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Coop fugge da Napoli: esplode la vertenza. Domani gli iper di Afragola e Quarto chiusi per sciopero. Serrata alle 10

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L’ultima serrata degli Ipercoop di Quarto e Afragola risale all’8 dicembre dell’anno scorso, giorno dell’Imacolata, quando voci circa la probabile cessione dei due ipermercati a un gruppo calabarese fece scatenare l’immediata reazione degli oltre 300 addetti dei due impianti napoletani: sciopero bianco e conseguente serrata. Ma domani si riaccenderà una nuova lotta. Domani ci sarà un’altra serrata negli Ipercoop di Afragola e Quarto: negozi chiusi dalle 10 del mattino fino al termine della giornata. Lo sciopero è stato proclamato dalle segreterie di  Filcams Cgil e Fisascat Cisl. I lavoratori formeranno presidi davanti agli ingressi dei centri commerciali e davanti alla sede di Confcommercio Napoli, dove è previsto il secondo esame congiunto tra azienda e sindacati per la cessione in franchising di queste enormi strutture della grande distribuzione. La situazione infatti stavolta sembra proprio essere precipitata. La emiliana Coop Alleanza 3.0, che attraverso una sua controllata aveva rilevato i due ipermercati, ha da tempo annunciato che lascerà per sempre Napoli e la Campania. Vuole cedere entrambi gli iper a una coppia di manager locali che già hanno avuto esperienze di lavoro all’interno della ormai ex catena partenopea di Coop, catena che un tempo nella regione contava tre ipermercati (Afragola, Quarto e Avellino) e due megastore (Napoli Arenaccia e Santa Maria Capua Vetere). Ma alla fine in mano a Coop sono rimasti solo Quarto e Afragola. E ancora per poco. Gli emiliani e la società subentrante hanno infatti annunciato che la cessione avverrà entro il prossimo 15 luglio. C’è però molta paura sul futuro. I lavoratori parlano di posti di lavoro che salteranno e di salari già magri che saranno falcidiati ulteriormente. Per non parlare dei diritti acquisiti, che con il passaggio dal contratto cooperativo a quello confcommercio sono ora in serio pericolo. A ogni modo il primo esame congiunto tra azienda e sindacati si è tenuto alcuni giorni fa nella sede della Confcommercio di Napoli, in via Medina. Obiettivo dell’incontro: la cessione in franchising degli ipermercati di Quarto e di Afragola. A questo faccia a faccia hanno partecipato le segreterie di categoria di Cgil, Cisl e Uil, le rsa di Afragola a Quarto, Alleanza 3.0, la nuova società “GDM” e il suo consulente. Quest’incontro però non ha avuto alcun esito. Al tavolo la nuova azienda, la GMD appunto, secondo quanto riferiscono i sindacati, non ha presentato nessun piano industriale o di sviluppo dettagliato. < E la nostra cara Coop – fa sapere una lavoratrice – ha fatto spallucce e si è trincerata dietro un assordante silenzio >. L’ incontro è stato quindi rinviato alla mattinata del 4 luglio. Intanto negli ipermercati di Quarto e di Afragola, venerdì, sabato e lunedi scorsi, si sono svolte le assemblee dei lavoratori. < Nel frattempo – aggiunge un’altra lavoratrice – negli ipermercati continua come se niente fosse il fuori tutto sui prodotti alimentari e non alimentari >. Durante l’esame congiunto finito senza esito le organizzazioni sindacali hanno fatto le seguenti proposte: incentivo per chi vuole andare via 2; trasferimenti in altre sedi Coop fuori regione; fitto di ramo d’azienda anziché la cessione e quindi mantenimento del contratto cooperativo con tutte le sue tutele; TFR lasciato in azienda, visto che 4 anni fa pur di rimanere in Coop i lavoratori di Afragola hanno ceduto ore, mansioni e scatti di anzianità e anche se in base all’articolo 47 della legge 428 del 1990 sul trasferimento di azienda questa richiesta non potrebbe essere soddisfatta. < La Coop abbandona la Campania, tutela il marchio ma non i dipendenti > – concludono i lavoratori – < ecco perché siamo costretti a lottare di nuovo >. Ma ci sono da registrare divisioni sindacali. Lo sciopero di oggi è stato proclamato da Filcams Cgil e Fisascat Cisl. La Uiltucs Uil, siccome al momento non considera opportuna l’astensione, ha decisio di tirarsi indietro. Comunque serpeggiano voci insistenti secondo cui  molti lavoratori iscritti alla Uiltucs sciopereranno lo stesso.