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“I campioni della sostanza sospetta da analizzare non sono stati sigillati per cui sono a rischio manomissione. Inoltre le analisi non hanno seguito la procedura di legge”.

E’ l’accusa che gli ambientalisti di Acerra rivolgono, attraverso una denuncia spedita in Procura, ai responsabili dell’Arpac che stanno indagando sulla vicenda del presunto finto compost sparso fino a qualche giorno fa sui terreni coltivati dell’agro acerrano, una sostanza prodotta da un impianto di compostaggio di Giugliano. A questo punto si fa più intricata questa storia, esplosa con un video di Fanpage, un filmato registrato dai droni fatti volare sui camion di una ditta del posto, immortalati mentre sversavano il contestato “fertilizzante”. Intanto, mentre devono essere ancora resi i noti i risultati delle analisi, gli ambientalisti attaccano l’Agenzia regionale per l’ambiente della Campania, l’ente che ha effettuato i prelievi allo scopo di verificare se il “fertilizzante” scaricato negli appezzamenti di località Calabricito e Lenza Schiavone, in parte sequestrati dai carabinieri forestali, sia effettivamente finto compost, cioè una mescola zeppa di rifiuti, o se sia concime artificiale in perfetta regola. Gli ecologisti della zona l’altro giorno hanno infatti denunciato l’Agenzia in Procura e anche presso le forze dell’ordine. Sostengono che i suoi tecnici abbiano commesso una serie di “palesi irregolarità” durante il prelievo dei campioni dai campi. “I campioni del finto compost non sono stati sigillati, come invece prevede la legge”, ribadiscono gli ambientalisti, che poi elencano tutta una serie di altre presunte irregolarità. < C’è il rischio che tutto ciò possa invalidare gli esiti analitici >, avverte Alessandro Cannavacciuolo, leader ambientalista dell’agro acerrano. < L’attrezzo utilizzato per i prelievi – si scrive nella denuncia – non è stato sottoposto a procedura di decontaminazione per ogni singolo campione e non sono stati elaborati sul posto i campioni derivanti dalla miscelazione di ogni singolo prelievo. Inoltre non è stata fatta la setacciatura del terreno >. Ma ci sono altri punti oscuri. < I tecnici competenti in materia siamo noi >, hanno però risposto gli operatori dell’Arpac agli ambientalisti, mentre sondavano i terreni. Tecnici che evidentemente non hanno voluto accettare i consigli degli ecologisti. Gli ambientalisti prima di chiedere e ottenere l’intervento personale del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e dei carabinieri forestali avevano anche fatto fare a loro spese le analisi del compost in un laboratorio privato accreditato. E in base ai risultati di queste analisi private è emerso che la sostanza scaricata su ettari di campo nella zona a nord di Acerra non sarebbe nient’altro che una mescolanza di rifiuti di ogni sorta: vetri, metalli, plastiche, idrocarburi. Ma per sancire l’effettiva illegalità e pericolosità della sostanza sospetta è comunque necessario il responso degli organismi scientifici dello Stato, Arpac in testa appunto. < Le plastiche, i metalli, il pezzame, le siringhe e i vetri nel finto compost sono stati visti da tutti, fotografati e filmati – si sostiene nella denuncia – quindi se l’Arpac non ne rileva la presenza ciò fa alimentare sospetti >.

 

lo scarico di finto compost sui terreni agricoli di acerra
lo scarico di finto compost sui terreni agricoli di acerra
ecco come si presentano i terreni coltivati dopo lo scarico di finto compost, a chiazze