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Da “Summarte” in mostra le opere dello scultore Ugo Cordasco.

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Nelle raffinate sculture di Cordasco c’è il segno di un “minimalismo” che possiamo definire “metafisico”, perché pone al centro della sua estetica il valore assoluto dello spazio.

Dal 3 a 7 dicembre gli spazi di “Summarte” ospitano le opere dello scultore Ugo Cordasco, in una mostra che si intitola “Scheletri”. L’artista si ispira alla “Minimal Art”, e più specificamente, al gruppo di artisti, Robert Morris, Richard Serra, Bruce Neuman e Donald Judd, che continuarono a chiamare il movimento con uno dei suoi primi nomi, Primary Structures (Strutture Primarie). Gli scultori “minimalisti” si propongono di difendere l’ Assoluto dell’Idea dalle contaminazioni con elementi psicologici, narrativi, descrittivi: essi mirano a definire, come disse Carl Andre, “ non le sculture come spazi, ma gli spazi come sculture”, e ad affidare alle forme geometriche e ai materiali impiegati il compito di “rappresentare” il Razionalismo nella rumorosa battaglia che la “Minimal Art” conduce contro la Pop Art. Ma Ugo Cordasco ha dato alla sua mostra un nome, “Scheletri”, che porta in sé connotazioni particolari: sarà interessante verificare, contemplando le opere esposte, a quale punto sia la riflessione sulla “metafisica “ dello spazio che l’artista conduce da anni e che conferisce coerenza concettuale e formale alla sua produzione.