Screening e bonifiche, il Consiglio Comunale di Acerra in pressing sulla Regione

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ACERRA – Bonifiche, il Consiglio Comunale scrive alla Regione: ha l’obbligo di fare le bonifiche. Dall’Assise ok anche alla delibera che chiede di allargare gli screening e ampliare il monitoraggio sulla qualità dell’aria. E’ quanto ha stabilito l’Assise che nella seduta di oggi ha approvato il provvedimento con il quale sollecita la Regione Campania a dare immediata esecuzione alle sentenze del Tar Campania che la obbligano, soccombente nei giudizi instaurati dal Comune, ad intervenire con i fondi necessari alla rimozione dei rifiuti, messa in sicurezza e bonifica di diversi siti del territorio: si tratta dell’Area di Settembre, Località Tappia, Porchiera Pantano, Lagno Gorgone e Via Muro di Piombo, oltre a completare il risanamento a Calabricito, già avviato dal Comune. Il documento è passato con 15 voti favorevoli e 5 contrari. Anche la delibera che fa propria la relazione dell’Osservatorio sul Termovalorizzatore è stata votata dai soli 15 esponenti di maggioranza, contrari i 3 membri di minoranza presenti. L’amministrazione comunale, nello specifico, ha ribadito la necessità dell’istituzione di un organismo di controllo indipendente di controllo della qualità dell’aria, l’ampliamento e rafforzamento delle attività di monitoraggio ambientale, le verifiche sui metalli presenti al suolo, l’estensione degli screening sanitari, l’attivazione di campagne di prevenzione e informazione sanitaria. I consiglieri di maggioranza, inoltre, hanno chiesto formalmente all’Asl Napoli 2 Nord di ampliare gli screening oncologici sul territorio del Comune di Acerra, estendendo le fasce di età e le tipologie di patologie oggetto di monitoraggio. Alla Regione, su questo aspetto, è stato richiesto di prevedere le somme occorrenti all’esecuzione degli screening nella predisposizione del Bilancio 2026-2028, oltre ovviamente a quelle per le bonifiche. “Mi aspettavo unità su questi temi – ha sottolineato il sindaco Tito d’Errico, annunciando all’aula di aver richiesto un incontro al Presidente Roberto Fico – sono rammaricato, ma questa amministrazione continua in questa direzione seguendo l’impegno preso con la città”. Ringrazio i consiglieri che hanno richiesto questo Consiglio – ha spiegato il presidente Raffaele Lettieri – un atto che verrà consegnato alla storia di questa città. E la storia dice che le bonifiche si faranno perché questa maggioranza, questi amministratori, hanno agito nell’interesse della città. Nel tempo abbiamo votato De Luca e Fico e non abbiamo fatto sconti a nessuno, citando in giudizio le istituzioni che erano deputate a fare le bonifiche. Consegniamo ai giovani di Acerra un modo ben preciso di fare politica: tutelare interessi del proprio territorio seguendo ogni strada, anche attraverso il giudizio”. “L’amministrazione riafferma con determinazione il proprio impegno di salvaguardia della salute e dell’ambiente, proseguendo senza esitazioni nell’azione di vigilanza e di pressione istituzionale affinchè gli obblighi sanciti dalla legge e dalla giustizia amministrativa trovino finalmente piena e concreta attuazione” l’analisi dell’assessore all’Ambiente Milena Tanzillo.   Siamo sempre presenti a dare il nostro contributo per l’ambiente e la tutela della salute pubblica – le parole del consigliere Paolo Rea – perché siamo dalla parte della città ribadendo l’impegno che la Regione deve al nostro territorio e pretendendo che il territorio venga rispettato. Non votare la seconda delibera, poi, significa sconfessare il lavoro dell’Osservatorio”. “Il Comune di Acerra negli anni non è mai scappato – ha dichiarato il consigliere Antonio Laudando – ha scritto, sollecitato, fatto ordinanze e quando questo non bastava è andata in tribunale contro la Regione Campania, alla quale spetta mettere le risorse in Bilancio per fare le bonifiche e rispettare le sentenze. Queste delibere dicono che Acerra ha aspettato abbastanza e ora è il tempo delle risposte e dei fatti e soprattutto dimostrano che idea di città abbiamo, Acerra ha diritto a più attenzioni. E’ un atto di sovranità istituzionale: vogliamo trasparenza su emissioni, vogliamo controlli continui e rafforzati, vogliamo che la salute venga prima di tutto”. Per Cuono Lombardi “non bisogna indietreggiare e invito tutte le componenti della città a non trovare elementi per contrastare l’amministrazione ma a dare il proprio contributo per risolverli. La narrazione di città più inquinata non corrisponde al vero e penalizza soprattutto il tessuto produttivo agricolo”. “Dalla Commissione è partito l’atto di indirizzo – ha evidenziato Nicola D’Onofrio – queste delibere sono delibere per la città di Acerra. E voglio ricordare che l’Osservatorio sul termovalorizzatore è stato istituito per legge grazie all’intervento in Consiglio Regionale di Vittoria Lettieri”. Domani Martedì 20 Gennaio, intanto, nell’aula consiliare, dalle ore 16, è previsto un incontro sul tema ‘Ambiente, bonifiche e comunità: il quadro attuale’. Prenderanno parte all’evento il Prefetto di Napoli Michele di Bari, il Commissario Straordinario di Governo per le Bonifiche Gen. Giuseppe Vadalà, il Vescovo Antonio Di Donna, il Comandante dei Carabinieri Forestali della Regione Campania Gen. Ciro Lungo, il Direttore Generale Asl Napoli 2 Nord Monica Vanni, il Direttore Generale dell’Arpac Luigi Stefano Sorvino, il Direttore ISPRA Maria Siclari, il Direttore dell’ISS Giuseppe Bortone, l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, il vicesindaco di Città Metropolitana Giuseppe Cirillo, il viceprefetto Ciro Silvestro, il sindaco di Acerra Tito d’Errico, il presidente del consiglio comunale di Acerra Raffaele Lettieri e l’assessore all’Ambiente del Comune di Acerra Milena Tanzillo.  

Nola, nasce l’OCC del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati: al via un nuovo strumento per la gestione della crisi

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Nasce l’Organismo di Composizione della Crisi presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola: un nuovo presidio per la gestione della crisi.In attesa dell’accreditamento Ministeriale, da gennaio 2026 il via per le le domande di iscrizione come gestore della Crisi. Nola – Un passo storico per l’avvocatura del territorio e per il tessuto socio-economico locale. È deliberata ed inviata al Ministero di Giustizia per l’accredito dell’istituzione dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, un traguardo fortemente voluto dalla governance dell’Ordine e salutato con grande soddisfazione dal Presidente, avvocato Arturo Rianna il quale dichiara «Sono orgoglioso di essere il Presidente che ha dato finalmente avvio all’istituzione dell’OCC presso il COA di Nola», ha dichiarato Rianna, sottolineando come il risultato sia frutto dell’«alacre lavoro della commissione straordinaria istituita appositamente per raggiungere tale obiettivo» e della deliberazione unanime dell’intero Consiglio dell’Ordine. Per il Presidente Rianna, l’attenzione verso gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie e della crisi rappresenta una delle sfide più rilevanti per il futuro della professione forense. «Porre l’attenzione verso gli strumenti alternativi per la risoluzione delle dispute è la vera sfida verso il futuro dell’avvocatura», ha affermato, evidenziando la necessità di un approccio moderno, efficace e vicino ai bisogni reali della collettività. In questo solco il COA di Nola nomina dell’avvocato Giovanni De Vivo quale referente dell’OCC. Una scelta accolta con favore dal Presidente Rianna, che ha rimarcato come il collega, «, abbia già maturato una consolidata e comprovata esperienza nel settore della crisi di impresa e da sovraindebitamento». L’obiettivo ora è chiaro: «Dare ulteriore impulso a tali strumenti per fornire risposte sempre più performanti al tessuto sociale su cui si innesta il nostro operato». Dal canto suo, il Referente, l’Avv. Giovanni De Vivo, ha ribadito la centralità della composizione della crisi come strumento di prossimità e di concreta utilità sociale. «È tempo della professionalità e della competenza di prossimità che possa dare risposte concrete a quelle famiglie e a quelle imprese che si ritrovano in forte criticità economica e finanziaria», ha dichiarato. L’OCC del COA di Nola si propone come una vera e propria opportunità per il territorio, con un impegno specifico nella formazione e nel continuo aggiornamento dei professionisti che vorranno avvicinarsi a questa materia complessa e in costante evoluzione. «L’Organismo – ha spiegato l’Avv.De Vivo – si impegnerà a fornire professionisti specializzati per la risoluzione di questioni complesse, offrendo un supporto qualificato e competente». L’invito è rivolto non solo ai professionisti, ma anche ai Comuni e alle aree commerciali afferenti al Tribunale di Nola, affinché possano cogliere le opportunità offerte dagli strumenti di risoluzione della crisi. Un sostegno concreto per le piccole imprese, anche agricole, e per le famiglie che si trovano in situazioni di insolvenza. Con l’istituzione dell’OCC, il COA di Nola si pone dunque come punto di riferimento per una nuova cultura della gestione della crisi, fondata su competenza, responsabilità e vicinanza al territorio. Un segnale forte di rinnovamento e di attenzione verso le esigenze reali della comunità.

“Somma Vesuviana ha bisogno di futuro: il PSI apre al confronto per la rinascita della città”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dal PSI – Sezione di Somma Vesuviana Somma Vesuviana sta vivendo un periodo estremamente delicato. Un Comune commissariato è il risultato evidente di anni di politica improntata al personalismo, che ha progressivamente allontanato le istituzioni dai cittadini. Il nostro territorio, per lungo tempo fiore all’occhiello dell’area vesuviana per cultura, agricoltura e tradizioni, oggi vede messa in discussione la propria dignità. A pagare il prezzo più alto di un qualunquismo dilagante negli ultimi anni sono i cittadini, soffocati da una pressione fiscale sempre più pesante e dalla mancanza di diritti sociali concreti. Il Partito Socialista Italiano è sempre stato al fianco di chi non aveva voce, nella costante ricerca di una giustizia sociale che oggi appare sempre più indebolita. Per questo motivo, il PSI di Somma Vesuviana si dichiara aperto al confronto con tutte le forze politiche, le liste civiche, il mondo cattolico e con chiunque abbia realmente a cuore la rinascita della nostra terra. Riteniamo però fondamentale che tale confronto sia serio e costruttivo, basato su un programma chiaro e condiviso, capace di offrire una visione futura che restituisca dignità e diritti ai cittadini, rimettendo la politica al loro servizio e non al servizio dei privilegi. Il nostro gruppo lavora senza sosta, con il supporto di professionisti che hanno contribuito alla costruzione di un programma articolato e concreto, con punti fondamentali in grado di garantire un immediato sostegno alla cittadinanza. È questo il contenuto che intendiamo portare sui tavoli di confronto. Vogliamo parlare di futuro. Vogliamo incontrare persone, perché sono gli uomini e le donne a far camminare le idee, la speranza e la visione di una comunità duramente provata. Il PSI di Somma Vesuviana rivendica con forza la propria libertà politica: liberi da vincoli, liberi di portare avanti progetti fondati su trasparenza e legalità, liberi di confrontarci con tutte le forze che condividono una comune visione di rinascita. Il disastro è sotto gli occhi di tutti. La cittadinanza è stanca e ha bisogno di tornare a credere che esista una speranza concreta, ritrovando una politica presente tra le persone e al servizio della collettività. Continuiamo un impegno che portiamo avanti da tempo: mettere i cittadini al centro. È necessario costruire ponti, non alzare muri, e lavorare con determinazione affinché il cambiamento diventi possibile. Con impegno e speranza. Il Partito Socialista Italiano – Somma Vesuviana A nome di tutti gli iscritti e simpatizzanti Il Segretario Cittadino Maria Pangiroli

Referendum sulla giustizia, il confronto promosso da AIGA Napoli

La Sezione AIGA di Napoli, in collaborazione con l’Ufficio di Coordinamento AIGA Campania e con il patrocinio di AIGA Nazionale, del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e della Camera Penale di Napoli, promuove un incontro pubblico dedicato all’analisi dei principali aspetti giuridici e istituzionali del prossimo Referendum Costituzionale. L’evento si terrà venerdì 23 gennaio alle ore 16.00 presso il Teatro Il Pozzo e il Pendolo, in Piazza San Domenico Maggiore, n.3 a Napoli, ed è aperto alla partecipazione della cittadinanza. I lavori saranno introdotti dai saluti istituzionali del Presidente Nazionale AIGA Avv. Luigi Bartolomeo Terzo, del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Avv. Carmine Foreste, del Presidente della Camera Penale di Napoli Avv. Marco Muscariello, del Presidente della Sezione AIGA Napoli Avv. Alessio Nunziante e del Coordinatore AIGA Campania Avv. Domenico Sica. Seguirà un confronto tra autorevoli esponenti della magistratura, dell’accademia e del Parlamento: la Dott.ssa Annalisa Imparato, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere; la Dott.ssa Ida Teresi, Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia, il Prof. Avv. Raffaele Tecce dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”; il Prof. Avv. Alberto De Vita, ordinario di Diritto Penale presso l’Università degli studi di Napoli “Parthenope, il Sen. Sergio Rastrelli, Segretario della Seconda Commissione Giustizia e Commissione Parlamentare Antimafia e la Sen. Ada Lopreiato, capogruppo del Movimento 5 Stelle nella Seconda Commissione Giustizia. Il dibattito sarà moderato dal Presidente della Sezione AIGA Napoli Avv. Alessio Nunziante e dalla Vicepresidente Avv. Vittoria Chiacchio. L’iniziativa si propone di offrire al pubblico un’occasione qualificata di approfondimento e di dialogo su una riforma di particolare rilievo, destinata a incidere in modo significativo sull’assetto costituzionale e sull’amministrazione della giustizia nel nostro Paese

Pd esce dalla maggioranza in Municipalità, Marino riapre il dialogo

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II Municipalità – Marino apre al dialogo con il PD: “Responsabilità e unità per il finale di mandato”
In seguito alla decisione del Partito Democratico della II Municipalità di Napoli di uscire dalla maggioranza e collocarsi all’opposizione, il Presidente della Municipalità, Roberto Marino, interviene con l’obiettivo di rilanciare il dialogo politico e istituzionale in una fase decisiva del mandato.
«Il Partito Democratico è una forza fondamentale per questa Municipalità – dichiara Marino – e lo è ancora di più oggi, in una fase di fine mandato che richiede responsabilità, visione e capacità di stare insieme. Non parliamo di un interlocutore qualsiasi, ma del principale partito di opposizione al governo di Giorgia Meloni, pilastro di quell’area riformista che governa Napoli, la Città Metropolitana e la Regione Campania». Il Presidente richiama il valore politico dell’esperienza del campo largo: «Napoli e la Campania sono state, e continuano a essere, un laboratorio politico importante, dove forze diverse hanno saputo camminare insieme su un progetto comune. Credo che quello spirito debba essere recuperato anche nella II Municipalità, soprattutto adesso». Marino ribadisce che, nel corso del mandato, non è mai venuta meno la disponibilità al confronto: «Da parte mia non c’è mai stata chiusura, né sul piano politico né su quello istituzionale. Al contrario, penso che questo sia il momento giusto per rimettersi in dialogo e provare a costruire, insieme al PD, un percorso di fine mandato serio, credibile e utile per il territorio».
«Abbiamo ancora la possibilità – conclude – di lavorare su obiettivi condivisi e su progetti concreti. Farlo insieme non è solo una scelta politica, ma un dovere nei confronti dei cittadini, che ci chiedono stabilità, coerenza e capacità di governo fino all’ultimo giorno». La Presidenza conferma quindi la piena disponibilità a riaprire un confronto con il Partito Democratico e con tutte le forze riformiste, nella convinzione che solo attraverso il dialogo e la collaborazione sia possibile garantire continuità amministrativa e rispetto del mandato ricevuto.

Portici verso il voto, il campo progressista si divide: si aprono nuovi spazi

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A Portici, mentre nel campo progressista si consuma l’ennesima resa dei conti interna, lo sguardo di una parte dell’elettorato inizia lentamente a spostarsi altrove, non tanto per convinzione quanto per una diffusa stanchezza. Se è vero che a sinistra il confronto politico dovrebbe rappresentare un elemento fisiologico e vitale, è altrettanto evidente come, negli ultimi mesi, esso si sia trasformato in una guerra di posizionamento che finisce per logorare anche chi osserva dall’esterno.
Il centrosinistra locale appare così lacerato e incapace di costruire una sintesi credibile, pur rivendicando la necessità di tenere insieme i diversi pezzi della coalizione. In questo contesto, il Partito Democratico cittadino, nonostante richiami a coalizione e inclusività, sembra muoversi lungo il solco della continuità e di una persistente egemonia, producendo l’effetto opposto: un progressivo isolamento accompagnato da fratture che emergono con sempre maggiore evidenza. Il Movimento 5 Stelle, da anni oggetto di attacchi politici e personali, torna nel mirino dopo l’ipotesi di campo largo avanzata a livello territoriale. Tuttavia, il nodo non riguarda soltanto il merito della proposta. A colpire è soprattutto la contraddizione di una conflittualità che a Portici appare insanabile e che, al contrario, si dissolve quando il confronto si sposta sul piano regionale, dove le stesse forze condividono responsabilità di governo. Una discrasia che alimenta più di una perplessità tra cittadini e osservatori. Le fratture, peraltro, non si esauriscono qui. Mentre si discute di alleanze e perimetri politici, anche all’interno dell’area riformista il clima si fa teso. Casa Riformista sembra orientata a sostenere Farroni come candidato sindaco e, nel rivendicare autonomia e discontinuità, accusa il PD locale di essersi arroccato, riducendo il campo largo a un accrocchio di liste pseudo civiche funzionali esclusivamente alla conservazione del potere. Una critica dura che, al di là dei toni, intercetta un malessere più ampio che attraversa l’intero fronte progressista. A rendere il quadro ancora più sfumato interviene Europa Verde che, dopo la riunione del 12 gennaio, ha precisato come la propria presenza fosse esclusivamente conoscitiva, smentendo l’esistenza di accordi già definiti e confermando, di fatto, quanto il cantiere politico resti tutt’altro che chiuso. È in questo intreccio di conflitti, tentativi di egemonia e alleanze incerte che si affaccia, quasi per riflesso, l’idea di un’alternativa possibile. Non perché il centrodestra abbia finora dimostrato una forza strutturata a Portici, dove alle ultime consultazioni è apparso debole, se non addirittura assente e mal rappresentato, ma perché il vuoto di visione che si apre a sinistra rischia di trasformarsi in uno spazio contendibile. L’auspicio, espresso da una parte dell’opinione pubblica e amplificato dal cosiddetto popolo dei social, è che la coalizione di Governo nazionale sappia interpretare questa domanda di discontinuità. Tuttavia, è diffusa la consapevolezza che non bastino simboli o rendite di posizione: servono volti nuovi, candidature credibili, lontane anni luce dall’ex sindaco e capaci di rompere con una nomenklatura percepita come autoreferenziale. Politiche sociali, viabilità e un lungomare finalmente ridisegnato restano, del resto, le vere priorità indicate dai cittadini. Qualche esponente regionale ha iniziato a mettere in discussione ruoli e assetti consolidati, ma il segnale, da solo, non appare sufficiente. Per essere realmente alternativi occorrono prese di distanza nette, programmi radicalmente nuovi e una proposta politica che vada oltre le formule emergenziali o le alleanze di “salute pubblica”, che faticano a scaldare e a convincere. In definitiva, se il centrosinistra continuerà a implodere senza trovare una sintesi credibile e il centrodestra non saprà cogliere fino in fondo questa occasione, lo spazio politico resterà aperto, ma non lo sarà indefinitamente.

Brusciano, colpo allo spaccio nel rione Impastato: 2 arresti per droga

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    Nuovo intervento delle forze dell’ordine a Brusciano contro il traffico di sostanze stupefacenti. I carabinieri della stazione locale hanno arrestato due persone sorprese mentre cedevano droga all’interno del rione Peppino Impastato, un’area da tempo considerata strategica per lo spaccio nell’hinterland vesuviano. L’operazione è scattata al termine di un’attività di osservazione mirata condotta dai militari. I due soggetti sono stati bloccati in flagranza di reato mentre erano impegnati nella vendita di dosi di stupefacente, pronte per essere immesse sul mercato locale. Durante le perquisizioni, i carabinieri hanno rinvenuto numerosi involucri contenenti droga già suddivisa per la cessione, oltre a una somma di denaro in contanti ritenuta compatibile con l’attività di spaccio svolta. Il materiale sequestrato confermerebbe l’operatività della piazza di spaccio, nonostante i precedenti interventi repressivi messi in campo negli ultimi mesi. Il rione Impastato, infatti, era già stato interessato da arresti e controlli che avevano portato allo smantellamento di gruppi criminali storici. Tuttavia, secondo gli investigatori, una parte del sistema sarebbe riuscita a riorganizzarsi, tentando di riprendere le attività illecite subito dopo le precedenti operazioni. I due arrestati sono stati trasferiti in carcere e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. L’operazione rientra in un più ampio piano di controllo del territorio che mira a contrastare in maniera costante e capillare il fenomeno dello spaccio, soprattutto nei quartieri più esposti al rischio criminale. Un segnale chiaro, quello lanciato dai carabinieri, che conferma l’attenzione alta sul territorio e la volontà di non lasciare spazi di manovra a chi tenta di ricostruire reti di vendita della droga.

Pomigliano, polizia municipale: il caso Maiello arriva al Quirinale dopo lettera di Ancupm

  Nomine e polemiche a Pomigliano: Ancupm chiama in causa il Presidente Mattarella   La vicenda che da mesi anima il dibattito istituzionale a Pomigliano d’Arco compie un ulteriore salto di livello e approda direttamente al Quirinale. Come riportato da Il Roma, l’associazione nazionale dei comandanti e ufficiali della polizia municipale (Ancupm) ha formalmente scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per segnalare presunte irregolarità nella gestione del comando dei vigili urbani cittadini. La vicenda relativa alla guida della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco assume contorni sempre più istituzionali quindi dopo l’intervento formale dell’Associazione nazionale di rappresentanza della Polizia Locale, che ha trasmesso una diffida e messa in mora agli enti competenti, chiedendo il rispetto rigoroso delle norme sull’accesso alla dirigenza pubblica. Nella lunga e articolata nota, l’Associazione richiama con forza i principi di legalità, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa, evidenziando come il posto di Dirigente-Comandante della Polizia Locale debba essere coperto esclusivamente da soggetti in possesso di titolo concorsuale e qualifica dirigenziale, come previsto dalla normativa vigente e dalla giurisprudenza amministrativa. Secondo quanto riportato nel documento, il Comune non avrebbe dato piena esecuzione a precedenti pronunce del TAR Campania che riconoscono la titolarità del posto a un dirigente vincitore di concorso pubblico. In particolare, l’Associazione sottolinea che il posto non risulta vacante e che qualsiasi tentativo di copertura tramite strumenti alternativi – come l’utilizzo di personale militare collocato in ausiliaria – configurerebbe una elusione del giudicato amministrativo e una violazione delle regole sull’accesso alla dirigenza. La lettera entra nel merito anche dell’istituto dell’ausiliaria, ritenuto non percorribile giuridicamente per incarichi apicali negli enti locali, soprattutto in presenza di un dirigente titolare del diritto pieno, attuale e non comprimibile alla copertura del ruolo. Un eventuale utilizzo improprio di tale strumento, si legge, esporrebbe l’amministrazione a profili di responsabilità amministrativa, contabile ed erariale. In questo contesto si inserisce la posizione del dirigente Luigi Maiello, che emerge non come protagonista di uno scontro personale, ma come soggetto titolare di una posizione giuridica riconosciuta e tutelata dall’ordinamento. La stessa Associazione chiarisce che l’azione intrapresa è finalizzata anche a evitare che il dirigente venga coinvolto, suo malgrado, in procedure potenzialmente illegittime o prive di copertura normativa. La diffida si conclude con un avvertimento chiaro: in assenza di un immediato ripristino della legalità, l’Associazione è pronta ad attivare ogni strumento giurisdizionale, comprese segnalazioni alla Corte dei Conti e richieste di intervento agli organi di vigilanza. Un passaggio che rafforza il carattere preventivo e garantista dell’iniziativa, volta a tutelare non singoli interessi, ma il corretto funzionamento delle istituzioni.

Scienza, alimentazione e prevenzione: al De’ Medici la presentazione del libro “Il Digiuno su Misura”

    La professoressa Annamaria Colao incontra studenti e cittadini per parlare di salute e benessere con un approccio scientifico e personalizzato Ottaviano si prepara ad accogliere un appuntamento di alto profilo scientifico e culturale. Mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 11:00, nella cornice istituzionale dell’ISIS “De’ Medici”, si terrà la presentazione del libro “Il Digiuno su Misura” della professoressa Annamaria Colao, edito da Sonzogno. L’iniziativa è promossa dall’Associazione culturale Dies Artis Semper in collaborazione con l’istituto scolastico ospitante. L’incontro nasce con l’obiettivo di approfondire un tema di grande attualità: il digiuno come strumento di prevenzione, salute e longevità, affrontato però lontano da mode e improvvisazioni. Nel suo saggio, la professoressa Colao – endocrinologa di fama internazionale, titolare della Cattedra UNESCO per l’Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile e vicepresidente del Consiglio Superiore della Sanità – propone un approccio rigoroso, scientifico e “su misura”, fondato sulla personalizzazione e sulla consapevolezza. Il programma dell’evento prevede i saluti istituzionali dell’ingegner Vincenzo Falco, dirigente scolastico dell’ISIS De’ Medici, del dottor Roberto Esposito, commissario prefettizio del Comune di Ottaviano, e della professoressa Rosa Carillo Ambrosio, presidente dell’Associazione Dies Artis Semper, da anni impegnata nella promozione della cultura e dei valori costituzionali sul territorio. I lavori saranno introdotti dal professor Giovanni Esposito, cardiologo di rilievo nazionale, preside della Facoltà di Medicina dell’Università Federico II di Napoli e membro del Consiglio Superiore della Sanità. A coordinare l’incontro sarà la dottoressa Katerina Detoraki, immuno-allergologa dell’Azienda Ospedaliera Federico II. Previsti anche gli interventi del dottor Michele Falco, medico specializzando in gastroenterologia, del dottor Felice Picariello, ricercatore scientifico della Cattedra UNESCO della Federico II, della dottoressa Marcella Pesce, ricercatrice in gastroenterologia presso la stessa università, e della professoressa Simona Bencivenga, docente di Scienze degli Alimenti dell’ISIS De’ Medici. Le conclusioni saranno affidate all’autrice del volume, la professoressa Annamaria Colao. Al termine della presentazione è previsto un dibattito aperto con studenti e pubblico, occasione di confronto sui temi della corretta alimentazione, della prevenzione delle patologie croniche e della sostenibilità ambientale. Un momento di dialogo che conferma la scuola come luogo di formazione, ma anche di incontro tra sapere scientifico e comunità. Un evento che rafforza il ruolo di Ottaviano come spazio di confronto culturale e scientifico, capace di mettere al centro la salute e il benessere delle nuove generazioni.

Banda dei furti ai “pezzi grossi”, ricercato preso al ritorno dall’Albania

 

È stato fermato all’Aeroporto di Capodichino, appena atterrato da Tirana, Salvatore Autiero, 43 anni, considerato uno degli elementi chiave delle bande specializzate nei furti in abitazione tra Campania e Lazio. A eseguire l’arresto sono stati i Carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli.

Autiero era riuscito a far perdere le proprie tracce durante il maxi blitz del 13 gennaio scorso, che aveva portato all’esecuzione di numerose misure cautelari nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di una lunga sequenza di furti, molti dei quali avvenuti in abitazioni riconducibili a personaggi noti.

Secondo le indagini, la banda avrebbe agito con estrema professionalità, pianificando sopralluoghi sia di giorno che di notte. Le province campane risultano tra le più colpite, ma l’attività criminale si sarebbe estesa anche al Lazio. In particolare, gli investigatori hanno ricostruito diversi controlli preliminari effettuati a Roma e a Fregene, dove erano state prese in considerazione ville di alto profilo.

Alcuni obiettivi, tra cui residenze riconducibili a famiglie di rilievo nazionale, non sarebbero però stati colpiti a causa dei sofisticati sistemi di sicurezza ritenuti difficili da superare. Gli atti giudiziari descrivono gli indagati come soggetti privi di scrupoli, determinati a portare a termine i colpi anche in contesti complessi.

Nell’ordinanza del gip Dario Berrino del Tribunale di Napoli Nord si sottolinea come la custodia cautelare in carcere rappresenti l’unica misura efficace per fermare un’attività criminale considerata seriale e altamente pericolosa.

Con l’arresto di Autiero, il cerchio si stringe definitivamente attorno alle bande dei furti che negli ultimi mesi avevano alimentato forte preoccupazione anche nel capoluogo partenopeo.