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Campania, record di sprechi per esami radiologici inappropriati

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Da recenti statistiche, risulta che la Campania spreca 10 milioni l’anno, un dato preoccupante se si pensa che il 61% dei tumori che si riesce oggi a curare è grazie all’evoluzione incredibile che negli ultimi anni ha riguardato la radiologia diagnostica.

Si tiene in questi giorni a Napoli il 47esimo congresso nazionale della Sirm, Società Italiana Radiologia Medica, e il risultato del confronto tra alcuni dei più importanti specialisti nel campo è un bilancio davvero negativo per la Campania. Stavolta non si tratta dell’ennesima statistica sui tumori, tuttavia si parla di ciò che si potrebbe fare per prevenirli e talvolta non si fa per mancanza di soldi pubblici. Ma perché, dove finirebbero questi soldi? Ecco la risposta: in Campania si spendono più di 10 milioni di euro l’anno per esami radiologici inappropriati e il fenomeno, che riguarda indistintamente strutture pubbliche e private, vale circa 1 miliardo e 500 milioni di euro l’anno. E l’allarme riguarda anche un’altra questione, come afferma il professor Roberto Grassi: “in gioco non c’è solo spreco di risorse, ma anche la sicurezza dei pazienti, che devono essere esposti a radiazioni ionizzanti solo se veramente necessario”.

La soluzione, al momento, pare rappresentata da un’intesa, siglata proprio in questi giorni, tra i radiologi campani e l’Ordine dei medici di Napoli, che prevede un trait d’union tra i medici prescrittori e i radiologi finalizzato alla gestione congiunta del paziente. Così da ridurre drasticamente la percentuale di inappropriatezza delle prestazioni di diagnostica per immagini.

Nella stessa direzione, vanno le novità tecnologiche presentate a Napoli. Apparecchiature che grazie a software innovativi e specifiche soluzioni hi-tech consentono, a parità di risultato, un utilizzo sempre più ridotto di radiazioni ionizzanti e mezzi di contrasto.

A questo proposito, il presidente nazionale della Lega Tumori, Francesco Schittulli, ha commentato: “Crediamo profondamente nel connubio tra tecnologie diagnostiche, professionalità e volontariato. Per quel che riguarda la sanità – ha aggiunto Schittulli – Napoli è spesso criticata o addirittura mal vista. Io dico invece che questa città, come del resto la Campania nel suo complesso, è ricca di grandissime eccellenze, di menti brillanti e di cuore. Sul volontariato ad esempio la Lilt Napoli ha sempre risposto in maniera eccellente, sin dai tempi del professor Giovanni D’Errico, e oggi con Adolfo Gallipoli. Io personalmente, e la Lilt nel suo insieme, siamo grati di questo impegno. Un vero esempio».

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