Si è conclusa l’annuale prima assemblea dei vescovi italiani. Oltre ad aver toccato principalmente il tema della formazione permanente del prete con l’intervento di Papa Francesco, ha avuto molto risalto sui mass-media la riflessione del Presidente card. Bagnasco. Ha parlato della povertà degli italiani e della mancanza di lavoro. Dall’inizio della crisi l’occupazione è caduta del 4,8%, i giovani in cerca di lavoro sono saliti al 40%, la povertà assoluta è arrivata a riguardare il 6,8% della popolazione. Per affrontare i problemi indicati da queste cifre, chiede il cardinale Angelo Bagnasco rivolgendosi ai vescovi italiani riuniti in Assemblea, “che cosa stanno facendo, che non sia episodico ma strutturale, i responsabili della cosa pubblica, i diversi attori del mondo del lavoro?”. Le crescenti difficoltà delle famiglie e il calo della natalità condannano l’Italia a non trasmettere più il grande dono della vita: nel 2015 sono state registrate solo 488.000 nascite a fronte di 653.000 decessi, e 100.000 italiani hanno lasciato il Paese. “Che cosa sta facendo lo Stato perché si possa invertire la tendenza?, si è chiesto il presidente dei vescovi italiani. E poi c’è anche un altro problema che sta emergendo sempre di più sui nostri territori: il gioco d’azzardo, una piaga capace di far aumentare le slot machine mentre la legge prevede che debbano scendere, e il cui giro d’affari è salito in sei anni del 350% fino a a quota 84 miliardi di euro. “A fronte di così cospicui interessi a diversi livelli – ha detto ancora Bagnasco – chi sarà in grado di resistere alle pressioni delle lobby e intervenire in modo radicale?”. Lavoro, famiglia, demografia, piaga del gioco d’azzardo. È un elenco di priorità semplice. La Chiesa presente continuamente sui territori, e dal contatto quotidiano con i suoi problemi, ha , come dire, il “polso della situazione”. È una lista che, per quanto indiscutibile in termini di emergenza, non sembra tuttavia essere saldamente fissata in cima all’agenda del dibattito politico. Eppure “è su questi problemi che la gente vuole vedere il Parlamento impegnato senza distrazioni di energie e di tempo, perché sono questi i problemi veri del Paese, cioè del popolo”, ha detto ancora Bagnasco, chiedendosi come mai invece nel caso della legge sulle Unioni civili “così vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che rispondono non tanto a esigenze ma a schemi ideologici”. La paura di Bagnasco è che questa legge possa spostare le priorità sociali, che sono ben altre, secondo il Presidente della Cei. Ci sono, e si vedono, ha sottolineato Bagnasco, “segnali positivi di sostegno e promozione della famiglia”, il punto è che “hanno bisogno di essere incentivati e diventare strutturali” con una manovra che dia equità alle famiglie con figli a carico. Allo stesso modo sull’azzardo è noto il lavoro di tanti cittadini impegnati ad esempio negli slot mob per contrastare la diffusione del fenomeno. Così il cantiere sul lavoro, un processo in corso: si sa che le riforme (come il Jobs Act) hanno bisogno di tempo per mostrare i loro effetti. Il punto è non fermarsi, mantenere alta l’attenzione e nel giusto ordine le urgenze. A cominciare dalla cura per l’esercito dei poveri e degli impoveriti. “Senza distrazioni ed energie di tempo”, è l’invito rivolto alla politica.
Anche il prossimo referendum di Ottobre, a mio avviso, potrebbe essere un grandissimo “transfert” (pur condividendo l’importanza del problema) per non affrontare i veri problemi della gente. Tutti dobbiamo vigilare.



