Alle ore 10.40 circa, poco prima dell’inizio dei lavori i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, hanno occupato le poltrone riservate alla Giunta e alla presidenza del Consiglio, impedendo l’inizio dei lavori previsti.
“… Sulla vicenda De Luca solo ombre … il Presidente ha mentito consapevolmente e continua ancora a mentire … la legalità non può essere ostaggio dei giochi di potere del partito di maggioranza … chiediamo che venga firmata la nostra mozione di sfiducia al governatore, vogliamo poterne discutere in aula …” (anche se ai 5 Stelle mancano ancora quattro firme per la presentazione ufficiale della mozione, che i consiglieri del centrodestra non hanno voluto sottoscrivere, almeno per il momento), ha dichiarato la capogruppo Valeria Ciarambino.
Nonostante il blocco momentaneo dei lavori, all’invito della presidente D’Amelio i pentastellati hanno consentito il minuto di commemorazione e di vicinanza alla Francia per i tragici lutti di venerdì scorso.
L’altra motivazione a supporto del gesto “che non si era mai visto prima” (commento di uno dei commessi più anziani dell’aula n.d.r.) dei consiglieri del Movimento 5 Stelle è stato l’appoggio ai comitati dell’acqua pubblica, sostenuti da padre Alex Zanotelli, al grido di “acqua pubblica, acqua pubblica”.
In un primo momento la presidente D’Amelio ha sospeso i lavori e ha convocato la conferenza dei capigruppo per prendere decisioni condivise. I grillini chiedevano “democrazia” e la D’Amelio rispondeva invitando la stampa a riprendere: “voglio che la stampa nazionale veda qual è il vostro rispetto per le istituzioni”, nel mentre il governatore De Luca si “ritirava” dietro le quinte dopo una fugace comparsa.
Dopo la conferenza la D’Amelio, in accordo con i capigruppo, ad eccezione della Ciarambino, ha riaperto la seduta chiedendo invano agli occupanti di liberare i banchi della presidenza. Nulla da fare, ed è di nuovo sospensione. Critiche ai grillini che protestavano, sia dalla maggioranza sia dall’altra opposizione, sottraendosi quest’ultima e non volendo chiarezza da fermo segnale di non volersi liberare di De Luca. A questo punto la D’Amelio ha lanciato un ultimatum ai consiglieri pentastellati: “Per ora non chiamo la polizia, ma non accetto provocazioni. Capisco che ci possano essere anche forme di protesta politica estrema, però non si può mancare di rispetto alle istituzioni. E’ intollerabile che il capogruppo dei 5 Stelle blocchi i lavori perché il centrodestra non firma la mozione di sfiducia. E’ la fine della democrazia, chi vuole firmare firma, non si può pensare di imporre una scelta del genere”.
Sospesa più volte in poche ore la seduta, con un clima che diventa sempre più rovente. Passariello (Fdi) accusa D’Amelio che “non fa rispettare il regolamento…in queste condizioni il Consiglio non può continuare…”.
Dopo pochi minuti gli esponenti del centrodestra hanno abbandonato l’aula. Tra diatribe e grida di protesta, i lavori sono andati avanti e la legge sul ciclo delle acque è stata approvata in pochi minuti, un disegno di legge che lo stesso Caldoro ha definito uguale al suo. Tra giochini e ammiccamenti tra maggioranza e false opposizioni, l’acqua della Campania da oggi passa ai privati.
Mentre si annunciava l’approvazione della legge, in aula si è raggiunto il limite massimo di confusione e di protesta, la consigliera Muscarà ha tentato di abbassare l’asta del microfono, per evitare che la D’Amelio proclamasse questa legge vergognosa, che va contro la promessa dello stesso De Luca in campagna elettorale, che era quella di ri-pubblicizzare l’acqua.
Nuovamente sospeso il consiglio e dopo un pò il capogruppo del PD Casillo annuncia che Rosetta D’Amelio, presidente del Consiglio, ha avuto un malore ed ha fatto ricorso al 118 per accertamenti. Il malore è sopraggiunto in seguito all’episodio avvenuto poco prima in aula, quando la Muscarà aveva tolto il microfono alla presidente. Disapprovazioni e giudizi critici nei confronti del Movimento 5 Stelle da parte di tutti i consiglieri di maggioranza. Durissimo ed esageratamente amplificato l’insulto del capogruppo dei Verdi Francesco Borrelli: “I grillini sono come l’Isis, ci stanno tenendo in ostaggio…” Un tantino spropositato e indecoroso l’affondo verso i consiglieri regionali che occupano l’aula perché considerano improponibile e illegittimo essere governati da un indagato. Chissà quale sarà la lettura dei cittadini su questa giornata lunga e singolare all’interno del consiglio regionale.
Il movimento cinque stelle, alla sua maniera ha portato a compimento la sua missione, lo ha dichiarato e lo ha promesso più volte al suo popolo attivo. Si sarebbe opposto in tutti i modi e lo ha fatto. Al contrario non può dire la maggioranza, già venuta meno ad uno dei punti più importanti del suo programma, con la privatizzazione dell’acqua.
L’ altra opposizione, fantasma in questa vicenda, del resto non poteva opporsi a ciò che ha cercato sempre di imporre nel periodo in cui ha governato; il caos della giornata le ha risparmiato di esibirsi nel solito teatrino.
A dare spettacolo, e questa volta di ribellione vera sono stati i cinque stelle, del resto il popolo li ha messi la per questo.













