Nella democrazia molte cose sono cambiate perché le donne hanno spinto per il cambiamento con grande concretezza scegliendo di volta in volta obiettivi parziali ma prodromici al raggiungimento di nuovi traguardi.
Le donne hanno ottenuto leggi importanti per la cui applicazione si battono ancora: dal diritto alla rappresentanza alla legge 194, dalla riforma del diritto di famiglia alle norme a contrasto della violenza sessuata e infine la legge Merlin contro lo sfruttamento della prostituzione.
Di fronte alle vigenti nuove, relativamente, istanze derivanti dalla Convenzione di Istanbul (contro tutte le violenze degli uomini sulle donne) e la risoluzione Honeyball ancora la politica mostra le stesse inerzie ed opposizioni mostrate di fronte alla legge Merlin nel 1958. Si tratta da una parte di incapacità e dall’altra di un atteggiamento strategico per invalidare il varco aperto teso alla sconfitta dell’oppressione sessuale.
Di fronte all’evidenza della normalizzazione della schiavitù di centinaia di migliaia di donne provenienti dalla tratta e da condizioni di povertà e violenza, si tratta di dare finalmente impulso al perseguimento reale degli sfruttatori e di tutti coloro che godono d’impunità per gravi reati di violenza su donne e minori, approfittando dell’inerzia applicativa di una legge dello stato (Merlin e collegate) e delle nuove convenzioni, per altro ratificate dall’Italia nelle sedi proprie.
Tra le urgenze che la politica non vede, è necessario che venga riconosciuto e portato in una dimensione normativa il contrasto reale alla prostituzione e alla tratta, il che è oggettivamente la precondizione per l’ulteriore avanzamento della democrazia. La prostituzione è l’inaccettabile normalizzazione della violenza e del dominio sessuale degli uomini sulle donne, un tema non negoziabile nel percorso di liberazione femminile.
Abbiamo inviato ai responsabili politici un documento/manifesto (in allegato) che illustra in modo inequivocabile tutte le conseguenze che le diverse soluzioni adottate dai vari sistemi statali sulla prostituzione possono avere sulla vita delle donne. Per l’importanza di questo tema quindi, come donne e cittadine, chiediamo ai politici di chiarire le loro intenzioni nei confronti della prostituzione rispondendo a queste DUE domande:
Siete favorevoli a legiferare sulla scorta del modello francese e nordico perché la prostituzione sia considerata violenza sulle donne, la domanda sia perseguita (i clienti) e le donne in prostituzione salvaguardate nei loro diritti umani come vittime di violenza?
q NO q Si
Siete favorevoli all’introduzione di attiviste della rete antiviolenza nei centri di prima accoglienza per migranti, per accogliere come presunte vittime di stupro, violenza e tratta le donne che arrivano nel nostro paese e instradarle nell’alveo delle richiedenti asilo/protezione sussidiaria?
q NO q SI
Ci attendiamo delle risposte.



