Latitano i senatori a vita, l’archistar Renzo Piano ha partecipato a sole dieci sedute (0, 11%).
Camera e Senato lavoreranno ancora la prossima settimana per poi chiudere i battenti fino ai primi di settembre. Ma di fronte a provvedimenti e atti, tra decreti, ddl, ratifiche, autorizzazioni ed elezioni a cui procedere ( vane le sedute comuni per integrare il plenum della Consulta), le due Camere saranno, per così dire, stanche… Deputati e senatori aggiungono le assenze di stagione a quelle fisiologiche, come al Senato che lunedì scorso ha inaugurato la seduta del pomeriggio con un clamoroso flop: per quattro volte sul decreto enti locali recante anche misure in campo sanitario è mancato il numero legale e la seduta è andata a vuoto.
Insomma, gli inquilini di Palazzo Madama latitano , lo si è visto in particolare con la soppressione della delega al governo sul canone nell’ambito della riforma Rai. In questo caso si è capito che il dissenso era politico da parte della minoranza dem (in 19 hanno votato per la soppressione), ma anche così le assenze di undici esponenti Pd hanno aggravato la situazione. Ma qual è, a metà legislatura, il bollettino dei «missing in action» delle due Assemblee? Al Senato, dove comunque il tasso di attività è piuttosto alto, sono i senatori a vita a far fare bella figura ai colleghi eletti, visto che non spiccano per presenzialismo. Colui che ha votato meno volte nei casi di registrazione del voto con sistema elettronico è l’architetto Renzo Piano, che risulta presente, secondo i dati aggiornati disponibili sul sito di palazzo Madama, ad appena lo 0,11% delle sedute (dieci sedute in totale).
Subito dopo figura l’ex premier Mario Monti che si attesta su un numero di presenze in aula del 13,56%, mentre il premio Nobel Carlo Rubbia non va oltre il 38,35, facendosi battere dalla farmacologa Elena Cattaneo, che arriva al 38,84%. Con il 39,87% di presenze figura il primo senatore tout court, politico puro, Altero Matteoli, presidente della commissione Lavori pubblici. Alla Camera, sempre sulla base di quanto reperibile sul sito, Antonio Angelucci (Fi) non ha partecipato al 99,26% delle sedute, seguito dal compagno di gruppo Rocco Crimi con il 91,95%, da Filippo Piccone (Ap) con il 77,28% di assenze.
L’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che è stato per un certo periodo in malattia (anche se non figurano sue assenze giustificate nella specifica colonna) ha totalizzato il 72,79% di mancata partecipazione e Nicola Bombassei (Scelta civica) il 68,03%. Sul sito di Montecitorio (i dati con luglio compreso, anche per i singoli deputati saranno disponibili la prossima settimana), sono reperibili anche le statistiche relative ai gruppi. Il più alto tasso di assenteismo è in Fi, con il 39,15% di mancata partecipazione, seguita da Fdi con 34,30%, Scelta civica con 28.80%, Area popolare con 28,05%, il Misto con 28,01, M5S con 26,70%, Per l’Italia-Centro democratico con 23,40%, Sel con 24,80. I meno assenti risultano, con il 14,02%, i deputati del Pd.



