I ragazzi della Music School dell’I.C. “D. Beneventano” coniugano l’arte della musica e la musica del cuore

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L’orchestra, il coro e i solisti dell’Istituto ottavianese chiudono un anno scolastico di importanti successi con la splendida esibizione al teatro Summarte di Somma Vesuviana. Perché è di fondamentale importanza, per i ragazzi, l’esperienza musicale. La lezione dei filosofi antichi: la musica e la matematica nel pensiero di Pitagora.

 

Al teatro Summarte, in una “serata” diretta da Angela Romano, i giovani musicisti dell’I.C. “Domenico Beneventano” hanno dato la prova completa della loro bravura e di quanto sia prezioso il lavoro dei loro docenti, Mario Tammaro, Sebastiano Cascone, Ida Cutolo, Ferdinando De Simone, Francesca Fiore e Francesca Salvio. Questa bravura aveva permesso all’orchestra di trionfare a Sanremo, conquistando il secondo posto, sul palcoscenico del teatro Ariston, nel Festival Internazionale della Musica Scolastica, e qualche giorno fa il primo posto, sempre nella categoria “orchestra”, nella XIII edizione del concorso europeo “Enzo Bonagura”. Questa bravura si è colorata di fascino quando, al “Summarte”, i ragazzi hanno interpretato la colonna sonora del film “Pirata dei Caraibi”, hanno ricordato Amy Winehouse con il brano “Back to Black” e gli orchestrali, il coro e i solisti hanno donato al pubblico e a sé stessi l’esecuzione incantevole di “Bohemian Rhapsody” dei Queen. Dico a sé stessi, perché gli sguardi, i movimenti e l’appassionata concentrazione hanno dimostrato, ancora una volta, quanto della loro “persona” i ragazzi mettessero nel canto e nell’ “evocare” la “voce” degli strumenti e quanta luce accendesse nella loro “persona” la partecipazione al concerto. I ragazzi che studiano musica e sono musicisti hanno la straordinaria fortuna di imparare un linguaggio universale, capace di abbattere le barriere sociali e le differenze culturali: un linguaggio che comunica emozioni e sentimenti e ne garantisce profondità e sincerità: afferma Nicola Piovani che la musica non sa dire bugie. Secondo Pitagora, la musica e la matematica contribuiscono a formare l’armonia delle sfere celesti e a spiegarne i segreti: la scala musicale, con i suoi rapporti numerici, è una invenzione dei pitagorici. E i poeti Greci e Latini non avrebbero composto poesia senza l’aiuto della metrica, che è un supporto musicale costruito sulla relazione matematica di accenti, di pause, di sillabe lunghe e brevi. Aristotele fu il primo a sottolineare la funzione catartica della musica, che ci salva dalla solitudine, dalla sfiducia in noi stessi e ci aiuta a stringere relazioni con gli altri, grazie proprio al suo linguaggio universale. La musica aiuta i ragazzi a conoscere sé stessi e a conservare il patrimonio dei ricordi e dei sogni. Ma nella Scuola l’insegnamento della musica può conseguire risultati importanti solo se tutte le discipline concorrono alla realizzazione di un complesso progetto che mira ad avviare nel ragazzo il processo di maturazione, a rendere sempre più ricco e potente il senso estetico, a conoscere in ogni suo aspetto la propria sensibilità, a muoversi con sicurezza negli spazi del giudizio critico e a sviluppare il sentimento di comunità e il “senso” del gruppo. Alla fine dello spettacolo al Summarte i musici, a sorpresa, hanno reso omaggio ai loro docenti interpretando “The Best” di Tina Turner sotto la direzione “straordinaria” di Luigi Ammendola, ex allievo dell’I.C. “D. Beneventano” e ora allievo del 1°anno del Liceo Rosmini di Palma Campania. Sono certo che i ragazzi hanno voluto ringraziare non solo i docenti di musica, ma i docenti di tutte le discipline, e la Dirigente prof.ssa Anna Fornaro, che mette nel suo quotidiano lavoro sapienza e passione. Sono certo che il dott. Mimmo Beneventano dal mondo di luce in cui ora si trova applaude i ragazzi, i docenti, la Dirigente e il personale tutto della Scuola che porta il Suo nome.

Ringrazio il Maestro Rino D’Antonio che mi ha permesso di usare la foto che apre l’articolo e l’amica prof.ssa Giovanna Andreoli per le altre due foto.