La controversia si è accesa durante il convegno “Intervista al Vesuvio”. Il primo cittadino di Sant’Anastasia: “Querelo chi lancia vuote e calunniose accuse”. La replica di Borrelli: “Bisogna mandare a casa un personaggio che disonora il territorio”.
È terminato con una forte lite tra il sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito ed il segretario dei Verdi Francesco Borrelli, il convegno “Intervista al Vesuvio” che si è svolto al Tennis hotel di Agnano mercoledì scorso.
Il dibattito, che ha visto la partecipazione di studiosi e personaggi illustri del mondo accademico, come vulcanologi, geologi, fisici, geochimici, di alcuni sindaci dei Comuni che rientrano nella zona rossa e dell’onorevole Marco Pannella, si è articolato su argomenti quali i rischi sismici e di eruzione, i piani strategici operativi e di evacuazione ed i collegamenti con i fenomeni vulcanici dei Campi flegrei. Il meeting ha raggiunto il suo momento clou quando Francesco Borrelli durante il suo intervento, ha affermato che ci sono amministrazioni che «difendono le costruzioni abusive e promettono condoni durante le campagne elettorali». Tali parole hanno dato il via ad una controversia con il sindaco Esposito e la moderatrice del convegno per stemperare gli animi ha interrotto l’intervento del segretario dei Verdi.
Dopo poche ore dal dibattito, la polemica è proseguita sui social network. Il primo cittadino anastasiano che da quando si è insediato a Palazzo Siano si è sempre battuto contro i limiti imposti dalla legge 21 in quanto «mette in ginocchio le città non garantendone l’adeguato sviluppo», ha affidato a Facebook le sue considerazioni sull’accaduto che riportiamo di seguito: «Il sig. Borrelli, che ancora oggi si fa nominare assessore al Comune di S. Giorgio dal partito dei Verdi, che ha amministrato la Provincia di Napoli e la politica disastrosa della giunta Bassolino provocando quello che è sotto gli occhi di tutti, rappresenta la parte degenerata della politica degli ultimi 20 anni. Amministratori e politici che hanno vissuto a spese dei soldi dei Cittadini sotto il baluardo dell’ambientalismo e dell’immobilismo. Di questa gente, sotto qualsiasi bandiera si presenti, il nostro territorio non ne ha più bisogno. Andate a lavorare! Ai miei cittadini dico che non dobbiamo mollare, che non possiamo piegare la testa. É dura ma non possiamo arrenderci. Abbiamo ragioni da vendere».
Nella giornata di ieri, inoltre, è stata diramata dall’Ufficio Stampa del Comune anastasiano una nota nella quale il sindaco Esposito ritorna sulla questione e specifica: «Francesco Emilio Borrelli sta cavalcando solo adesso le discussioni da me aperte sulla zona rossa e sulla S.S. 268, la maledetta strada della morte, è tra i maggiori colpevoli della “morte” dei territori campani che circondano il Vesuvio e delle “morti” a causa del mancato raddoppio della 268, che doveva essere completato nel 2007. Sanno bene, coloro che hanno governato in precedenza e lo stesso Borrelli, che avevano l’obbligo di mettere in sicurezza i territori, di potenziare le vie di fuga, di assicurare uno sviluppo alternativo al blocco delle edificazioni abitative: sono colpevoli, e si sentono colpevoli, perché non hanno fatto nulla!».
«In campagna elettorale abbiamo chiesto e chiediamo tuttora lo sblocco dei condoni ’85 e ’94 e la riapertura dei termini del condono edilizio 2003, che solo in Campania non è stato applicato. Attualmente questa battaglia è anche dei cittadini anastasiani e non solo, che non sono cittadini “abusivisti” – chiosa il sindaco attraverso il comunicato stampa – Oggi molti più cittadini sono coscienti del loro diritto di poter vivere in paesi messi realmente in sicurezza da parte della Regione Campania e/o da noi Sindaci, se e quando la Regione ci darà fondi che ci spettano e gli strumenti legislativi per farlo. La politica del non fare e Borrelli devono solo tacere. Mi riservo, ora, di querelare chi lancia vuote e calunniose accuse»
Non si è fatta attendere la reazione di Francesco Borrelli che sempre attraverso Facebook ha considerato la nota «delirante perché mi si accusa addirittura della morte dei territori campani dopo una vita spesa a difenderli e mi indica come responsabile delle morti delle vittime della 268. Presto dobbiamo organizzare con i cittadini e le forze politiche sane di Sant’ Anastasia una grande manifestazione pubblica per mandare a casa un personaggio che a mio avviso disonora questo splendido territorio. A Castellammare e Cercola dopo mesi di battaglie durissime abbiamo raggiunto il risultato sfiduciando Bobbio e Tammaro. Sono certo che possiamo ottenere lo stesso risultato anche in questo caso. Sulle varie accuse indegne che il Sindaco mi ha rivolto rifletterò se portarlo in Tribunale. Forse merita una lezione non solo politica».
Abbiamo che la questione non terminerà qui.



