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Volla, approvato il Bilancio comunale

Strumento contabile approvato, sindaco non più dimissionario ed esecutivo azzerato. Tutto secondo le “logiche” politiche tradizionali, tanto che a sembrare colpo di scena è la coerenza del consigliere dissidente Luigi Petrone.

Il termine inciucio deriva dall’espressione dialettale napoletana ‘nciucio che significa spettegolare parlando fitto e a bassa voce. È di origine onomatopeica richiama il ciu-ciu che si percepisce dal chiacchiericcio di due persone.

Il giornalista Mino Fuccillo ne fece un uso in un’intervista fatta a Massimo D’Alema nel 1995: si riferiva ad una cena fatta a casa di Gianni Letta con Silvio Berlusconi e lo stesso D’Alema, ai tempi del “Patto della crostata”, preso nome dal dolce preparato dalla moglie del padrone di casa. È di recente entrato a far parte dell’italiano gergale del giornalismo politico per indicare un accordo sottobanco, un compromesso riservato tra fazioni formalmente avversarie, ma che in realtà attuano, anche con mezzi e intenti poco leciti, una logica di spartizione del potere.

Non è stato proprio così a Volla negli ultimi avvenimenti politici, ma sicuramente ciò che è accaduto all’interno della sala consiliare davanti agli occhi di tanti cittadini, nella seduta di lunedì sera 28 ottobre ha qualcosa a che vedere con accordi e “inciuci” pur di continuare a governare il paese. “Agguato”, “Traditori”, “Te ne devi andare a casa”: queste erano state le ultime dichiarazioni. Il sindaco Angelo Guadagno, nel consiglio comunale del 15 ottobre, si era ritrovato senza avere i numeri per l’approvazione del documento politico per eccellenza: il bilancio.

Rottura della sua maggioranza avvenuta già da mesi prima, ma ignorata completamente dal sindaco. Le motivazioni del voto contrario al bilancio che all’unisono i quattro dissidenti annunciarono erano di un bilancio non condiviso, non partecipato e soprattutto che non aveva l’approvazione dei revisori dei conti. Il sindaco li accusava di agguato e tradimento politico, sembravano muri indistruttibili alzati tra le parti. Invece come colpi di scena che offrono le più intrecciate sceneggiature, la fin’ora “pasionaria” Maria Rosasria Bonocore diventa comica e risolutiva, “impapocchia” (termine da lei stessa usato, ndr.) in due ore un emendamento che a suo avviso rende accettabile il bilancio.

Dichiarazione che non ottiene tanti consensi sia dall’opposizione che dai presenti, visto che il termine impapocchiare nella lingua italiana significa impastare, impasticciare, ma nel meridione è sinonimo di imbrogliare e prendere in giro qualcuno. Dalle varie affermazioni ascoltate in aula, il parere dei revisori sul bilancio dal negativo passa a coerente, congruo e attendibile, in più l’emendamento della Bonocore va, secondo loro, nella direzione del parere dei controllori. L’altro voto conquistato dal borgomastro è quello del consigliere Rosario Raciti, lista civica, che ha preso il posto del dissidente e dimesso Ivan Aprea.

Altro momento di suspance quando Raciti ha dato il voto favorevole chiaramente sofferto, quasi affermando che era contro il volere di qualcuno. L’unico coerente e distaccato dal gruppo resta il consigliere e ingegnere Luigi Petrone, che ha votato contrario sottolineando la non partecipazione, la non condivisione e la non approvazione da parte dei revisori. Unico Petrone, perché nonostante anche Pasquale Montanino abbia votato contrario il bilancio, nella sua dichiarazione al voto ha avuto una netta apertura verso il sindaco Guadagno, che non ha perso tempo a fargli pubblicamente le scuse. Abbiamo parlato di inciuci politici inizialmente, potrebbero essere smentiti, con la motivazione che in politica si può cambiare idea, questo è ciò che hanno voluto far credere la Bonocore, il Raciti e il sindaco, ma non è proprio così.

Trattasi di inciucio perché il sindaco nei giorni precedenti al consiglio ha chiesto invano il voto favorevole al bilancio ad uno ad uno dei componenti delle altre forze politiche all’interno dell’amministrazione. Inoltre davanti agli occhi di tutti è avvenuto un vero è proprio scambio: il voto favorevole di Raciti in cambio dell’azzeramento dell’esecutivo, chiesto da quest’ultimo.
E’ sembrato un teatrino, il tutto regolarmente e costantemente filmatoo dagli attivisti del gruppo locale del Movimento Cinque Stelle.

Il consigliere Giovanni Riccio annuncia il suo voto favorevole, sottolineando che lui medesimo non va a chiedere niente in cambio nella stanza del sindaco, lasciando intendere che vi sono altri che lo fanno continuamente. Come aveva annunciato all’inizio dei lavori il consigliere Salvatore Ricci è stata una brutta pagina del Consiglio Comunale di Volla, non solo per non aver rimandato la seduta visto che nello stesso giorno vi erano stati i funerali dello storico e rispettato sindaco di qualche tempo fa del paese, Antonio Iorio. Ricapitolando bilancio approvato, azzerato l’esecutivo, sindaco non più dimissionario.

L’impressione è che mentre la nazione, il popolo, desidera e ha bisogno di un cambiamento, la città di Volla è nettamente arroccata su metodi di far politica alla vecchia maniera, con gli stessi inciuci, gli stessi scambi e le stesse dichiarazioni: “Io amo il mio paese”, annunciò Guadagno nel lontano 2007. L a stessa dichiarazione fatta in questo triste e critico 2014.

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