Secondo confronto, stavolta all’Unione Industriali della capitale, sulla procedura, fatta avviare da Finmeccanica, per la cessione di ramo d’azienda all’Atitech di Gianni Lettieri.
“Quattro pullman pieni di lavoratori, da Napoli a Roma: oggi manifesteremo in tarda mattinata sotto la sede di Unindustria per dire no alla cessione”. Dario Castaldi, rsu della Fiom di Alenia Capodichino, sintetizza così fatti e concetti che, come lui stesso annuncia, “tutte le rappresentanze sindacali unitarie dello stabilimento hanno ribadito insieme in un loro recente comunicato: il sindacato è nettamente contrario alla cessione”. Dunque: i 178 addetti dell’impianto che produce le fusoliere del velivolo militare C-27 J manifesteranno per la seconda volta nello spazio di pochi giorni mentre le aziende in ballo tenteranno di spiegare ai sindacati le ragioni del loro progetto. E’ un braccio di ferro il cui esito rimane imprevedibile. Da una parte c’è l’arcigno Mauro Moretti. Che non ne vuole sapere proprio. L’ad renziano di Finmeccanica è seriamente intenzionato a cedere lo stabilimento aeronautico di Napoli a Gianni Lettieri, patron di Atitech nonché leader locale forzista e capo dell’opposizione berlusconiana al comune retto da Luigi De Magistris. Ma a sua volta il sindaco di Napoli vede come il fumo negli occhi questo trasferimento. La miscela è quindi certamente esplosiva e fa prevedere tensioni a raffica. Serpeggiano però anche “segnali” di pace. Sta infatti circolando l’ipotesi secondo cui i 178 dipendenti di Capodichino possano restare in Alenia e quindi non finire più alle dipendenze della newco dell’annunciato nuovo polo delle revisioni (Newco controllata con il 75% da Atitech e con una partecipazione di Finmeccanica del 25%), azienda che Moretti e Lettieri vogliono costituire per trasferirvi uomini e mezzi dell’impianto (conservando però per i lavoratori, una volta ceduti, la continuità degli attuali trattamenti contrattuali). Non si sa però fino a che punto sia praticabile quest’ipotesi, che per Moretti e Lettieri costituirebbe, a detta degli osservatori, “un sostanziale dietrofront”. Nel frattempo c’è chi nel sindacato dirama comunicati molto critici. “Nel comparto campano di AleniaAermacchi mancano serie prospettive – scrive Giuseppe Terracciano, segretario regionale della Fim Cisl – cosa che sta creando solo un tragico balletto”. Gli operai in lotta non riescono a spiegarsi come sia possibile che sia stato dato il via alla procedura di cessione di Alenia Capodichino quando Atitech non ha ancora stipulato i contratti con le compagnie aeree che dovrebbero consentire quelle produzioni in grado di far nascere il polo delle revisioni.” “Finmeccanica – aggiunge Terracciano – deve smetterla con la strategia dello spezzatino, così non si va da nessuna parte. Al momento la cessione ad Atitech è un salto nel buio: noi siamo totalmente dalla parte dei lavoratori che manifestano”. Ieri davanti ai cancelli di Capodichino si è presentata Giorgia Meloni, pasionaria della destra sociale che, ormai in piena campagna elettorale, ha “malignato” così dal megafono: “Non possiamo permettere che si facciano dei favori agli amici sulla pelle dei lavoratori”.



