Dopo il tracollo di Eindhoven, il Napoli è atteso da una partita di importanza vitale in casa contro l’Inter, che può significare redenzione o crisi definitiva.
Oltre alla tenuta difensiva e mentale, la questione che più sta facendo discutere è quella relativa agli infortuni: nessuno degli assenti in Olanda riesce a recuperare per il big match del Maradona ed anzi a questi si è aggiunto Meret, vittima di una frattura al secondo metatarso del piede destro. Già nella seconda parte della scorsa stagione questo era stato un tema centrale della lotta scudetto e ora, con le tre competizioni, diventa ulteriormente decisivo. Trattandosi per la maggior parte dei casi di problemi muscolari, è lecito chiedersi se sia sfortuna o se ci sia una causa ben precisa.
Senza dubbio, un fattore importante è dato dall’alto numero di partite che si gioca nell’arco di una stagione e che sottopone i tessuti muscolari ad uno sforzo sempre maggiore: questo è un problema che coinvolge tutte le squadre, vedasi l’anno scorso il City o anche la stessa Inter. Una seconda interpretazione sarebbe legata alla preparazione atletica di mister Conte, noto per gli elevati carichi dei suoi allenamenti. Dunque, aldilà di calciatori propensi agli infortuni come Buongiorno e Spinazzola, i metodi di lavoro durante le sedute potrebbero sollecitare ulteriormente dei muscoli già provati; in più fino ad adesso non hanno ancora dato vantaggi sul piano atletico, poiché non abbiamo ancora visto un Napoli fisicamente dominante.



