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Capodanno, 57 feriti per i botti a Napoli e provincia

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Il bilancio dei feriti per i botti di Capodanno a Napoli e nel suo hinterland si aggrava e conferma, ancora una volta, quanto la notte di San Silvestro continui a essere ad alto rischio. I festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno si sono chiusi con 57 persone costrette a ricorrere alle cure mediche per lesioni provocate da fuochi d’artificio e petardi, un dato in netto peggioramento rispetto allo scorso anno, quando i feriti erano stati 36.

Secondo i numeri forniti dalla Questura di Napoli, la situazione clinica dei pazienti non desta particolare allarme: 41 persone sono già state dimesse, mentre 16 restano in osservazione nei vari presìdi ospedalieri del territorio. Fortunatamente, tra questi non si registrano casi considerati critici. Resta però il peso di un bilancio che coinvolge anche i più giovani.

Nel solo territorio comunale di Napoli, nelle ore successive alla notte di Capodanno si contano 42 feriti, di cui 7 minorenni. Tutti i ragazzi sono stati dimessi dopo le cure del caso. Nei comuni dell’area metropolitana, invece, i feriti sono stati 15, con 4 under 18 coinvolti. Numeri che confermano come l’utilizzo improprio di materiale pirotecnico continui a rappresentare un pericolo concreto, nonostante i divieti e le campagne di prevenzione.

Il quadro partenopeo si inserisce in un contesto nazionale segnato da centinaia di interventi dei vigili del fuoco. Secondo i dati diffusi dall’Ansa, durante la notte di San Silvestro sono state 770 le chiamate per incendi e roghi legati ai festeggiamenti, un dato comunque in calo rispetto alle 882 uscite dello scorso anno. In Campania gli interventi sono stati 69, un numero significativo che riflette l’intensità dei festeggiamenti sul territorio.

A livello nazionale, si segnala anche una vittima: un uomo moldavo di 63 anni, deceduto dopo un grave incidente alla mano avvenuto alla periferia di Roma. Un episodio che riporta l’attenzione sui rischi legati ai botti e sulla necessità di maggiore prudenza, soprattutto nelle grandi città come Napoli, dove la tradizione dei fuochi resta fortemente radicata.

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