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Tavola imbandita con pastiere e casatielli
Tavola imbandita con pastiere e casatielli

La prima tappa di “Girando intorno al Vesuvio/Il Parco Agricolo”, organizzato da “Cittadini per il Parco”, schiude ai visitatori lo scrigno del tesoro sotto casa. A Massa di Somma aprono per loro Casabarone, Masseria Rendita e Masseria Cortiello.

Finalmente la primavera è giunta e con lei arriva la voglia di uscire e di riappropriarsi del Territorio. Cittadini per il Parco, il movimento civico sensibile a questa tematica, coglie l’occasione per portare alla conoscenza di tutti, i meravigliosi luoghi e sapori, nonché le fondamentali sapienze, del Vesuviano.

Campi arati di Mass. Rendita
Campi arati di Mass. Rendita

Questa volta si parte da Massa di Somma, presso la tenuta Casabarone, dove si sono incontrati il meglio della panificazione locale mostrando la ricchezza e la varietà della loro produzione, quella che solo la nostra Terra può offrire. In questo contesto, i forni del Vesuviano, rappresentati dal presidente dell’Associazione Provinciale Liberi Panificatori Napoletani, Giuseppe Pappacena, e da Antonio Ruggiero, dell’omonimo panificio, hanno dato il loro apporto, di presenza e prodotti; ma anche altri, come la famosissima pasticceria Angela di san Sebastiano o l’arcinota Libera Feola, contadina alternativa di Somma e portatrice di antiche ricette e di antichi sapori, hanno dato sfoggio di come tradizione e innovazione, quando i prodotti sono buoni, vadano perfettamente a braccetto. Lo stesso vale per Francesco Manzo con le sue ottime fave che hanno accompagnato i presenti nelle degustazioni.

Gruppo in visita presso Mass. Cortiello
Gruppo in visita presso Mass. Cortiello

In particolare ci ha stupito l’assortimento portato da Don Ciro Scarpato della Pasticceria Angela, il quale ha saputo coniugare in tutti i modi possibili la pastiera e il casatiello. Pizze chiene, tuortane, pastiere di riso e casatielle doce. Don Ciro non è nuovo nelle sue battaglie per l’utilizzo di ingredienti sani e soprattutto per l’uso ormai in abbandono del lievito madre, ‘o criscito del nostro pane e delle altre nostre lavorazioni tradizionali da forno.

Prodotti tipici esposti presso Casabarone
Prodotti tipici esposti presso Casabarone

Una navetta, messa a disposizione dell’amministrazione Massese, come prima tappa ha condotto gli intervenuti a Masseria Rendita, dove hanno potuto osservare la piantumazione del pomodorino, quello che comporrà poi piennolo, ‘a ceppa per noi indigeni. Si è potuto apprezzare il sistema di aratura e sistemazione dei campi e lo sforzo dell’azienda nel mantenersi entro i limiti della coltivazione biologica. Dopo una breve visita al rudere della masseria, egregiamente guidata da Alessandro Manna, ci si è recati, sempre per mezzo della navetta, presso l’inaspettata Masseria rendita.

Elemento originario dell'antica struttura di Mass. Cortiello
Elemento originario dell’antica struttura di Mass. Cortiello

Qui anche apriamo una parentesi per l’interesse che ha suscitato il luogo. Infatti, la masseria, ormai assediata dai nuovi fabbricati, tra le muraglie di cemento che arginano quei palazzoni anonimi che la circondano, è una vera e propria oasi di verde e cultura contadina sconosciuta ai più; ma soprattutto non si conosceva la ricchezza del suo interno, impreziosito dalla splendida cantina e dai depositi di lava che hanno inglobato le strutture delle abitazioni. Infatti, come si è potuto osservare, guidati dai validi Antonio Romano e Antonio Tammaro, la lava, cosa alquanto singolare, è entrata, durante l’eruzione del 1855, nella struttura, coprendo alcuni solai e abbattendoli, come una struttura “a perdere” e sostituendoli letteralmente.

Il ponte borbonico che conduce a Casabarone
Il ponte borbonico che conduce a Casabarone

Il ritorno a Casabarone ha degnamente concluso la giornata, dopo le visite alla tenuta, ci si è riuniti in un frutteto costituito in prevalenza da cotogni in fiore, attorniati da una natura rigogliosa, e dove la gente comune e persone di rilievo nell’ambito politico regionale, complice un bicchiere di buon Catalanesca, hanno dialogato, hanno mangiato e tutti allo stesso livello, goduto di quel buono e di quel bello che la nostra Terra ci può ancora offrire.