Ieri audizione alla Commissione Ambiente della Camera presieduta da Ermete Realacci. Parole di stima dal relatore, l’onorevole Massimiliano Manfredi.
«Grandi imprese si compiono quando uomini e montagne si incontrano». Ha citato il poeta inglese William Blake il presidente in pectore (in attesa solo dell’ufficialità della nomina sulla quale c’è il placet del Ministro dell’Ambiente e del governatore De Luca) dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, aggiungendo: «La nostra montagna ha la forza viva di un vulcano, sono convinto perciò che potranno accadere cose straordinarie».

Ha chiuso così la sua relazione alla commissione ambiente Agostino Casillo, 33 anni, manager di San Giuseppe Vesuviano, dopo aver detto del suo orgoglio ma anche della grande responsabilità per l’incarico che andrà a ricoprire. Tredici comuni, circa 400mila abitanti, l’Ente Parco, come anche Casillo ha ribadito, è visto al momento dai cittadini come una struttura burocratica che mette vincoli, paletti, limiti e non come una occasione di sviluppo. «Non è ancora un elemento identitario forte, non è radicato nella coscienza del popolo vesuviano – ha proseguito Casillo – e questi due ultimi anni di commissariamento hanno acuito la distanza. Ricostruire il legame sarà la sfida più grande se la mia nomina sarà confermata».
Ha parlato del Vesuvio, della forte urbanizzazione, dell’abusivismo edilizio, degli sversamenti illegali dei rifiuti anche industriali, della discarica di Terzigno che ha definito «una ferita ancora aperta», mettendo sul tavolo quelle che saranno le sue ricette, i suoi obiettivi: coniugare la tutela della biodiversità con lo sviluppo sostenibile, ascoltare le imprese, le associazioni, valorizzare la rete di sentieri del Parco, stringere sinergie con le aree archeologiche, puntare sulle risorse europee per far diventare il Parco fulcro di rinascita per tutta l’area. E poi, cosa mancata in questi ultimi anni, una comunicazione istituzionale adeguata e una formazione che parta dalle scuole. «Io sono nato in questa terra – ha detto Casillo – e mi batterò per il suo riscatto».


