Inizia domani l’esame di Maturità 2024 con la prima prova di italiano. Per l’occasione, la consigliera metropolitana delegata alla programmazione e all’edilizia scolastica per Napoli e l’area nord della città metropolitana di Napoli, Marianna Salierno, lancia un messaggio di auguri agli studenti.
Domani, 19 giugno, circa 40630 studenti delle scuole superiori di Napoli e provincia affronteranno l’esame di Maturità 2024. Per la prima prova di italiano, i ragazzi dovranno scegliere tra 7 tracce divise in tre tipologie: analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità. Il giorno successivo sarà la volta della seconda prova scritta di indirizzo, con le materie che caratterizzano il corso di studi (greco al classico, matematica allo scientifico), ed infine, ci sarà il colloquio.
Per l’occasione la consigliera metropolitana delegata alla programmazione e all’edilizia scolastica per Napoli e l’area nord della città metropolitana di Napoli, Marianna Salierno lancia un messaggio ai ragazzi: «A voi studenti dei licei, degli istituti tecnici e professionali di Napoli e provincia che vi state apprestando a superare il primo importante traguardo della vostra vita non posso che augurare tutto il bene del mondo e un futuro radioso. Sono convinta che i vostri sacrifici e il vostro lavoro saranno ripagati come meritate e che, grazie ai vostri docenti, ai vostri genitori e, ovviamente, a voi stessi, saprete scegliere il percorso migliore e più adeguato alle vostre aspettative».
Questo rito di passaggio è vissuto sempre con forte tensione, avvertita anche in chi ha già affrontato l’esame; in questo modo si crea un senso di comunità che va oltre ogni generazione.
Purtroppo, non possiamo negare che in una società come quella attuale, che ci vuole sempre performanti, che spesso non ci dà possibilità di errore e che pregiudica anche le nostre scelte, i giovani si trovano a dover soddisfare aspettative inculcate da “altri”. Tutto ciò amplifica lo stress e l’ansia che gli studenti vivono in questa loro fase.
Pertanto, l’augurio che diamo agli studenti è di considerare l’errore come un’opportunità di crescita e ad essere flessibili e inclini alle tempeste.
Ci vogliono querce, quando dovremmo imparare ad essere betulle!



