Benvenuti al quarto appuntamento di “Riavvolgi il futuro”. Se oggi l’intelligenza artificiale manipola pixel invisibili, c’è stato un momento della storia in cui l’immagine era una questione di polpastrelli sporchi e di luce intrappolata fisicamente nel nitrato d’argento. Per comprendere la direzione verso cui ci sta spingendo l’algoritmo, dobbiamo fare un passo indietro fino alla fine dell’800.
Il cinema fu inventato intorno all’ultimo decennio dell’800, in seguito alla rivoluzione industriale. Non solo divenne una grande industria ma anche una nuova forma di intrattenimento. Nel 1832 Joseph Plateau, e Simon Van Stampfer, inventarono indipendentemente l’uno dall’ altro, il fenachistoscopio. A sua volta lo zootropio, nel 1833 da William George Horner, conteneva una serie di disegni su una striscia di carta dentro un cilindro rotante.
Ma un requisito tecnologico ritenuto molto importante per la nascita del cinema era la possibilità di proiettare immagini rapide su una superficie. Ad esempio a partire dal XVII secolo intrattenitori ed educatori avevano usato lanterne magiche per proiettare lastre di vetro, ma senza mettere in successioni velocemente le diverse immagini.
Un terzo requisito fondamentale fu l’utilizzo della fotografia, per riprendere immagini una dopo l’altra su una superficie chiara. Il tempo di esposizione doveva essere abbastanza breve in modo da poter scattare all’incirca sedici/ più fotogrammi al secondo.
Nel 1839 William Henry Talbot introdusse i negativi sulla carta, così divenne possibile stampare immagini fotografiche su lastre di vetro per lanterne e proiettarle, ma comunque fino al 1878 non fu possibile ridurre i tempi di esposizione.
In quarto luogo, inoltre, il cinema richiede che le immagini, nonché le fotografie venissero impresse su una base “flessibile” in modo da poter scorrere molto più rapidamente attraverso una macchina da presa.
Così nel 1888 George Eastman, ideò un congegno chiamato Kodak, che impressionava rulli di carta sensibile. Pertanto l’anno dopo Eastman incorporò il rullo di celluloide trasparente; inizialmente la pellicola fu progettata per le macchine fotografiche, ma altri la usarono lo stesso per la ripresa e la proiezione di film.
Infine diversi ricercatori escogitarono un meccanismo a intermittenza per le macchine da presa e ai proiettori. Il meccanismo utilizzava una striscia di pellicola il cui scorrimento ininterrotto avrebbe generato una confusione di immagini. Infatti bisognava arrestare in continuazione il rullo per consentire un’esposizione di una frazione di secondo e coprirlo con un otturatore fino a quando il fotogramma successivo non fosse arrivato in posizione.
Questi meccanismi erano composti in un ingranaggio con fessure o tacche distanziate al bordo. Ad esempio la macchina per cucire, inventata nel 1846, interrompeva il tessuto molte volte al secondo per consentire all’ago di traforare.
Bene cari cinefili/cinefile , se siete giunti fin qui vi attendo al prossimo appuntamento dove parleremo di… ops no spoiler ;^) .
A presto!!!



