Domenica mattina gli esponenti di Sinistra e Libertà hanno organizzato una raccolta firme a sostegno della lista “Tsipras” per le prossime elezioni Europee e commentato la crisi dell’amministrazione Guadagno.
Sit-in degli esponenti vollesi di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL), domenica mattina 30 marzo 2014, in via Rossi, per raccogliere le firme a sostegno della lista “Tsipras” per le prossime elezioni Europee.
L’obiettivo nazionale è quello di raggiungere le 150.000 firme per avere l’ok a presentarsi alle prossime consultazioni continentali. Sembra che lo scoglio sia la Valle d’Aosta dove su 120.00 abitanti, 3000 dovrebbero firmare. Venendo alle questioni locali, per l’occasione i militanti di SEL hanno distribuito un volantino nel quale “denunciano la gestione privata della crisi” e chiedono al borgomastro Guadagno e alle forze di maggioranza “un limpido confronto pubblico sul progetto della giunta, vera ragione della crisi”.
“Gli incontri tra il sindaco e gli alleati si susseguono senza sosta. La quadratura del cerchio non si trova. Certo non è semplice considerate le posizioni in campo. Da una parte la lista civica “Verso il Futuro” e i tre consiglieri usciti dal PD che chiedono l’azzeramento della giunta; dall’altro i democratici che non vogliono mettere in discussione i propri assessori. SEL denuncia con forza la gestione privata della crisi, giocata tutta nel chiuso delle stanze dei partiti e della casa comunale. Senza coinvolgere i cittadini, come se il destino del centro sinistra fosse cosa loro. Una proprietà ereditata, e non il frutto di un consenso popolare su uomini e programmi. E’ inaccettabile che i cittadini debbano non conoscere e contribuire a risolvere i problemi della città e pagare il prezzo dell’immobilismo amministrativo”.
Abbiamo sentito il parere sulla crisi di due degli esponenti vollesi più autorevoli di SEL, Giovanni Leone, coordinatore e Riccardo Festa, ex assessore all’urbanistica, che fino a qualche mese fa era parte integrante dell’amministrazione Guadagno. “La crisi è un problema progettuale. Questa è una giunta senza idee con un percorso raffazzonato. Secondo noi, se ci fosse stato, un progetto non sarebbero andati in crisi”, ha risposto Giovanni Leone.
Ma il progetto non dovrebbe essere il programma elettorale?
“Esatto. Ma è stato un programma scarsamente condiviso. Un po’ lo specchietto delle allodole. Ma comunque, se anche il programma fosse stato in gran parte realizzato sarebbe già una bella cosa. Invece, se lo andiamo a leggere è stato fino ad oggi in larga parte disatteso”, ha continuato Leone.
Ma non può essere che questo periodo fino a oggi sia servito per porre le basi affinché nei prossimi anni si realizzi compiutamente?
“I due anni sarebbero propedeutici? Chiediamolo ai cittadini di Volla e vediamo cosa ne pensano! Il nostro (SEL ndr) è un gruppo generoso e composto da persone serie e perbene. Noi non siamo dei folli e facciamo opposizione per consegnare il paese alla destra. Il nostro compito è quello di rinnovare dalle fondamenta il centro sinistra, perché così com’è non può risolvere i problemi del paese”, ha concluso Leone.
Riccardo Festa: “Non nascondo mai il mio pensiero. C’è un problema di fondo, e cioè un’amministrazione di centrosinistra che in questo momento sta dimostrando di aver fallito sia sui programmi sia sul metodo di lavoro. Questo è un tema importante. Quando si amministra lo si fa per il bene della città per cambiarla, non per peggiorarla o per lasciare le cose così come sono. Ci sono delle responsabilità politiche precise che vanno individuate e i responsabili vanno individuati e rimossi”.
Quindi, lei dice che cambiando gli uomini si cambia pure il metodo?
“Certamente. E’ vero che le idee hanno una loro autonomia, ma esse camminano sulle gambe delle persone. Se le gambe sono sbagliate, le idee non possono camminare. Siccome queste gambe e queste teste sono sbagliate, fino a quando non si cambieranno non sarà possibile recuperare e dare una prospettiva futura a questa città”.
Si cambia quello che si può cambiare? Ad esempio, i consiglieri e il sindaco non si possono cambiare nel corso della legislatura? Oppure bisognerebbe rifare le elezioni?
“Dalla discussione politica emersa, abbiamo delle cose paradossali. Il partito del Sindaco (PD, ndr) sfiducia il sindaco, gli altri partiti della maggioranza (Lista Civica e Indipendenti, ndr) dicono di avere ancora fiducia del progetto e del sindaco ma c’è una condizione che deve cambiare e cioè gli uomini che hanno sbagliato in questi due anni. Se si cambiano gli uomini, allora il progetto politico può andare ancora avanti”.
Cioè, anche lei è per l’azzeramento della giunta?
“Esatto! E questo mi sembra un ragionamento equilibrato. Se non altro per ricucire lo strappo che si è creato con la città, probabilmente questo è l’unico ragionamento che il centro sinistra può fare in questo momento, per riannodare i fili con la cittadinanza. In altre parole ammettiamo che abbiamo capito di aver commesso degli errori. Abbiamo imparato dai nostri errori. Adesso cambiamo. Dobbiamo ricucire il rapporto con la città e con le altre forze politiche estromesse. Siamo disposti a fare dei ragionamenti con il sindaco e con le altre forze politiche che si sono rese conto di aver commesso degli errori”.
In conclusione, parafrasando Shakespeare: cambiare le persone per cambiare metodo? Oppure cambiare metodo, per cambiare le persone? Questa, la vera questione.

