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Premessa: quella che è accaduto lo scorso venerdì a Milano è stata una vera tragedia. Tre persone sono morte, altre due ferite ed è stato violato un posto che mai dovrebbe dare l’idea di essere così facilmente permeabile.

Premessa numero 2: vecchia è la storiella che entrare nei tribunali è facile facile. In passato diversi programmi tv dediti allo “sgup” hanno dimostrato quanto sia fragile il sistema di sicurezza dei palazzi di giustizia italiana e dopo i fatti di Milano anche i cronisti de Il Mattino sono entrati a Napoli e Torre Annunziata senza troppi problemi.

La somma delle due premesse serie, però, è diventata una farsa: questa mattina al palazzo di giustizia napoletano, al Centro direzionale di Napoli, le file per entrare era degne dei saldi di fine stagione dei tempi belli di una volta, quando la crisi non c’era e spendere era un must. Colpa del fatto che, per la prima volta, agli avvocati è toccato passare per il metal detector. L’eccezione, insomma, è diventata regola. Ed è subito scattato il caos. A scorrere la fila degli avvocati, i commenti si sprecano: “Va a finire che domani devo svegliarmi alle cinque”, dice uno. “Ma no, vedrai che i giudici capiranno e cominceremo ad organizzarci diversamente”. Tutti, però, sono piuttosto infastiditi dalla nuova situazione anche perché, improvvisamente, sono diventati quasi un’attrazione: c’è chi scatta le foto, chi i video e chi si mette a distribuire i volantini con il menù del giorno e le offerte dei negozi.

Va anche detto, però, che le file di oggi hanno avuto il merito di rendere un poco più vivace la giornata in uno dei posti più tristi di Napoli, il Centro direzionale, appunto. Ecco, avvocati, mettetela così: è stata una giornata particolare. Ci può stare, direbbe mister Rafa