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Il passaparola è la miglior promozione e internet ne è la chiave.

Il marketing è ormai approdato alle piattaforme 2.0.

Il web 1.0 era costituito prevalentemente da siti internet statici, senza possibilità d’interazione, che è esattamente l’aspetto cruciale dell’ultima evoluzione del web. Non è azzardato parlare di rivoluzione tecnologica, se pensiamo a quanto sia cambiato il rapporto delle persone con la tecnologia e a quanto si sia evoluta la relazione tra consumatore-web-aziende. Figli di questa rivoluzione sono i social network che hanno reso Internet una dimensione, uno spazio in cui comunicare, conoscere, informarsi, allargare le proprie cerchie, coltivare i propri interessi e condividerli. L’impatto e l’influenza che queste piattaforme hanno avuto, e continuano ad avere, nella quotidianità e sulle abitudini delle persone è senza precedenti; ma all’aspetto sociale si affianca l’aspetto “aziendale” che non è da trascurare.

A livello di business i social network ricoprono un ruolo non indifferente; se usati bene rappresentano uno strumento importante nelle mani delle imprese, grandi o piccole, che nutrono l’aspirazione di espandersi e di occupare uno spazio che è a loro disposizione e che, se lasciato vuoto, sarebbe occupato da altri. Sono tre le finalità che un’impresa può perseguire attraverso l’uso dei social network: essi possono essere un ottimo canale di diffusione e promozione, uno strumento valido per capire le esigenze del mercato e la modalità per instaurare una vera e propria relazione con il consumatore. Il social media marketing è quella branca del marketing che si occupa di generare visibilità sui social media; l’obiettivo è quello di creare conversazioni con gli utenti/consumatori, dando loro la possibilità non solo di porre domande, ma di esprimersi apertamente e liberamente, commentare e dare pareri.

“I mercati sono conversazioni” e le tecniche di promozione non possono esimersi da questa concezione. Niente è più forte del “passaparola”, infatti le persone si fidano molto di più di ciò che sentono dire nelle reti informali piuttosto che dei canali di informazione ufficiale, in gergo si parla infatti di “Word of Mouth Marketing”. Interessanti sono le forme di “Buzz Marketing” e “Viral Marketing”. Il primo è un termine onomatopeico che si rifà al ronzio di uno sciame di api e viene anche chiamato marketing conversazionale; rimanda infatti all’idea di usare il web per diffondere il proprio marchio tanto da creare “rumore” e chiacchiericcio. Esso è però caratterizzato da un carattere di involontarietà, nel senso che si basa sul passaparola spontaneo degli utenti.

l viral marketing, invece, ha un carattere di volontarietà nel senso che è l’azienda stessa ad utilizzare gli strumenti di digital media, per pubblicizzare un prodotto, creando un effetto virale. In entrambi i casi si tratta di operazioni di marketing non convenzionale, finalizzati all’aumento della notorietà che si discostano dagli strumenti tradizionali e i cui effetti sui consumatori sono attualmente oggetto di studio.