politica e istituzionale.
Castellammare di Stabia. E’ scoppiata qualche giorno fa la protesta all’Istituto Alberghiero “Raffaele Viviani” dopo la comunicazione improvvisa della Città Metropolitana di Napoli che impone, con effetto immediato, lo spostamento di arredi e attrezzature scolastiche nella nuova sede di via Savorito. Una notizia arrivata a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico e che ha colto di sorpresa l’intera comunità scolastica.
Nuova sede non adeguata alla scuola per i docenti.
A preoccupare ulteriormente i docenti e le famiglie degli studenti è l’idoneità della nuova struttura individuata in via Savorito, ritenuta insufficiente per accogliere tutte le classi, oltre ai laboratori professionali e agli uffici amministrativi. I professori sollevano dubbi su qualità e sicurezza dell’edificio, sottolineando che l’attuale sede di via Annunziatella, pur con i suoi limiti, resta più attrezzata per garantire un’offerta formativa completa.
La proroga dopo la mobilitazione.
La pressione esercitata da scuola, famiglie e amministratori locali ha però prodotto un primo risultato. Dopo l’intervento della consigliera metropolitana Ilaria Abagnale, sindaca di Sant’Antonio Abate, e il sostegno del sindaco stabiese Luigi Vicinanza, la Città Metropolitana ha concesso una proroga: il termine per il trasferimento è stato rinviato al 15 novembre.
Si tratta di una vittoria solo parziale, ma che offre un margine di respiro all’istituto, permettendo una gestione più ordinata del delicato trasloco. L’ente metropolitano difende la decisione di abbandonare la storica sede di via Annunziatella. In una nota ufficiale, viene spiegato che il contratto di locazione è stato rescisso a causa di “inadempienze contrattuali” da parte della proprietà dell’immobile.
Tuttavia, ora Città Metropolitana apre ora a una gestione più graduale del trasferimento e annuncia l’arrivo di nuove attrezzature per i laboratori di cucina, riconoscendo l’inadeguatezza degli strumenti attualmente presenti nella nuova sede.



