La vittoria del Napoli contro il Chievo (gol di Gabbiadini ed Hamsik) rende calmo il mare delle chiacchiere dentro il quale nuotano tutti quelli che, a vario titolo, si interessano degli azzurri. La lite tra Sarri e De Laurentiis, quella tra i tifosi e (sempre lui) De Laurentiis, quella perenne contro gli arbitri (che se non sono in malafede sono incapaci, davvero non saprei cosa è peggio): per qualche giorno non se ne parlerà. Ed è un gran bene. Resta la polemicuccia sul mister che non fa giocare tutti i nuovi acquisti: un’assurdità bella e buona, diciamocela tutta. Non si capisce perché debbano per forza giocare tutti: avete notato gente stanca (Jorginho a parte)? Da dove deriva la certezza che, in questa fase, ci sia un gran bisogno di Diawara, Rog e compagnia bella? Soprattutto: perché non fidarsi di Sarri, uno che fa giocare il Napoli così bene che a volte ti viene voglia di tifare per avversari per non mortificarli, per pura solidarietà verso i reietti? Godere di vittorie e bel gioco è difficilissimo a Napoli.
Chi, invece, si è fatto furbo è stato il Chievo, la squadra uscita sconfitta dal match del San Paolo: le cronache raccontano che i calciatori veneti alla fine della partita si sono consolati facendo arrivare 45 pizze negli spogliatoi. Gente che sa campare, non c’è che dire: noi ci arrovelliamo sulla formazione del mister e loro archiviano la sconfitta con il piatto più buono del mondo. È l’appeal di Napoli: a parti invertite i giocatori azzurri avrebbero forse fatto arrivare le colombe negli spogliatoi? Impossibile.
A proposito: il Napoli potrebbe mai usare come seconda maglia qualcosa di vagamente somigliante al bianconero? Ma nemmeno per sogno, ma nemmeno come terza o quarta maglia. Invece la Juventus contro il Palermo ha sfoggiato una tenuta azzurra, forse per invogliare Higuain a cercare la porta (senza successo). Cose che succedono, l’azzurro è un gran bel colore. E infatti è del Napoli.



