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Giovedi scorso i carabinieri del NOE, il Nucleo Operativo Ecologico, hanno messo a segno una serie di sequestri preventivi presso la Sideralba ex Riva, lo stabilimento siderurgico di Acerra che si trova in contrada Pagliarone, accanto all’inceneritore.  Nell’impianto, che conta oltre 200 dipendenti, e anche all’esterno della fabbrica, i militari hanno rinvenuto ingenti quantitativi di rifiuti speciali, pericolosi e non, depositati in un modo risultato ai controlli non conforme alla legge. Si tratta di tonnellate di trucioli di zinco mescolati a olii di lavorazione industriale trovati su una piattaforma di cemento ma anche all’esterno del capannone, dove sono stati in parte poggiati direttamente sul terreno.  I responsabili dell’azienda sono stati denunciati dai carabinieri. La Sideralba era già stata oggetto, all’inizio di quest’anno, di un controllo, in questo caso della polizia municipale, controllo richiesto dagli ambientalisti del territorio. Un’ispezione culminata col sequestro di un’area pertinente alla fabbrica, ubicata fuori dell’impianto e in cui sono stati trovati rifiuti ammassati sul terreno. Vent’anni fa questo stabilimento, all’epoca gestito da un’altra azienda, la Riva, quella dell’ecomostro di Taranto, fu coinvolto in un procedimento giudiziario di notevole portata, un blitz delle forze dell’ordine scaturito dal ritrovamento di ingenti quantitativi di amianto all’interno di un pioppeto, un piccolo bosco alberato che si trovava accanto alla fabbrica. Intanto giovedi, al termine del servizio operato dal NOE sono stati sequestrati il piazzale pavimentato, di circa 7mila metri quadrati, dove c’erano 15mila metri cubi di rifiuti speciali pericolosi e non, un’area di 700 metri quadrati, con circa 1000 metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi e una terza area di 800 metri quadrati, con 1000 metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi, in parte contenuti in un cassone scoperto. Il valore complessivo del sequestro è di circa 3 milioni e mezzo di euro.