Ma la procura di Nola ha messo alla sbarra un solo consigliere comunale.
Il Movimento Cinque Stelle, il Pd e pezzi di quel che resta del centrodestra di Acerra stanno facendo le carte false per stanare l’amministrazione comunale di stampo Udc retta dal sindaco Raffaele Lettieri. E lo stanno facendo usando il piede di porco della mancata costituzione di parte civile del comune nel processo sul voto di scambio, in corso al tribunale di Nola. Processo che vede alla sbarra l’ex consigliere comunale di maggioranza Nicola Ricchiuti e due ex vigilantes della ditta il cui titolare era appunto l’amministratore locale, eletto alle contestate elezioni del maggio 2012 e poi dimessosi una volta raggiunto dall’avviso di garanzia per voto di scambio, nel 2013. Intanto il comune non è parte civile al processo. Le opposizioni, interne ed esterne al consiglio, hanno insistito affinché il sindaco prendesse una decisione sull’argomento. Invano. Tentativi inutili: un buco nell’acqua. Ne è scaturita una lettera al prefetto. Motivo: “ripristinare l’ordine democratico nel comune di Acerra”. E’ un refrain che si sta ripetendo anche nei comuni vicini. “Da queste parti la democrazia non è nemmeno un optional”, lamenta Alessandro Cannavacciuolo, esponente locale del Movimento Cinque Stelle. Era stato il candidato a sindaco del centrodestra, battuto alle elezioni di quattro anni fa, il colonnello della Guardia di Finanza Antonio Crimaldi, a denunciare alla procura una serie di episodi incredibili avvenuti durante le votazioni al primo turno, ma anche al ballottaggio, alcuni dei quali sono anche stati segnalati da polizia e carabinieri. Nella denuncia è stato raccontato il caso della ragazza che ha fotografato con il cellulare il suo voto all’interno di un feudo della maggioranza, il seggio del rione Spiniello. Ma sono finite pure le storie di gente che avrebbe dato il suo consenso elettorale per una busta della spesa oppure per ottenere l’asfaltazione della strada privata del condominio. C’è questo e dell’altro nella denuncia. Che racconta anche dei ripetuti atti intimidatori ai danni di altrettanti candidati al consiglio comunale. Come quando l’ex sindaco, Michelangelo Riemma, si vide costretto a ritirarsi dalla competizione elettorale a causa di una serie di minacce a lui e alla sua famiglia. Oppure come quando una signora, candidata anche lei, fu avvicinata mentre guidava l’auto da alcuni brutti ceffi armati, a bordo di una moto. La donna aveva in auto un bambino. Per non parlare dei proiettili lasciati sull’uscio della casa di un altro candidato ancora e del portone incendiato a un noto politico locale. Tutti episodi che non hanno mai trovato colpevoli. C’è anche un rapporto di polizia, di centinaia di pagine. All’interno si fanno i nomi di 22 persone, alcune delle quali graviterebbero nell’ambito della politica locale. E’ un documento che fa emergere intercettazioni telefoniche da brivido. Ma né la Dda di Napoli né la procura di Nola da questo documento hanno finora fatto scaturire inchieste.
(Fonte foto: rete internet)


