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Dopo l’occupazione del liceo, il corteo ad Acerra: «Basta biocidio» (foto)

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Gli studenti delle scuole superiori della città dell’inceneritore non demordono

Oggi pomeriggio sono scesi in piazza come avevano promesso gli studenti del liceo Alfonso Maria de’ Liguori, che avevano occupato lunedi la loro scuola per protestare contro l’inquinamento e la mortalità per cancro che affliggono il territorio ormai da troppo tempo. Il corteo contro il biocidio è partito intorno alle 15 da piazza Duomo, davanti alla cattedrale di Acerra, per poi allungarsi sulle strade del centro storico e in periferia. Alla manifestazione hanno partecipato anche gli studenti del liceo Munari. «Chi inquina deve pagare: no all’inceneritore», la frase scritta a caratteri colorati sullo striscione posto dai ragazzi in testa al corteo. «Ci avete ucciso la salute», «Non dobbiamo morire di mal’aria», le altre parole scritte sui cartelli impugnati dai giovani manifestanti. C’erano però anche gli adulti. Erano concentrati dietro lo striscione del Comitato No Quarta Linea, sorto nel settembre dello scorso anno subito dopo la notizia che la Regione aveva approvato un emendamento destinato al progetto di realizzazione della quarta linea di smaltimento dei rifiuti all’interno dell’inceneritore.

La Tensione

C’è sempre tensione ad Acerra attorno alla delicata questione della difesa dell’ambiente e della salute. Gli studenti che avevano occupato il liceo de’ Liguori hanno sciolto l’occupazione giovedi sera non senza polemiche all’indirizzo de loro preside, che martedi si era recato in commissariato a denunciare la protesta dei ragazzi. C’è comunque acredine tra gli ambientalisti e le istituzioni più in generale. Un solco profondo è stato scavato finora tra la società civile della gente comune e la politica che conta. Nella Terra dei Fuochi si implorano da anni bonifiche che non sono mai arrivate e controlli adeguati agli scarichi in atmosfera, nei terreni e nelle acque. Ma le rivendicazioni puntano anche sulla necessità di avere una sanità territoriale in grado di fronteggiare l’emergenza delle malattie attribuibili a un ambiente malsano.

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