Al premio Saint Vincent di giornalismo, nel 2005, esortò ad un’informazione attenta, anche a ciò che accade in Paesi lontani, sottolineò l’importanza dell’innovazione, della qualità, chiudendo con una raccomandazione ai giornalisti: «Mi raccomando, la schiena sempre dritta». Ciampi è morto questa mattina a Roma, il 9 dicembre prossimo avrebbe compiuto 96 anni.
Era ricoverato da alcuni giorni nella clinica romana Pio XI, questa mattina si è spento dopo un ulteriore peggioramento delle sue condizioni di salute. Carlo Azeglio Ciampi era nato a Livorno nel 1920, ed era stato presidente della Repubblica dal 1999 (fu eletto, record assoluto, in sole due ore e con un unico scrutinio grazie all’accordo trasversale tra Veltroni, Fini e Berlusconi) al 2006. Ministro del Tesoro, Governatore della Banca d’Italia e presidente del Consiglio.
Come Capo dello Stato ha conferito l’incarico a tre Presidenti del Consiglio: Massimo D’Alema (del quale respinse le dimissioni nel 1999), Giuliano Amato (2000-2001) e Silvio Berlusconi (2001-2006); ha nominato cinque senatori a vita: Rita Levi-Montalcini nel 2001, Emilio Colombo nel 2003, Mario Luzi nel 2004, Giorgio Napolitano e Sergio Pininfarina nel 2005.
Tra i suoi interventi più memorabili, quello alla consegna dei premi Saint Vincent di Giornalismo, il 9 giugno del 2005, un monito, quello di tenere la schiena sempre dritta, ancor più importante oggi, in un’epoca in cui la competitività dell’informazione, il dilagare di un’approssimazione dettata dai tempi del web è motivo di una grande crisi del giornalismo. Risuonano dunque più forti le parole di quel discorso: «L’ampliamento dell’orizzonte della stampa e della comunicazione è un bisogno vitale per aiutare imprese e individui a orientarsi e poi a saper competere rinnovandosi, innovando…».



