Il tribunale amministrativo regionale ha per il momento fermato lo sfratto delle famiglie che abitano da anni nella struttura, a cui furono assegnate dallo stesso Comune. La chimera di una casa per i meno abbienti nella città capitale della speculazione edilizia.
Stamattina si sveglieranno senza dover fronteggiare le forze dell’ordine i senzatetto che occupano da anni l’asilo del rione della ricostruzione di Casalnuovo. Questo perché il Tar, il Tribunale amministrativo regionale, ha sospeso l’ordinanza del Comune di dare il via, oggi, allo sgombero forzato della scuola che non è mai entrata in funzione finendo per essere trasformata in un ricovero per indigenti. Nell’ormai lontanissimo 1993 furono gli stessi amministratori comunali ad assegnare questa struttura pubblica ai senzatetto. Un rifugio definito “provvisorio”, in attesa di una sistemazione dignitosa negli “alloggi che avrebbe poi messo a disposizione la municipalità”. Parole scritte nero su bianco, con tanto di firma del sindaco dell’epoca, Franco Terracciano. Parole che però si sono rivelate la solita promessa mancata della politica. E così, dopo trent’anni, l’asilo mai nato è ancora stipato di gente povera e senza casa. Alcuni di loro sono figli e nipoti dei senzatutto che agli inizi degli anni Novanta furono assegnati all’asilo. Sostengono di trovarsi là dentro da sempre, dal primo momento. Altri invece molto probabilmente non possono “vantare” il diritto a stare in quella struttura perché sarebbero sopraggiunti soltanto molto dopo l’assegnazione dei locali, eseguita sul posto tre decenni fa dai politici locali. A ogni modo qualche settimana fa il sindaco, Massimo Pelliccia, ha optato per lo sgombero. “Motivi igienici dettati dalle condizioni in cui versano i locali, come certificato dai servizi sociali del Comune”, ha sostenuto Pelliccia. Comunque il Tar ha sospeso, almeno per il momento, l’intenzione del primo cittadino di Casalnuovo di sgomberare l’asilo stamattina. “Sono in gioco diritti fondamentali quali il diritto alla casa e della dignità del cittadino”, ha sostanzialmente scritto la presidente della quinta sezione del Tar, Maria Abruzzese, nella motivazione della sospensiva. Il Tribunale ha disposto la discussione di merito sullo sfratto nella camera di consiglio del prossimo 22 marzo. “Un primo passo è stato compiuto – spiega l’avvocato Elisa D’Onofrio, legale dei senzatetto dell’asilo che hanno fatto ricorso contro l’ordinanza di sgombero – ma c’è una questione più complessiva. A Casalnuovo a fronte di un notevole patrimonio immobiliare del Comune il problema dei senzatetto, della fame di case, è rimasto irrisolto. E ora vogliono sgomberare dopo che è stato lo stesso Comune, trent’anni fa, a creare questa situazione”. Si sa che sono molte le case abusive acquisite al patrimonio municipale. Il numero esatto non è mai stato reso noto. Gli occupanti abusivi di questi appartamenti dovrebbero versare al comune un’indennità di occupazione. Ma nelle casse municipali finisce ben poco della cifra richiesta. Intanto lo stesso consiglio comunale, tra il 2016 e il 2018, ha approvato due delibere per destinare alcuni dei questi beni ai senzatetto. Provvedimenti a cui non è stato dato seguito.



