Il ruolo della trasparenza e il gioco della comunicazione, in attesa della prossima conferenza stampa della BCE.
La comunicazione è un “coordination game”: ciò che l’emittente dice è tanto importante quanto ciò che il ricevente percepisce e capisce.
Nel caso della Banca Centrale Europea la trasparenza, come caratteristica della comunicazione, non è solo un fine, ma anche un mezzo.
La trasparenza porta con se la fiducia verso le istituzioni, che a sua volta rende l’azione delle stesse più efficaci.
Il mandato della BCE è la stabilità dei prezzi, mantenere il tasso d’inflazione prossimo ma inferiore al 2%, nel medio-lungo termine. Lo strumento della BCE sono i cosiddetti “tassi-chiave di interesse” i quali, tramite un processo di trasmissione, vanno ad influenzare i prezzi dei beni domestici e della importazioni e, quindi, il tasso di inflazione. Affinché questo meccanismo funzioni la BCE ha bisogno che le aspettative dei mercati e degli investitori siano omogenee e stabili.
Ecco come la trasparenza e la chiarezza della comunicazione appaiono come degli elementi imprescindibili, affinché il messaggio sia recepito da tutti gli interlocutori, allo stesso modo.
La conferenza stampa della BCE – che segue ogni riunione del Consiglio Direttivo, ogni 5 settimane – è un appuntamento molto atteso per gli insiders.
Per capire quanto attiri l’attenzione degli investitori, basta pensare che durante la conferenza di Dicembre, sottolineo durante, l’euro si apprezzava sul dollaro, la capitalizzazione del mercato azionario riduceva e il rendimento dei titoli di stato aumentava (vale a dire che diventavano più rischiosi).
Il motivo? In base alle parole dette nella conferenza precedente, i mercati – quest’entità – si aspettavano cambiamenti più incisivi.
Durante l’ultima conferenza, lo scorso 21 Gennaio, un giornalista ha chiesto a Draghi se fosse preoccupato di una reazione spropositata dei mercati e lo ha invitato, qualora necessario, a spendere qualche parola in merito per evitare che le persone si agitino prima del prossimo incontro, i primi di Marzo.
Il Presidente ha risposto che “la comunicazione è una relazione bidirezionale”, l’eventuale delusione di una parte trova sicuramente colpe da parte dell’altra.
Gli osservatori della BCE utilizzano una “code list” per tradurre ed interpretare i messaggi. Lo scorso mese Draghi ha detto che il rischio di un’ulteriore riduzione dell’inflazione va “strettamente monitorato”; la traduzione è che è “molto probabile che tale rischio si materializzi”. Il Presidente ha anche detto che “Sarà necessario rivedere e possibilmente riconsiderare la nostra linea di politica monetaria, durante la nostra prossima riunione”. La traduzione è che, quasi sicuramente, i tassi d’interesse saranno modificati e i programmi di acquisto di obbligazioni rafforzati.
I riflettori sono già tutti puntati sulla prossima conferenza stampa che si terrà, a Francoforte, il 10 Marzo.



